Berlusconi: “Mai detto che il Parlamento è inutile”
23 Maggio 2009
di Redazione
Silvio Berlusconi torna a parlare del ruolo del Parlamento, sottolineando di non aver mai pronunciato parole come "inutile e dannoso". "La Finocchiaro e D’Alema si sono comportati in modo indegno – sottolinea il premier -, ignobile e spudorato attribuendomi parole che non ho mai pronunciato".
Per D’Alema, "la volontà di Berlusconi è l’ostacolo vero alle riforme, perché il premier ha altre priorità che non sono le riforme per il Paese, ma le leggine a lui necessarie". L’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ricorda che "abbiamo depositato da tempo una proposta per la riduzione del numero dei parlamentari". "Berlusconi è l’ostacolo alle riforme", ribadisce D’Alema, ricordando che "quando ha voluto fare il lodo Alfano, per non essere processato, il Parlamento l’ha votato e non è stato un ostacolo alla sua volontà".
"Noi siamo pronti, anzi proponenti di una riforma della Costituzione, che preveda anche la riduzione del numero dei parlamentari". "Non c’è nessun ostacolo. È una evidente menzogna", chiosa D’Alema. Quello tenuto ieri sera dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è "un comportamento arrogante e lesivo dei principi democratici". Parlando con i giornalisti, D’Alema ha quindi sottolineato che "quando si usa addirittura Palazzo Chigi, anziché per risolvere i problemi degli italiani, per insultare l’opposizione solo perché abbiamo commentato le notizie che erano sui giornali, si tratta di un comportamento arrogante e lesivo dei principi democratici".
Carlo De Benedetti, presidente del Gruppo Espresso, invita il governo a uscire dalla crisi dando due priorità: "Ridurre le imposte e avviare subito le riforme strutturali: federalismo fiscale, riforma del mercato del lavoro e riforma delle pensioni sono tutte priorità. Vanno fatte e basta".
Intervistato da Milano Finanza, De Benedetti si rivolge a Silvio Berlusconi: "Ci vuole coraggio a fare certe cose. Ma come dice Emma Marcegaglia oggi il premier ha tutto il consenso che serve. Lo usi". Oltre alle riforme, De Benedetti chiede un abbassamento delle tasse: "Il potere di spesa del consumatore italiano è tartassato in modo inverosimile, il lavoratore dipendente può contare mediamente su un netto pari al 50% dello stipendio. Troppo poco per restituire spessore ai consumi".
Anche Pier Ferdinando Casini si è unito nella richiesta al premier di impulsare le riforme. Sul tema della riduzione del numero dei parlamentari il leader dell’Udc lancia una sfida a Berlusconi: "Gli assicuro che se presenta una proposta per ridurre a cento i deputati, l’Udc vota a favore".
"La presenti – dice Casini in una intervista a Il Gazzettino – così vedremo la differenza tra le parole e i fatti; ma ho i miei dubbi che lo farebbe, è la Lega che determina gli orientamenti del governo e Berlusconi ne è condizionato". Dopo aver definito "un’altra sciocchezza" l’opinione che le riforme si possano fare solo con disegni di legge di iniziativa popolare e rilevato che "la sinistra ormai è morta", il leader dell’Udc indica le tre priorità per l’Italia: l’introduzione del quoziente familiare; il sostegno "vero alle piccole e medie imprese, compresi gli artigiani e i commercianti"; la riforma della previdenza.
"Si deve trovare un nuovo equilibrio – ha detto a proposito dell’ultimo punto – se si chiede a n cinquantenne se è disposto a lavorare uno o due anni in più per garantire il futuro ai propri figli, non si tira indietro".
