Berlusconi: per ripartire serve il dialogo con l’opposizione

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Berlusconi: per ripartire serve il dialogo con l’opposizione

13 Maggio 2008

“Il lavoro che ci aspetta richiede ottimismo e spirito di missione”. Inizia così Silvio Berlusconi il suo intervento alla Camera dei Deputati per chiedere la fiducia al suo governo. Un appello al sacrificio ed al lavoro, a rimboccarsi le maniche nell’affrontare i problemi concreti del Paese. Lo aveva già annunciato in campagna elettorale,: iniziare la sua nuova stagione di governo senza promesse e sogni. Un governo del fare, quindi, come lo stesso premier precisa durante il suo discorso: “Ci sono tutte le condizioni perchè il Parlamento recuperi la fiducia dei cittadini”. Una fiducia che passa per un “no alle condizioni al ribasso. Sì alla bellezza della politica capace di cambiare le cose e no al teatrino al chiacchiericcio e all’inganno. Noi faremo la parte che il forte consenso democratico ci ha affidato”.

Questo il biglietto da visita con cui il Cavaliere quest’oggi si è presentato ai deputati ed ai senatori, che fino a giovedì saranno impegnati nel dare con il proprio voto la fiducia al nuovo governo. Un discorso che è durato in tutto ventisette minuti ed interrotto da altrettanti applausi, alcuni tributati anche dall’opposizione soprattutto quando il premier ha fatto riferimento al governo ombra ed al dialogo con il Pd. Come detto Berlusconi per il suo quarto ritorno sulla poltrona di primo ministro ha dismesso i panni del leader di una fazione politica per vestire quelli dello statista. Nessun sogno, quindi, ma la voglia di misurarsi con le difficoltà effettive del Paese. Al punto che il Cavaliere stesso in un passaggio del suo intervento taglia corto chiarendo che “noi non abbiamo promesso miracoli ma intendiamo realizzare piccole e grandi cose. Partiremo da atti di forte valore simbolico e concreto come quelli che vareremo nel prossimo consiglio dei ministri a Napoli”. Napoli, appunto, con la sua emergenza rifiuti che Berlusconi non dimentica assolutamente precisando che “deve finire e finirà”.

Da un’emergenza ad un’altra come quella sicurezza su cui il premier ha le idee molto chiare puntualizzando che “non ho mai voluto cavalcare la paura, ma sbaglia chi nega la prima regola della grammatica della democrazia, quella che indica la sicurezza alla base della libertà”. Da qui la convinzione che “la sicurezza della vita quotidiana va ristabilita”, anche con “l’intervento delle forze dell’ordine”. Ed in tal senso il ministro Maroni ha già annunciato che oggi avrà un incontro con i ministri interessati e tra domani e giovedì presenterà nel Consiglio dei ministri allo stesso Berlusconi un testo di sintesi delle proposte. Proposte che poi saranno riprese dal decreto legge che dovrebbe essere approvato dal Cdm mercoledì prossimo a Napoli.

Ma al centro dell’intervento del neopremier c’è la mano tesa verso l’opposizione con la quale Berlusconi è convinto che “il dialogo può e deve cominciare da subito”. “Siamo a disposizione – ha continuato il premier – noi siamo pronti ed il dialogo deve cominciare non appena il governo sarà nel pieno possesso delle sue attribuzioni, all’indomani del voto di fiducia”. Un confronto dal quale però tiene a precisare il premier “nessuno deve sentirsi escluso” e nel quale il Cavaliere vuole svolgere un ruolo d’impulso visto che “il mestiere di guidare lo Stato è un lavoro collettivo e non può esserci un uomo solo al comando”. La collaborazione con l’opposizione per Berlusconi dovrebbe diventare “una nuova buona regola della politica italiana” perchè si devono “preservare le istituzioni ed il popolo la litigiosità inutile”. Ecco allora la considerazione che “lo scontro antropologico tra diverse classi di umanità”, che ha caratterizzato la stagione delle ideologie, “deve restare per sempre alle nostre spalle”.

Poi il discorso ritorna sulle priorità dell’azione del governo che oltre alla sicurezza ed all’emergenza rifiuti vede in particolare la crescita del Paese come uno degli obiettivi principali del nuovo esecutivo. Crescita che rappresenta “la vera grande questione che può determinare una svolta dal pessimismo paralizzante che circola in questo periodo al vitale ottimismo che serve”. Da qui l’invito del premier perchè “questo Paese deve rialzarsi. Ha tutte le potenzialità per un nuovo tempo della Repubblica che deve essere il tempo della crescita”. E sul fronte crescita Berlusconi punta il dito sulla questione evasione fiscale e la necessità di un’azione efficace di contrasto. “Le tasse non sono belle in sé – precisa il premier – non sono un tributo indiscusso al potere dello Stato ma un corrispettivo per i servizi che i cittadini ricevono” e devono essere pagate “in un equilibrio responsabile ma mai punitivo per chi produce”. Spazio anche alla questione conti pubblici per tenerli “in ordine e ridurre il debito pubblico”. Per fare questo Berlusconi individua come soluzione “efficienza nella spesa, riduzione del costo della Pubblica amministrazione e moderazione nelle pretese fiscali dello Stato, che deve riuscire a semplificare e ridurre, sensibilmente e gradualmente, la pressione delle imposte sull’apparato produttivo e sui redditi familiari”. Infine anche la famiglia tra le altre priorità che il Cavaliere cita nel suo intervento per la quale prevede il taglio dell’Ici sulla prima casa ed un piano per la vita che dia “alle donne nel lavoro e negli altri ruoli sociali, un sostegno per la loro autonomia”. Il che come chiarisce il premier “significa rimuovere le cause materiali dell’aborto e varare un grande piano nazionale per la vita e per la tutela dell’infanzia, destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico”. Intanto sul lato dell’agenda politica oggi inizieranno alla Camera le dichiarazioni di voto con la replica del premier ed il successivo voto di fiducia previsto per domani. A Palazzo Madama, invece, il voto finale è previsto per giovedì. E poi per il Berlusconi quater sarà ufficialmente in carica.