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Berlusconi. Quagliariello (Pdl): “Intervenire o il sistema democratico implode”

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"Ciò che sta accadendo in Italia rievoca molto da vicino il furore giacobino che segnò la rivoluzione francese". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. "Al punto in cui siamo" prosegue "sarebbe addirittura confortante poter pensare che contro Silvio Berlusconi sia in atto un grande complotto organizzato: individuata la centrale, fino all'ultimo momento un complotto può sempre essere smascherato e sventato".

"Purtroppo, invece, ciò che si è scatenato è il furore ideologico di tanti singoli magistrati "rivoluzionari" la cui azione converge contro uno stesso simbolo da abbattere. Ognuno di loro si sente investito di una impropria "missione", spacciata come difesa di una presunta uguaglianza di fronte alla legge. Tutti insieme producono l'effetto di incredibili disuguaglianze che possono essere documentate e che puntualmente documenteremo, e che hanno reso Berlusconi oggetto di una persecuzione giudiziaria senza precedenti".

"Essendo Berlusconi il leader di uno dei principali schieramenti politici italiani, tutto ciò determina anche uno squilibrio assoluto nei rapporti tra potere giudiziario e potere politico, al punto tale che le dinamiche della vita democratica ne risultano completamente stravolte. Tutto ciò" conclude Quagliariello "mette la politica nella condizione di non potersi chiamare fuori, e non può dunque non divenire oggetto di attenzione e di iniziativa da parte degli stessi vertici dello Stato, se si vuole evitare che il sistema imploda".

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6 COMMENTS

  1. Non era prevedibile?
    Sicuramnete è ragionevole pensare che un certo accanimento giudiziario sia all’opera, e non da ora. Però questo esito ‘giacobino’ era largamente prevedibile quando Berlusconi ha rifiutato il ‘termidoro preventivo’ e ha deciso di candidarsi. Cosa ha guadagnato il cdx? Un freno alla caduta verticale di consenso che è stata denominata rimonta, e va bene (in ogni caso 6 milioni di voti in meno. Ma sul medio e lungo periodo forse sarebbe stato preferibile un ritiro, anche a costo di perdere di più. Già in campagna elettorale il cdx si è purtroppo caratterizzato con una piattaforma paraleghista e abbastanza antieuropea, pur fruendo dei numerosi colpi di teatro dell’abile venditore “senza prodotto” (simpatica definizione di Feltri. In questo giro comunque il cdx è fuori gioco, e in questo modo è finito nell’angolo di un’alternativa diabolica: stringersi attorno a Berlusconi come nell’ultimo ridotto di Salò o tradirlo, lasciandolo al suo destino giudiziario e al linciaggio mediatico e umano finale. Ambedue le alternative mi sembra che rendano il cdx afasico e ininfluente, in un momento politico delicatissimo. Andare di nuovo alle elezioni in tempi rapidi non modifica granché questo quadro, solo esaspera la contrapposizione. A dicembre-gennaio sarebbe stata necessaria più lungimiranza da parte di Berlusconi e più coraggio da quella parte del suo mondo che non si era accodato alle amazzoni e ai tifosi: qualche punto in più di percentuale non vale niente se chi ce l’ha non può essere soggetto di iniziativa politica. Se poi qualcuno si illudeva che la testimonianza di un certo radicamento popolare potesse essere un argine contro l’ondata giacobina evidentemente ha sbagliato i conti. L’onda si sta levando impetuosa e temo travolgerà il destino politico di Silvio Berlusconi, rendendo contestualmente marginale ed estremista il cdx. Non so onestamente se è ancora possibile fermare la deriva, perché abbandonarlo in questo momento sarebbe imperdonabile e credo imperdonato, anche da parte degli elettori meno fanatici e meno disponibili a passare la vita sempre nella curva dei tifosi di uno stadio, e poco desiderosi di stare nel ridotto dei fedeli di un movimento avviato a parlare sempre meno al paese intero, e costretto(?) a iperbolici discorsi su medici nazisti e magistrati stalinisti. Con molta, molta preoccupazione T.

  2. Robespierre, magistratura e politica
    Se ancora c’erano dei dubbi, dopo quello che è accaduto a Milano, i dubbi sono tutti scomparsi. E’ di una ovvietà straordinaria a tutti, sia che si tratti di giuristi (intellettualmente onesti e non partigiani) o di uomini della strada, che la Magistratura di Milano voglia affossare Berlusconi, in un modo o nell’altro. Berlusconi da fastidio perchè rappresenta l’unico politico in Italia che ha saputo, sa e saprà ancora opporsi alla politica menzognera della sinistra socialista italiana ed europea, l’unico politico veramente intelligente capace di muoversi “contro” in questo porcile europeo. “Berlusconi deve morire” è il grido di battaglia dei moderni Robespierre, Berlusconi “è il nemico numero uno”, e deve essere messo in condizioni di non nuocere a questo progetto europeo di dittatura socialtecnocratica. Berlusconi ha sparigliato i progetti di Bruxelles, si oppone alle politiche contro la vita e contro l’integrità della famiglia dei socialisti di Bruxelles, che invece vogliono portare l’Europa verso una morale giacobina. Berlusconi è colui che impedisce che in Italia si attui una politica anticristiana e con la sua politica difende l’opera civilizzatrice di Santa Romana Chiesa. E questo a Bruxelles non gli viene affatto perdonato. La Chiesa in Italia deve essere messa a tacere con la scusa della difesa del relativismo. La Chiesa è la nemica numero uno, ma non potendola attaccare dovunque direttamente, si attacca chi politicamente la difende e culturalmente la si attacca facendo passare tesi fuorvianti e facendo crescere nel popolo, a partire dalla prima elementare, la tesi che i preti sono tutti pedofili, che la Chiesa deve pagare l’Imu anche per gli edifici del culto, che non deve ricevere alcun aiuto, che il Catechismo deve essere vietato nella scuola e via dicendo. Se un politico alza un dito contro queste tesi, o almeno non se ne fa eco, è il nemico, e rappresenta ciò che erano i vandeani nei confronti dei rivoluzionari francesi.
    La magistratura, l’ha imparato anche il mio gatto, è in larga parte di sinistra, esprime personaggi come Di Pietro o come Ingroia che vuole la droga libera (ricordo molto bene il durissimo scontro, ad agosto scorso, in tv fra l’on. Giovanardi ed Ingroia sul tema droga libera o no) e vuole eliminare Berlusconi, senza alcun dubbio. Quindi una volta inventa, un’altra esaspera situazioni illegali del Presidente Berlusconi e lo condanna. Potere giudiziario contro potere politico, una guerra tremenda è in corso. Una volta erano le premesse per i golpe militari, oggi i golpe, in Italia almeno, li fa la magistratura inventando colpe contro i politici che si oppongono al disegno rivoluzionario pan-europeo.
    Il popolo italiano dimostra molta acutezza, molta intelligenza ed ha prodotto un risultato elettorale inaspettato, portando a condizioni di vera agonia il PD che secondo i sondaggi doveva invece vincere, anzi aveva già vinto. Il PDL doveva sparire, invece ha recuperato, dopo aver toccato il fondo alcuni mesi prima delle elezioni, e si è assestato a pochi voti dal PD. (A proposito, sarebbe bene che gli uomini e le donne di destra partecipassero di più, come attori, alle operazioni elettorali come Presidenti o scrutatori nei seggi elettorali, perchè continuano ad accadere strani fatti, tra l’altro, nei seggi cosiddetti blindati. A Torino, ad esempio, questi seggi blindati ci sono, eccome e in quelli sono innumerevoli i voti per la destra annullati). Nonostante una campagna spaventosa indetta contro Berlusconi, ogni giorno su giornali e telegiornali – come se ci fosse (io sono certo che ci sia) una regia giornalistica comune – in ogni angolo d’Italia, per un “pelo” il PDL non ha vinto: ha perso consensi, ovviamente, ma è arrivato ad un passo dalla ennesima vittoria.
    Adesso la Magistratura si scatena come non mai: Berlusconi è ancora pericolosoo, nuove elezioni politiche sono possibili a breve e quindi Berlusconi deve essere distrutto prima, perchè deve sparire Lui e il PDL dall’agone politico. Robespierre del 2013 è all’opera, il regime del terrore è in piena attività, il regno della menzogna giudiziaria vince in processi farsa. L’Italiano però sà capire dove sta il vero e dove la menzogna e non è poi così facile ingannarlo anche se a provarci sono novelli Robespierre che provano ad accusare Berlusconi di ogni delitto, più ancora di un capo mafioso. Non perdiamo, nemmeno un istante, la fiducia in Berlusconi e combattiamo per lui, per il PDL, per l’Italia e per il nostro futuro di libertà.

  3. Terminator
    Terminator (adesso so chi sei, e dopo averlo appreso sono rimasto assai deluso… il nostro mondo era un’altra cosa), la smetti di dire cose senza capo né coda? Monti e gl’illusi – per non dire peggio – che l’hanno seguito hanno ottenuto un solo obiettivo. Avremmo potuto avere per la prima volta da quarant’anni a questa parte un Capo dello Stato quanto meno NON di sinistra. Ed invece per centocinquanta mila voti su trentacinquemilioni il pallino è ancora in mano alla sinistra politica e giudiziaria. Che invece – senza il moderatismo europeista (il vero nemico, la UE così com’è, e i suoi mandatari, Monti in primis, ma per fortuna gli elettori l’hanno misurato, anche se non come meritava) e i suoi neo-zeloti, uniti ai Fini e ai Casini (ma si può?) – sarebbe implosa definitivamente e ce la saremmo tolta davanti, almeno nella sua versione strutturata.
    Per il resto “Giacomo56” – che invece non concosco – ha detto tutto. Purtroppo – e sottolineo purtroppo, perché anch’io vorrei di meglio, ma non nella tua direzione – da Berlusconi avete solo da imparare. Mille volte discutibile, ma un leone.

  4. Sono molto addolorata per le
    Sono molto addolorata per le vicende giudiziarie che coinvolgono il Presidente Berlusconi, e non ho nessuno strumento per poter intervenire. Posso solo pregare affinché gli attori coinvolti lavorino per il perseguimento e il raggiungimento della verità, nel rispetto e nella difesa della nostra democrazia. Non ci dovrebbe essere contrapposizione tra responsabilità legislative e responsabilità esecutive, bensì un comune senso di collaborazione nel riformare, migliorare, adeguare ai tempi. Voglio augurarmi che le parti in gioco scelgano questa strada a difesa della nostra libertà, della nostra democrazia e sopratutto per una giustizia giusta per tutti. Cordialmente Mariateresa Bove

  5. No, guardate che brluscomic
    No, guardate che brluscomic in qualunque paese civile del mondo sarebbe in galera da almeno 20 anni!

  6. Il mondo al contrario
    Non se ne ha mai abbastanza di Berlusconi. In venti anni ne ha combinate di tutti i colori, è riconosciuto indiscutibilmente in tutto il mondo come il peggior primo ministro che abbia mai calcato la scena internazionale eppure c’è ancora chi lo difende: misteri della psiche umana.

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