Berlusconi al contrattacco insiste sulle menzogne della sinistra
05 Maggio 2009
Il fermo immagine alle sue spalle sintetizza la strategia del Cav.: "Adesso parlo io". Dal salotto televisivo di Bruno Vespa, Silvio Berlusconi va al contrattacco. Punta l’indice contro la "tempesta mediatica che non mi aspettavo" scatenata sulla vicenda delle euroveline e su quella della festa di compleanno di una diciottenne, entrambe finite al centro della crisi coniungale con la moglie Veronica Lario.
Il premier spiega che tutto ciò non sarebbe capitato se "la stampa avesse riportato le cose correttamente". Parla di falsità costruite artatamente dalla "sinistra e dalla sua stampa che non riescono ad accettare la mia popolarità al 75 per cento e, visto anche lo stato in cui la sinistra è ridotta, ha cominciato con attacchi personali fondati sulla calunnia".
Il rapporto con il mondo cattolico. Non teme che tutta la vicenda possa avere ripercussioni negative sulle relazioni "peraltro già buone con il Vaticano" e sul consenso tra l’elettorato cattolico. Il riferimento, seppure indiretto, riguarda le preoccupazioni manifestate dai vescovi italiani che dalle colonne del quotidiano della Cei, L’Avvenire, richiamano il presidente del Consiglio a una maggiore sobrietà. "Non credo che perderò la simpatia dei cattolici. Quando tutti conosceranno la realtà sulle due questioni – dice il premier-, non potranno che prendere atto che non c’è stata nessuna attività negativa da parte del Pdl contro le donne da una parte e dall’altra che c’è un’amicizia del tutto pulita con una famiglia. Non credo ci saranno contraccolpi, quando tutto sarà chiarito sono sicuro che aumenterà una considerazione già grande perchè con il Vaticano, per loro stessa affermazione, ci sono i migliori rapporti mai stati finora con un governo italiano".
Poi risponde punto su punto alle accuse che gli vengono mosse. E lo fa nello stesso momento in cui da Floris a Ballarò Franceschini respinge la versione del Cav e dipinge un "Berlusconi ormai alla frutta" nel faccia a faccia col ministro Bondi il quale, a sua volta, controreplica parlando di "strumentalizzazioni inaccettabili", rivendica la serietà con cui sono state fatte le liste del Pdl e sulla vicenda personale del primo ministro parla di "gigantesco fraintendimento".
Le veline nelle liste del Pdl. Il presidente del Consiglio definisce il caso "una trappola in cui anche mia moglie è caduta". Rivela di volerle "un mare di bene" ma le chiede di ammettere pubblicamente l’errore. Poi torna sulle veline e rimarca che nelle liste del Pdl non ce n’è traccia e tuttavia esprime disappunto per la connotazione negativa che taluni addebitano alle ragazze che "per emanciparsi fanno questo lavoro". Quindi spiega il perchè delle tre giovani selezionate per Strasburgo – Licia Renzulli, Barbara Matera e Lara Comi – tutte "laureate e serissime", dice sottolineando che i parametri di riferimento sono quelli delle ministre Gelmini, Carfagna, Prestigiacomo e di deputate come Laura Ravetto, "donne che nel parlamento italiano bagnano il naso agli uomini con presenze che sfiorano il 98 per cento". In ogni caso, aggiunge, le liste sono state fatte dai coordinatori nazionali, mentre lui era impegnato in un vertice bilaterale in Polonia.
Un passaggio che usa più che altro per smentire i rumors dei giorni scorsi secondo cui i nomi di altre ragazze dello spettacolo sarebbero stati sbianchettati dalle liste del Pdl dopo il j’accuse consegnato alla stampa da Veronica Lario. E comunque, puntualizza, "non c’era nessun nome che poteva suscitare equivoci: c’erano cento candidati e i coordinatori dovevano toglierne 28 per arrivare a 72, quindi sono stati eliminati sia uomini che donne».
La festa di compleanno. E’ probabilmente l’aspetto sul quale il Cav. mostra particolare irritazione, anche perchè proprio su questo episodio la Lario ha affermato di non poter tollerare l’idea che il marito possa frequentare delle minorenni. Berlusconi è fermo quando scandisce che si tratta di una menzogna, motivando la sua presenza a quella festa con l’invito ricevuto dal padre della ragazza e stigmatizzando l’equivoco che sarebbe nato dopo un titolo fatto da Repubblica ( il quotidiano che insieme alla Stampa aveva anticipato la decisione della Lario di chiedere il divorzio), "in cui sottintende una mia frequentazione con una ragazza che facendo quel giorno diciotto anni fino al giorno prima era una minorenne". Sarebbe una roba da pazzi, incalza, frequentare minorenni e poi farsi riprendere in un luogo pubblico "frequentatissimo e fotografatissimo".
C’è un altro punto sul quale il Cav non transige, ovvero l’ipotesi avanzata nel baillame delle polemiche che quelle foto possano essere state ritoccate e per questo invita gli scettici a interrogare i dipendenti del ristorante e chi a quella festa ha partecipato.
Il rapporto con Veronica. Il premier non parla del divorzio, nè si sofferma troppo sui dettagli di una vicenda che vuole resti privata. Ma certamente non nasconde di volerle "un mare di bene" e commentando le immagini di un servizio che ricorda trent’anni di unione coniugale non chiude definitivamente la porta alla possibilità che il suo matrimonio possa restare in piedi. Lo si capisce quando parla dei nipoti e del suo essere "nonno orgoglioso" ammettendo tuttavia che "fare i nonni in due è ancora più bello". Poi il passaggio sul rapporto con i figli e il dolore per come tutta la vicenda sia stata data in pasto alla stampa.
Le priorità dell‘agenda politica. A Porta a Porta il premier affronta anche i temi dell’attualità: dalla crisi ecomica all’emergenza Abruzzo. Sul primo punto ribadisce l’impegno dell’esecutivo a sostegno di famiglie e imprese rimarcando che sulle banche il governo tiene i fari accesi: "Credo che gli istituti bancari stiano facendo utili molto elevati perfino eccessivi, per questo devono continuare a sostenere le imprese». E sul terremoto che ha devastato L’Aquila illustra il cronoprogramma degli interventi per la ricostruzione messo a punto con Bertolaso e spiega che per il momento i fondi a disposizione – cento milioni di euro – sono sufficienti ma se non bastassero saranno reperite nuove risorse.
Accuse e repliche, verità e ricostruzioni che dalla polemica politica irrompono nella dimensione privata di un menage coniugale, come in una sorta di spirale perversa che alimenta nuove congetture, interpretazioni, strumentalizzazioni. In un tam tam mediatico che, inevitabilmente, accompagnerà l’ultimo scorcio della campagna elettorale per le amministrative e le europee.
