Berlusconi: “Fango su di me. Ma gli attacchi non mi impressionano”

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Berlusconi: “Fango su di me. Ma gli attacchi non mi impressionano”

04 Luglio 2008

Nel corso della Conferenza stampa che ha chiuso il Consiglio dei ministri di stamattina, Silvio Berlusconi torna a parlare di intercettazioni, tema caldo, anzi scottante.

Il premier fa sapere che nonostante il "fango gettato" su di lui, "gli attacchi non impressionano l’Esecutivo" e che "quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all’azione del governo. L’attenzione – spiega il premier – si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo e portano in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare".

Ai giornalisti il presidente del Consigio ha anche annunciato che non si avvarrà della norma che blocca i processi per le 4 più alte cariche dello Stato. "Il premier non ha bisogno di essere salvato, si salva da solo", ha detto Berlusconi, "ha un’autorevolezza che va oltre i magistrati militarizzati e militanti". "Rinuncio a ogni vantaggio, non ho bisogno di nuovo norme giudiziarie. Mi sono sempre difeso nei processi – ha aggiunto il Cavaliere – e sono il recordman dei processi con 2.500 udienze".

Sulla questione intercettazioni intanto, il gip di Napoli, Luigi Giordano, si è riservato di decidere sulla richiesta da inoltrare al Parlamento per utilizzare le telefonate tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà ed ha dichiarato che si pronuncerà entro sette giorni in merito alla questione di competenza territoriale sollevata dai legali del premier che vorrebbero che il procedimento fosse trasferito nella capitale.

Intanto è stata fissata per l’8 luglio l’udienza preliminare davanti al gup, Lia Paola Laviano, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.