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Il partito pronto alla mobilitazione

Berlusconi sale al Colle, “Larghe intese” o Pdl in piazza

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IL PASSO INDIETRO DI BERSANI. Pier Luigi Bersani si rimette alle decisioni del Capo dello Stato, è pronto al passo indietro come richiesto dai grillini, e punta su un programma condiviso per dare il via alla legislatura: "Siamo disponibili ad integrarlo e a discuterne". Quel che è certo, secondo il segretario del Pd, è che non ci sarà alcuna possibilità di trovare una intesa con il Pdl. "Noi non abbiamo la maggioranza al Senato, ma la fotografia del voto parla chiaro e Berlusconi ha perso". E al senato il capogruppo Zanda annuncia: "voterò per l’ineleggibilità di Berlusconi", dunque nessuna ipotesi di governo tecnico col Pdl.

MANDATO ESPLORATIVO. Se alla fine Bersani dovesse tirarsi indietro, il mandato esplorativo potrebbe essere affidato, secondo i rumors, al neoeletto presidente del Senato Grasso, oppure all'ex ministro degli interni Cancellieri o ancora all'ex presidente della Consulta Onida.

I CONTI SENZA BERLUSCONI. Berlusconi è pronto a salire al Colle con i Capigruppo per dire la sua sulla formazione del nuovo governo. La linea è quella tratteggiata ieri: "Solo un governo stabile e autorevole di concordia nazionale che scaturisca da un collaborazione tra Pdl e Pd può realizzare interventi nell’interesse del Paese". Il leader del centrodestra pensa a un governo che possa durare il tempo necessario, nella speranza che liberandosi la casella di Grasso al Senato possa tornarci Schifani. Ma sono solo ipotesi. In realtà quello che interessa al Cav. è la partita sulla nomina del Presidente della Repubblica. Alla Camera e in Senato il Pd ha fatto da solo, se nascerà un esecutivo di scopo non è chiaro se il Pdl ne appoggerà i provvedimenti. Ma se il Popolo delle Libertà dovesse restare tagliato fuori anche dalla elezione del Capo dello Stato allora anche sostenere un governo di breve durata per Berlusconi e i suoi diventerebbe molto difficile.

LA MANIFESTAZIONE PDL DI SABATO. Nel caso Bersani facesse ancora da solo, la prima risposta del PdL sarà la manifestazione di sabato a Roma, in "Piazza del Popolo delle Libertà", com'è stata ribattezzata, su fisco, burocrazia, giustizia. A Palazzo Grazioli si parla di centinaia di pullmann e qualche treno speciale per garantire a tutti i militanti e simpatizzanti del centrodestra di essere a Roma. Mobilitazione anche sul web, siti, Facebook e Twitter saranno uno strumento prezioso per il successo dell'evento.

 

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2 COMMENTS

  1. Ho ricevuto la comunicazione
    Ho ricevuto la comunicazione del PDL per la manifestazione che ci sarà sabato 23 marzo a Roma, contro l’oppressione fiscale, contro l’oppressione burocratica, contro l’oppressione giudiziaria. E io non sono a Roma, ma mi sta molto cuore l’argomento della giustizia. Sono particolarmente sensibile a questo problema perché sono stata coinvolta da esperienze non positive. Mio fratello, Roberto, a soli 18 anni, nel lontano luglio 1981, è morto per un incidente sul lavoro. Era un lavoro “nero”, stagionale, per soli 2 mesi, per guadagnare qualcosa e andare in vacanza; e invece ha trovato la morte. Ma di storie così ce ne sono tante e tutti giorni “i media” riempiono la nostra vita. Ma io ho deciso di raccontarla perché la cartiera dove lavorava era da rimodernare, il lavoro non era sicuro, le attrezzature erano tutte da mettere in sicurezza. A mio fratello è stato fatto un contratto a termine dopo la morte, come si dice, “per aggiustare le cose”. Ebbene gli organi giudiziari sono stati completamente assenti, nessuna inchiesta, nessuna indagine, il procedimento penale è stato archiviato subito, non c’è stata neppure l’istruttoria. Dopo anni di insistenza con il “nostro avvocato” per avere almeno un processo civile, senza ottenere risultati, mi sono rivolta ad un altro legale. Quello di cui sono venuta a conoscenza non è stato affatto piacevole. Insieme con il mio nuovo legale sono riuscita ad avviare il processo civile e dopo 10 anni dalla morte di Roberto ho ottenuto una sentenza a nostro favore che non è stata seguita da nessun risarcimento. Ma d’altra parte lo scopo era questo fin dall’inizio. Obiettivo raggiunto, giustizia raggiunta. Io all’epoca avevo 19 anni, iscritta al 1° anno di Università di Medicina e Chirurgia. In tutti gli anni a seguire non ho perdonato né dimenticato, ma non ho portato dentro di me nessun rancore, nessuna rabbia e nessun risentimento, ma una nota di sfiducia sicuramente. Credo che un paese che non sa amministrare la giustizia, un paese che non sa capire dove sono i più deboli e non sa difenderli, non è un paese libero e democratico. Il funzionamento della giustizia è il fiore all’occhiello di un stato civile e democratico. Ma noi abbiamo saputo farlo? Noi lo sappiamo fare? Penso che l’assetto giudiziario debba essere rivisto, ma prima di riforme legislative credo sia necessario una predisposizione al cambiamento che venga dal basso. Ogni avvocato, ogni magistrato, ogni funzionario che amministra e si occupa di giustizia dovrebbe acquisire la consapevolezza che non sempre tutto funziona bene e che si dovrebbe lavorare per cambiare e migliorare. Si dovrebbe vedere la possibilità di una riforma non come una minaccia, bensì come la realizzazione di un progetto più democratico e liberale a cui ogni nazione dove ambire. Mariateresa Bove
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  2. Da Bersani.. di.tutto.
    Non mi stupirei se dopo avere escluso qualsiasi accordo con PDL, Bersani fosse obbligato a subirne la presenza.
    Da comunisti come Bersani mi aspetto di tutto meno che dichiararsi incapace di mettere insieme un governo.
    Pur di tenersi in vita i compagni sono disposti a qualunque compromesso perché non hanno ancora capito che sono finiti.

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