Berlusconi: adesso chi mi risarcira’? Nessuno.
24 Luglio 2008
di Redazione
“Il lodo Alfano è il minimo che una democrazia potesse apprestare a difesa della propria libertà”. Nella conferenza stampa successiva all’incontro – svoltosi a Palazzo Chigi – con il premier della Repubblica di Malta Lawrence Gonzi, il premier Silvio Berlusconi affronta i nodi del rapporto politica-giustizia. E difende lo “scudo” giudiziario varato dal Parlamento e promulgato dal capo dello Stato. Giudicando inammissibile che in una democrazia come quella italiana si verifichi che “una parte della magistratura che si è data come compito quello di sovvertire il voto degli italiani”. A chi gli chiede se si avvarrà del Lodo Alfano, il presidente del Consiglio risponde: “Avevo già detto inutilmente che non mi sarei avvalso della clausola sospendi processi che è stata chiamata salva premier”. Il Cavaliere si sfoga per la “persecuzione inaccettabile in democrazia” di cui è stato vittima. “Il presidente del Consiglio, a seguito della persecuzione a cui è stato sottoposto in questi 14 anni, dal 30 giugno al 15 luglio, avrebbe dovuto andare – spiega Berlusconi – un giorno sì un giorno no in udienza: quindi non avrebbe potuto governare, non avrebbe potuto convocare un Consiglio dei ministri”.
Nella conferenza stampa col premier maltese, Berlusconi accenna anche alla sentenza di assoluzione della Corte di cassazione spagnola nei confronti suoi e del management Fininvest in relazione al processo Telecinco. “Sono stato assolto dalla Corte di cassazione spagnola con formula piena perché il fatto non sussiste. Quando ci sono le assoluzioni nessuno ne parla. Ci sono stati 10 anni di fango gettato addosso a me e Fininvest, internazionalmente, da parte di Garzon su spinta della Procura milanese, da cui siamo stati tutti assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Mi domando – continua il premier – chi risarcirà l’immagine sporcata in dieci anni sui giornali del mondo, le spese degli avvocati, il trasporto aereo, le trasferte in alberghi a tre stelle degli avvocati, che vanno trattati bene? La risposta è nessuno. Io spero che qualcuno venga a chiedere scusa, ma so che non sarà così”. Il capo del governo si rivolge a una giornalista del Tg3 e le dice: “Voglio vedere se il suo tg dirà che dopo dieci anni di persecuzione e di fango gettato addosso a me, ai miei uomini e alla Fininvest, nell’ambito dei processi francesi e spagnoli”, tutti sono stati assolti. Il Cavaliere è un fiume in piena: “Quando la finirete di non capire o di far finta di non capire che contro di me c’é stata una persecuzione inaccettabile, sarà sempre troppo tardi”. Quanto alla vicenda dei dossier gestiti da Giuliano Tavaroli, Berlusconi risponde usando un’immagine già adottata da Marco Tronchetti Provera a proposito dell’Oak fund: “Chiacchiere da bar, non dico assolutamente nulla”. Chiudendo la parentesi italiana, il premier chiede venia al suo omologo maltese: “Scusa, ma quando ci vuole ci vuole”. (Il Velino)
