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L'uovo di giornata

Berlusconi sull’università dica qualcosa di destra

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Presidente, per favore, dica una cosa di destra. Noi che crediamo in un governo liberale e nelle riforme da attuare al più presto siamo rimasti un po’ delusi quando, in visita all'Università Telematica e-Campus di Novedrate, in provicia di Como, ha rassicurato gli studenti riguardo la prossima riforma della scuola in cui non verrà abolito il valore legale della laurea poiché non rientra nel piano del governo.

In pratica si parla di un riconoscimento giuridico dei titoli di studio per cui il “pezzo di carta” diventa un certificato pubblico, rilasciato “in nome della legge” dal ministero competente (per le scuole) o da un'autorità accademica e che dà accesso a concorsi pubblici o parastatali, senza tenere in alcun conto la qualità del percorso di studi effettuato. Il problema nasce, come sa bene il premier che non perde occasione di ricordare quante difficoltà ha incontrato nel suo percorso di studi costellato di successi ma anche di grandi maestri, quando questa uguaglianza spinge tutto il sistema verso il basso.

Non abolire l’accordo al ribasso dell’istruzione non può che danneggiare il complesso universitario, già alle prese con altri problemi gravi come il numero di facoltà inutili (per fortuna in via di diminuzione) o i baronati, piaga ormai 50ennale da estirpare.

E dire che Berlusconi una mano in questo senso ce l’ha anche dai suoi alleati, che in più di un’occasione hanno detto di voler abolire la parità. Nell'area del centro destra si è dato vita negli anni a convegni, dibatti, studi e ricerche, tutto teso a dimostrare l'inefficacia del valore legale della laurea. E anche se il programma di governo sul punto è evasivo (peccato) la linea di tendenza del pdl e le attese degli elettori vanno in quella direzione.

Una marcia indietro insomma da colui che ha sempre sostenuto lo sviluppo di realtà diverse da quelle pubbliche e incentivato anche di tasca propria iniziative private meritevoli. Il discorso sarebbe complesso e meriterebbe ben più lunghe riflessioni, ci preme però sottolineare come in nome del futuro qualitativo dell’istruzione si possa e si debba osare qualcosa di più e non schiacciarsi su posizioni di comodo. Per questa volta, caro premier, non le possiamo dare un bel voto, si dovrà accontentare di un 18 politico. Oppure tornare al prossimo appello.

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9 COMMENTS

  1. Destra italiana non Occidentale
    E’ un dramma che la “destra” pensi che il titolo di studio sia un “pezzo di carta”, e non un certificato, che attesta le conoscenze e le competenze acquisite durante il corso di studio. E’ un dramma per il Paese, intendo, perchè rende ancora una volta evidente la divaricazione dei significati e dei valori nella nostra società su concetti, anche di base, che rivestono un ruolo centrale per le politiche pubbliche. E rende evidente, ancora una volta, la distanza della destra italiana dalle altre destre Occidentali.

  2. Il dramma è un altro
    Scusi Renzino l’Europeo 21/07/10 12:50, ma una “divaricazione nei significati e nei valori” ci sarà anche fra l’ingegnere laureato al Politecnico di Milano e quello laureato alla libera università riconosciutissima di Fantaspicchioli? E il cosiddetto “pubblico” lo sospetterà o ragionerà di certificati di “conoscenze e competenze acquisite” come fa Lei e come fanno le “altre destre Occidentali”? (la maiuscola è Sua).

  3. Laurea
    Scusi renzino, ma il “valore legale” del titolo di studio è una contraddizione in termini: infatti lo stesso Stato che garantisce la validità del corso di studi, poi chiede al possessore di sostenere un apposito esame (appunto di Stato) per verificare se ha una preparazione sufficiente ad esercitare la professione per la quale gi è stato dato un diploma con “valore legale”………..

  4. Certificato delle conoscenze e delle competenze
    Scusi vanni 21/07/10 16:15, il certificato delle conoscenze e delle competenze serve per l’appunto a dettagliare i contenuti, i volumi, le circostante generali e particolari relative all’acquisizione degli apprendimenti in questione. Mai sentito parlare del “Diploma Supplement”? Lo so, e’ una cosa troppo Occidentale per la destra italiana.

  5. Corso di studi e abilitazione professionale
    Scusi carlo, ma Lei fa confusione fra un corso di studi e l’abilitazione professionale. Sono due concetti distinti. E quindi due certificazioni diverse.

  6. ” a dettagliare i contenuti,
    ” a dettagliare i contenuti, i volumi, le circostante generali e particolari relative all’acquisizione degli apprendimenti in questione.”Quindi una laurea in Italia serve a questo.Ma di che parla?Tutto da ridere.

  7. Burocrazia e mondo di carta
    Abbia pazienza Renzino l’Europeo 22/07/10 10:58, non la voglio girare e menare troppo… il suo culto del documento e il suo assegnamento sulla certificazione neanche un dirigente del catasto.

  8. Tutto da ridere?
    Un corso di laurea e’ un’opportunita’ strutturata offerta allo studente per acquisire certe conoscenze e certe competenze.
    Una laurea è il certificato che attesta l’avvenuta acquisizione di quegli apprendimenti attesi.
    Non c’e’ niente da ridere, tranne da parte dei maleducati.

  9. Catasto delle competenze
    Abbia pazienza vanni 22/07/10 13:12, noi Europei *non* abbiamo il culto della personalità, ma solo il senso del servizio alla persona. Per questo abbiamo elevata stima dei saperi e delle competenze, che a voi manca del tutto visto che vi fermate al “pezzo di carta”.

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