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Dopo il "no better friend" della Clinton

“Berlusconi ha capito”, anche Gates promuove il Cav. su Israele e l’Iran

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Un nuovo ‘cable’ inviato a Washington dall'ambasciata americana di Roma, dopo l'incontro fra il premier Berlusconi e il segretario della difesa Usa Gates avvenuto nel febbraio scorso, dimostrerebbe che l'alleanza fra Italia e Usa non è in discussione e soprattutto la nostra vicinanza allo stato di Israle.

Nel cable, riportato dal settimanale tedesco Der Spiegel, si legge che Berlusconi si sarebbe detto convinto che Israele possa lanciare un attacco preventivo contro l'Iran, anche con armi nucleari. Berlusconi avrebbe assicurato Gates sul fatto che l'Italia è il “migliore amico degli Stati Uniti”, esponendogli i suoi sospetti sulla corsa all'atomica del regime iraniano.

In particolare, secondo i documenti dell'ambasciata americana, il Cavaliere avrebbe detto che il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad “promette di annientare lo Stato israeliano” ed è preoccupato da un possibile attacco preventivo sferrato dal governo Netanyahu. "Nessuno," è sempre il Cav. a parlare, "incluso il presidente Obama, può fermare Israele se (il Paese) sente che la propria esistenza è minacciata".

A margine del loro incontro, Gates avrebbe raccontato a Berlusconi di una missione aerea israeliana, nel giugno 2008, in cui aerei militari con la stella di Davide sarebbero arrivati fino alla Grecia, percorrendo 842 km; la distanza tra le basi aeree israeliane e il reattore nucleare iraniano è di 840 km. Lo Spiegel osserva che probabilmente l'autore del dispaccio partito dall'ambasciata americana ha confuso i chilometri con le miglia, ma l'importante è che “Berlusconi ha capito”, come spiega la diplomazia Usa.

Il cable, insomma, dimostra che Israele gode di un appoggio incondizionato da parte dell'Italia. A livello Ue, siamo uno dei partner più rilevanti per Gerusalemme e il Cav. ha chiesto che lo stato ebraico entri nell'Unione. Berlusconi in passato ha detto chiaramente che la sicurezza dei confini di Israele e il suo diritto all'esistenza sono "una scelta etica per gli italiani e un obbligo morale contro l'antisemitismo e il negazionismo". Questo sostegno, senza se e senza ma, ha aumentato la credibilità del premier agli occhi della comunità ebraica internazionale.

Dopo tutto il cattivo sangue fatto per colpa dei dispacci su Gazprom, il cable su Israele e l'Iran ci restituisce l'immagine del Berlusconi che preferiamo, atlantico, anti-totalitario e benvoluto a Washington.  

 

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