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Duello a distanza col capo di Fli

Berlusconi incassa il ‘sì’ del Colle, corteggia Casini e punta a isolare Fini

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La settimana natalizia nel Palazzi della politica comincia coi fuochi d’artificio e non solo per i ‘dossier’ che approderanno a Montecitorio e tra questi le mozioni di sfiducia ai ministri Calderoli e Bondi firmata Bersani-Di Pietro e quella anti-Minzolini-Masi copyright  Fli, con in mezzo il varo definitivo della riforma Gelmini al Senato e le proteste di piazza stra-annunciate. L’avvio che darà il passo all’agenda politica sta nel nuovo duello tra Berlusconi e Fini, prima a distanza con botta e risposta, poi senza neppure un saluto o una stretta di mano durante la cerimonia degli auguri al Quirinale.

Il premier punta all’allargamento della base parlamentare continuando il ‘corteggiamento’ di Casini e dei moderati da un lato e dall’altro tentando di isolare Fini. Segnali dai centristi ci sono anche se centellinati col misurino e condizionati dalla resistenza (per ora) del leader che da parte sua invita il Cav. a rivolgere un’appello alla responsabilità nazionale sullo stile di quello lanciato da Obama al Congresso dopo il responso delle elezioni di mid term.

Ma Berlusconi ieri ha letto come una lancia spezzata a suo favore le parole del presidente della Repubblica, specialmente il passaggio sulla ‘continuità’ ma nella stabilità, quello nel quale Napolitano dice che occorre tenere conto della volontà espressa dagli elettori e boccia l’idea degli scioglimenti anticipati come “un’improvvida prassi tutta italiana da cui speravamo di esserci liberati e al cui ripetersi sono tenuto a resistere nell’interesse generale. Specie in periodo così gravi di incognite”. Musica per le orecchie del Cav. che, forte della sollecitazione del Colle, attacca a testa bassa il presidente della Camera, convinto del fatto che “sparirà” politicamente sia per aver collocato Fli all’opposizione quindi nella stessa area dell’antiberlusconismo dove stanno Bersani e Di Pietro, sia per l’ostinazione soprattutto dopo la debàcle sulla mozione di sfiducia, a mantenere il ruolo di terza carica dello Stato.

Ragioni per le quali l’ex capo di An è destinato a perdere consenso tra gli elettori perché si rivolge a un elettorato che non esiste nel Paese, rincara la dose il premier parlando agli europarlamentari riuniti a pranzo per gli auguri di Natale. Fini replica un minuto dopo alle voci che lo davano per dimissionario a gennaio quando terrà a battesimo la nascita del partito futurista: “Tranquillizzo tutti: fino a quando dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale” chiarisce al brindisi di Natale coi dipendenti della Camera e il messaggio è tutto rivolto al Cav. Poi il commento sulle parole di Napolitano delle quali “si deve tenere conto”.

Quasi una presa d’atto che il progetto di ribaltone, governo tecnico, di responsabilità, di transizione e via dicendo, è sepolto definitivamente. Errori tattici nei quali, paradossalmente, Fini è rimasto imprigionato e con lui i parlamentari che lo hanno seguito, molti dei quali – rivelano dalle file del Pdl – starebbero riflettendo perché non condividono più la linea oltranzista dei falchi futuristi, intrisa di antiberlusconismo d’antan. E’ anche su di loro che Berlusconi punta per aprire il recinto della maggioranza e poi procedere con le riforme già in agenda.

Il punto è che il Cav. si sente rafforzato dopo la fiducia incassata in Parlamento una settimana fa e conta di catalizzare il consenso (e i voti in Aula) dei moderati (finiani, centristi e piddini delusi) e dei cattolici su progetti condivisi di riforma. Al netto dei tatticismi e dei no preventivi, resta convinto che sia Casini l’uomo da corteggiare. Il leader Udc per ora risponde ‘picche’ ma alcune indiscrezioni parlano di scintille tra lui e il segretario del partito Cesa più orientato a rispondere positivamente all’invito del premier.

Il duello con Fini si riaccende quando Berlusconi punta l’indice sul fatto che ci sarebbe un accordo tra il presidente della Camera e l'associazione dei magistrati per evitare la riforma in cambio di una 'protezione' dei futuristi. Parole riferite da alcuni eurodeputati presenti al pranzo natalizio, rimbalzate sulle agenzie e subito dopo smentite dallo stesso premier. Ma la polemica ormai è innestata e la reazione di Fini sta in un commento tranchant: le solite ‘barzellette’ di Berlusconi.

Scenari in movimento: se il terzo polo si organizza con un coordinamento dei gruppi parlamentari ma procede in ordine sparso sui prossimi provvedimenti (astensione sulla sfiducia a Calderoli, libertà di movimento invece sul ddl Gelmini), c’è da registrare il lavorìo  dei deputati del gruppo Misto che hanno votato la fiducia a Berlusconi. L’obiettivo è dar vita ad un gruppo di parlamentari che puntano a garantire la ''continuità” dell’esecutivo, come annuncia il leader di Noi Sud, Arturo Iannaccone, che ha promosso l'incontro con l'ex Fli Silvano Moffa, Pid e Movimento di responsabilità nazionale.

Il Cav. dunque va avanti tenendosi aperte le strade per arrivare alla scadenza naturale della legislatura: tentativo da perseguire fino in fondo e se non ci dovessero essere le condizioni allora non resta che tornare dagli elettori. E’ forse anche per questo che proprio ieri al termine di una giornata nella quale ha ostentato sicurezza, il premier si ritaglia lo spazio per una comunicazione ai suoi che suona come un posizionamento preventivo sulla strada del voto: il restayling del Pdl o l’avvio di una nuova creatura politica che non si chiamerà più Pdl perché dopo lo strappo di Fini ha perso il suo appeal sugli elettori e oltretutto potrebbe prestarsi a nuovi contenziosi col capo di Fli che ne rivendica parte del copyright.

Ma ciò che colpisce al termine di un’altra giornata ad alta tensione sono le parole di Vendola che dal suo osservatorio si domanda esterrefatto come faccia Bersani a stare con Fini. E Fini con Bersani e Di Pietro?

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1 COMMENT

  1. NO AL SECONDO FINI
    Se la Storia è maestra, ci insegna a non sbagliare più e a fare tesoro degli errori del passato, basta guardarsi poco indietro e vedere Pierferdinando Casini nel precedente governo Berlusconi che puntualizza, sottolinea, vuole verificare, appunta, e rivuole la verifica e ri-puntualizza e ri-sottolinea, impiegando il tempo (suo e degli altri) a parlare di fuffa. Del resto egli è il Re inconrtastato della politica politicante di stampo democristiano e Principe della politica del ricatto e dei due forni. Vabbè l’appoggio esterno (che chiede in cambio?) ma imbarcarlo…alla larga! Un altro Fini anche no.

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