Berlusconi nella lista nera di Al Qaeda

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Berlusconi nella lista nera di Al Qaeda

08 Gennaio 2008

Sono quasi due anni che Silvio Berlusconi non è più a
Palazzo Chigi, ma quanto ha fatto nella sua ultime esperienza di governo per la
lotta al terrorismo internazionale ha lasciato il segno. Il suo nome si trova
infatti in una lista di nemici ‘storici’ di al-Qaeda che rimangono nel mirino
del gruppo anche quando hanno terminato il loro incarico istituzionale. E’
quanto emerge da un’attenta analisi dell’ultimo video messaggio del portavoce
americano di al-Qaeda, Adam Yahive Gadahn, noto come ‘Azzam’, che contiene
anche un esplicito attacco all’ex premier italiano.

Il documento, della durata di 50 minuti, è stato diffuso sul
web con il titolo ‘Un invito alla riflessione e al pentimento’. Dopo aver
chiesto agli arabi di attaccare il presidente americano George W. Bush in
occasione del tour mediorientale previsto per questa settimana, Azzam stila una
lista di nemici del gruppo, citando anche i nomi di altre personalità definite
«complici di Bush nella guerra crociata contro l’Islam». «Certamente la
sconfitta degli americani non potrà essere completa se non comprenderà anche i
crociati di Bush che sono suoi complici – afferma parlando in lingua inglese –
e che hanno importanti responsabilità nella crociata fallimentare di Bush. Essi
sono sia in America, come (l’ex Segretario di Stato Colin) Powell, (l’ex
Segretario alla Difesa Donald) Rumsfeld, (l’ex ministro della Giustizia
Alberto) Gonzales, sia all’estero, come (l’ex premier spagnolo) Aznar,
Berlusconi e più di recente (l’ex premier australiano) Howard».

Azzam cita quindi personalità del mondo politico o militare
che oggi in buona parte hanno perso i ruoli di responsabilità rivestiti in
passato. Il fatto che questi nomi vengano letti nell’unico passaggio del
discorso non pronunciato a braccio ma letto, fa pensare che si faccia
riferimento a un documento di al-Qaeda preparato già prima di questa occasione.
Va considerato che lo stesso leder di al-Qaeda, Osama Bin Laden, aveva
attaccato Berlusconi nel suo ultimo messaggio audio diffuso il 30 novembre
scorso. ”Non è un segreto che Blair, Brown, Berlusconi, Aznar e Sarkozy e gli
altri come loro amano stare all’ombra della Casa Bianca. E non c’è una grande
differenza tra loro e altri leader del terzo mondo”, ha affermato il
terrorista saudita in quell’occasione. In questo caso il nome del leader di
Forza Italia appare accanto a figure, come quella di Sarkozy e Brown, che sono
tutt’ora impegnate in prima linea nella lotta al terrorismo in Afghanistan.

Ritornando al messaggio di Azzam, l’elenco dei cosiddetti
‘complici di Bush’, viene letto nell’undicesimo minuto del filmato, cioè subito
dopo aver lanciato, questa volta in lingua araba, l’appello contro la visita di
Bush in Medio Oriente. «Mando questo appello urgente ai nostri fratelli
mujahidin, principalmente in Palestina e nella Penisola araba e nella regione in
generale – dice Azzam – perché siano pronti a dare il benvenuto al crociato, al
macellaio Bush (…) non con fiori e applausi, ma con bombe e autobomba».

Il messaggio, come si apprende dalla presentazione iniziale,
dovrebbe essere stato girato nel dicembre del 2007. Non contiene però
riferimenti all’attentato contro Benazir Bhutto, mentre al minuto venticinque è
possibile trovare un importante riferimento temporale quando parla della
vicenda della Ong francese coinvolta in un presunto rapimento di bambini nel
Ciad. Azzam dedica ampio spazio invece alle questioni legate alla dottrina e
alle differenze tra l’Islam e il cristianesimo. In particolare attacca con
forza il dogma della trinità e legge alcuni passaggi della Bibbia sostenendo al
minuto 19 che a differenza del Corano «il testo cristiano ha perso ormai nella
storia ogni autentica fonte».

Se Berlusconi fa parte dei nemici ‘storici’ del gruppo
terroristico, esistono invece altri personaggi politici che sono stati inseriti
in una seconda categoria, meno importante: quella degli ‘amici degli Stati
Uniti’. Si parla di loro nella seconda parte del messaggio, al minuto 26,
quando il terrorista americano cita il presidente russo Valdimir Putin in
riferimento alla crisi cecena, quello pakistano Pervez Musharraf, ma anche il
capo di stato egiziano Hosni Mubarak e quello libico Moammar Gheddafi. Uno dei
passaggi più interessanti lo si trova al minuto 27, quando l’americano di
al-Qaeda accusa il regime di Teheran di collaborare con gli Usa nella ‘guerra
contro l’Islam’. In questo caso riprende lo scontro iniziato lo scorso 17
dicembre da Ayman al-Zawahiri nel suo video messaggio e proseguito la scorsa
settimana da Osama Bin Laden contro l’Iran e lo sciismo. Il medico egiziano
aveva spiegato, a proposito dei rapporti del suo gruppo con il regime degli
Ayatollah, di essersi sorpreso “nel vedere l’Iran aiutare gli americani
nella guerra all’Afghanistan e all’Iraq”. Per questo aveva garantito che
nessuna collaborazione era possibile tra Teheran e al-Qaeda. 

Infine il video-messaggio si Azzam si chiude con una
provocazione. L’esperto informatico, sul cui capo pende una taglia dell’Fbi,
accusa le autorità americane di violare i diritti dei musulmani nel proprio
paese prendendo come pretesto ciò che è accaduto a John Walker Lindh, meglio
noto come il ‘talebano americano’, che come lui si è convertito all’Islam e si
è unito ai talebani prima dell’11 settembre, ma anche allo sceicco Omar Abdel
Rahman. Secondo lui questi due personaggi, insieme ad altre migliaia di
musulmani, sarebbero non solo detenuti ingiustamente nelle carceri americane,
ma anche vittime di torture psicologiche. Per questo annuncia di voler attuare
una protesta simbolica e strappa davanti alle telecamere il proprio passaporto
statunitense concludendo: «Non temete, non ho comunque bisogno di viaggiare».