Berlusconi chiama il suo popolo alla piazza. Come e perché manifestare

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Berlusconi chiama il suo popolo alla piazza. Come e perché manifestare

16 Marzo 2010

Una corsa contro il tempo per chiudere tutto a tempo di record. Unico imperativo: essere in tanti. Berlusconi lo ha ripetuto ieri rivolgendosi al suo popolo e la macchina organizzativa gira a pieno ritmo. Riunioni, telefonate, e- mail: un impegno senza riposo per mettere a punto tutti i particolari dell’evento. L’obiettivo, non dichiarato, è portare in piazza almeno 500 mila persone.

"L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio", questo il titolo della manifestazione. I cortei saranno due: il primo partirà dal Circo Massimo, il secondo da Largo Colli Albani, e confluiranno in piazza San Giovanni in Laterano intorno alle 15. Da li, alle 17, inizierà il comizio del premier. La maxi copertura di 400 metri per il palco in fondo a piazza San Giovanni è stata già montata. Il palco, di 24 metri per 16, sarà più grande di quello del 2 dicembre 2006. La scenografia quella tradizionale: il simbolo del Pdl dipinto d’azzurro e bianco. Ma lo slogan che sarà utilizzato è ancora rigorosamente top-secret. La piazza sarà ripresa da 12 telecamere collegate a schermi giganti di 6 metri per 8. In tutto quattro chilometri di transenne e 13 gazebo, uno per ogni regione al voto. Gli operai e i tecnici al lavoro saranno 150. La colonna sonora dell’evento sarà curata dall’orchestra di Demo Morselli, come nel 2006.

Ci saranno spazi riservati per i Promotori della Libertà, per la Giovane Italia e i Club della Libertà. Arriveranno pullmann da tutta Italia e persino due treni Frecciarossa da Torino, ribattezzati "Freccia azzurra" per l’occasione. L’appuntamento di piazza San Giovanni è la priorità: per questo verranno sospese le iniziative elettorali locali per non "disperdere l’entusiasmo" dei sostenitori del Pdl e consentire il maggior numero di presenze possibile nella capitale. Insomma, una mobilitazione capillare che serve anche a scongiurare lo spettro dell’astensionismo che aleggia sulla competizione elettorale. Sul palco alle 18 , dopo l’intervento del premier, saliranno i 13 candidati-governatori del Pdl che firmeranno un “Patto delle Regioni” con il governo. Il Patto prevede una serie di impegni come la realizzazione immediata del Piano casa previsto dal Governo nazionale, meno burocrazia per le imprese, con la possibilità di aprire una impresa in un solo giorno, la realizzazione di più piste ciclabili e di aree verdi, la lotta all’inquinamento, la progressiva riduzione dei tempi di attesa per gli esami clinici e altro ancora. Centralità delle Regioni, dunque, sottolineata da uno slogan: "Dal Governo del fare alle regioni del Fare".

"Il presidente Berlusconi ha invitato tutti i candidati governatori  a essere con lui – ha spiegato Formigoni –. Sarà una manifestazione di proposta: le nostre proposte al paese e ai cittadini per costruire regioni declinate al futuro e non al passato". E dalla Lombardia Formigoni porterà a Roma dai 70 ai 100 pullmann: "Stiamo organizzando una mobilitazione perché ci sia una folta delegazione di lombardi in piazza a Roma".

Il quartier generale della "Giovane Italia", il movimento giovanile del Pdl, sembra un campo di battaglia: striscioni da completare, bozze di slogan da approvare, adesioni da ricevere e confermare, pullman da riempire e coordinare, in partenza da ogni angolo d’Italia, isole comprese. Sembra che i giovani punteranno sulla creatività. Saranno loro ad aprire il corteo di sabato e che nelle intenzioni degli organizzatori farà da collettore per tutti i pullman che arriveranno da fuori regione. La mobilitazione giovanile mira a portare a Roma almeno 500 ragazzi da ogni regione. "Abbiamo avuto dal partito l’onore di essere alla testa del corteo che partirà da largo Colli Albani, un riconoscimento della nostra capacità di mobilitazione, ma anche una grande responsabilità. Aspettatevi delle sorprese". Così ha spiegato il ministro della gioventù Giorgia Meloni, coordinatore del movimento. "Manifesteremo contro una sinistra che rifiuta il confronto libero, democratico – ha insistito il ministro – e che rinuncia a misurarsi ad armi pari. Ma saremo in piazza anche per manifestare il nostro amore per la libertà, la vita e per l’Italia".

Lungo il percorso verso piazza San Giovanni non mancheranno momenti di animazione, non solo con bandiere e striscioni come tradizione vuole, ma anche con caricature in cartapesta di Antonio di Pietro e Emma Bonino. Oltre al Truck della Giovane Italia che sta girando l’Italia per sostenere i candidati governatori, sfileranno anche due pullman scoperti a due piani dove prenderanno posto ragazzi che indosseranno magliette con slogan a tema del tipo "Noi, drogati di libertà" o anche "Droga, aborto, eutanasia: la Bonino nuoce gravemente alla salute", mentre un altro gruppo indosserà toghe da magistrato e distribuirà volantini con la frase "Diritto di voto, a te si e a te no".

"Ci saremo a migliaia in piazza San Giovanni", ha assicurato Francesco Pasquali, coordinatore del movimento insieme alla meloni. Pasquali si definisce orgogliosamente uno della "Berlusconi generation" e, quando lo sillaba, si capisce subito dove vuole andare a parare: la stoccata è indirizzata a Generazione Italia, il nuovo progetto politico di Fini. "Se è un’associazione – ha chiarito Pasquali – ben venga, ma se pretendesse di selezionare una nuova classe dirigente, allora non ci siamo, perché c’è già la Berlusconi generation della quale fanno parte molti giovani che ricoprono incarichi amministrativi nelle istituzioni locali". Il coordinatore non ha dubbi sul vertice del partito: "La leadership si conquista sul campo come ha fatto Berlusconi ed è solo il popolo che la riconosce".

La mobilitazione corre veloce anche sul web. Antonio Palmieri, responsabile del settore Internet e nuove tecnologie del partito, spunta velocemente le centinaia di mail di adesione "da parte soprattutto di persone che non sono iscritte al partito ma condividono il progetto di Berlusconi". Già, i simpatizzanti: è in particolare a loro che la comunicazione on line del Pdl si rivolge per fornire "dettagli, informazioni logistiche a quanti vogliono partecipare alla manifestazione ma non sanno come fare. Noi li mettiamo in contatto con il punto più vicino dell’organizzazione a livello locale".

Sui numeri c’è ancora molta prudenza. Alcune fonti della maggioranza considererebbero 200 mila persone un buon risultato. Comunque l’obiettivo è ambizioso: almeno 500 mila persone. E la sensazione nei ranghi pidiellini è che il traguardo sarà centrato. Sensazione che lo stesso Palmieri ricava dalle "tantissime richieste di adesione che stiamo ricevendo ogni giorno". Ma c’è qualcosa in più a caratterizzare l’evento di sabato. Lo evidenzia Palmieri quando ricorda che da diversi mesi "e prima dell’aggressione al presidente Berlusconi in piazza Duomo a Milano, molte persone ci sollecitavano ad una manifestazione in piazza a sostegno del presidente del Consiglio. Oggi questa iniziativa è una risposta a questa sollecitazione popolare". Premier e popolo, dunque. Come nel 2006.

Filippo Benedetti Valentini