Berlusconi sulla polemica Feltri-Boffo: “Mi dissocio dal Giornale”

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Berlusconi sulla polemica Feltri-Boffo: “Mi dissocio dal Giornale”

28 Agosto 2009

"Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti. Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip che riguardavano la mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Per le stesse ragioni di principio non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire e me ne dissocio". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota.

La nota giunge dopo che, poche ore fa, era stata presa la decisione di annullare la cena, che a sua volta arriva all’indomani dal polemico botta e risposta tra la Cei e il direttore del Giornale Vittorio Feltri – il cui editore è Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio – a seguito di un duro attacco al direttore di Avvenire (quotidiano della Conferenza episcopale italiana) Dino Boffo.

Il direttore del quotidiano cattolico aveva accusato di "killeraggio giornalistico allo stato puro" la decisione del quotidiano di Feltri di pubblicare un documento del casellario giudiziario di Terni di una vicenda in cui Boffo "ha dovuto rispondere in tribunale e che si è conclusa con patteggiamento e ammenda". "Al direttore del Giornale ora l’onere di spiegare perché una vicenda di fastidi telefonici consumata nell’inverno del 2001, e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo", ha affermato Boffo domandandosi perché tra l’altro Feltri non lo ha interpellato.

La risposta del neo-direttore del Giornale non si è fatta attendere: "Non vedo proprio come si possa parlare di killeraggio: si dimostra, invece, che Boffo si è esercitato come moralista senza averne i titoli e in fondo accusa altri di cose che ha fatto anche lui". E insiste: "La Cei gli rinnova la fiducia? Affari della Cei, ma certo sarebbe meglio che i moralisti avessero le carte in regola per parlare. E lo stesso – aggiunge Feltri – vale per i vescovi che, se hanno messo Boffo in quel ruolo, forse hanno commesso una leggerezza. Sarebbe stato meglio che, per il ruolo di moralista, avessero trovato qualcuno che ne abbia titolo. Insomma, il discorso è sempre quello: da che pulpito viene la predica". L’ex direttore di Libero passa oltre le critiche che vengono dall’opposizione: "Non essendo nato ieri non è che non me le aspettassi. Sapevo bene che avrei suscitato reazioni ma si rimanga al fatto e sul fatto in sè nessuno dice niente. Sono reazioni politiche, grida di dolore. Si dice che è una cosa vecchia? Ma tanto vecchia non è, la condanna è del 2004".