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Bersani dopo Benni (Stefano). La cultura di sinistra ha già abdicato a Grillo

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E' sempre più evidente come lo smottamento della sinistra italiana verso il "grillismo" ancor prima che un fenomeno politico sia un pericoloso cedimento culturale. La foto con Grillo a viso coperto accanto allo scrittore e poeta Stefano Benni è solo l'ultimo pezzo di un ritratto di famiglia che comprende il premio nobel per la letteratura Dario Fo, il critico letterario Asor Rosa, la scienziata Margherita Hack. Pezzi da novanta che con il loro endorsement valgono molto di più di mille inchieste giornalistiche di uno Scanzi nei salottini apocalittici e borghesi della legittimazione pop. Pensando a una vecchia poesia di Benni, viene da dire che il "Compagno Romeo" ha definitivamente lasciato il corteo.

Mentre il vertice del Pd cerca di resistere alla tentazione e anche Renzi e Veltroni si danno la sveglia con uno scatto d'orgoglio riformista, i ridimensionati alla Vendola sono pronti all'inciucio con i 5 Stelle, lavorando a una piattaforma comune che dal No-Tav alla decrescita felice vede queste forze perfettamente complici nello spirito e sul terreno dell'antimodernismo (anticapitalismo, antiberlusconismo, antiamericanismo, pacifismo, eccetera).

Il cedimento strutturale del vendolismo verso Grillo è il segnale più chiaro dell'abdicazione culturale della sinistra verso l'anarchia che ha caratterizzato tante fasi della storia italiana e che fa geneticamente parte della nostra indole. Per non scavare troppo lontano basta riandare all'Ottantanove, quando, frullata l'eredità comunista nel movimentismo postmoderno, i mostri sacri dell'ex pensiero forte si mossero in ordine sparso, sempre attratti da fenomeni di piazza come nologo-noglobal-popoloviola-se-non-ora-quando, eccetera eccetera.

Fino all'amore dichiarato per il Capataz Fidanza, per l'anarchismo utopico e orwelliano che crede ciecamente nella trasparenza assoluta del web, nella fine del soggetto centrato e nell'assoluto anonimato (Guy Fawkes), all'insegna della più bieca omologazione virtuale.

Non è chiaro cosa unisca il social guru Casaleggio e gli interessi dei suoi associati ai vari Fo, Benni, Asor Rosa e Co. dal punto di vista delle radici identitarie, storiche e culturali. Se non appunto la mancanza di una radice comune, il fatto di essere senza storia o di averla persa per strada. Nel frattempo la stampa straniera che ci avrebbe dichiarato guerra se fosse stato Berlusconi ad annunciare l'uscita dall'euro ora santifica il nuovo movimento. Goldman Sachs fiuta l'affare dell'instabilità. E gli "utili idioti" delle casematte culturali se ne vanno dietro il mito della decrescita senza ricordare, come dovrebbero, quel racconto di Gianni Celati sulla famiglia Bastuzzi, ma gliela ricordiamo noi.

La famiglia Bastuzzi viveva beata e contenta seguendo il ciclo delle stagioni, addormentandosi con gli animali in letargo e cibandosi di quanto gli regalava spontaneamente la natura. Non conosceva crescita o progresso ma solo una felice stasi eterna e un lentissimo regresso. Questo modello, arcaico quanto fraudolento rispetto alle sfide della modernità, è cieco davanti al travolgente processo di cambiamento e trasformazione imposto dal mondo globalizzato. Ci raccontano che un'impresa agricola verde e il turismo sostenibile sostituiranno il vecchio sistema industriale o qualsiasi piano di innovazione infrastrutturale. Il grillismo è un buon placebo per chi a sinistra ha dimenticato come funziona il Capitale di Marx.

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3 COMMENTS

  1. Qualcuno legge Casaleggio?
    Qualcuno legge Casaleggio? Ascolta Grillo? Siamo alla pura follia.E Bersani e’ uno stupido. I 3 messi insieme…Pero’ che pezzi da 90?Fo ,Asor Rosa ecc.?Per favore!Vengono dal paleolitico anche se ora sembrano amare la fantascienza.

  2. ATTENZIONE ALLA SALDATURA PD-M5S
    Molta attenzione dovremmo porre al rischio gravissimo di una saldatura fra il PD e il M5S. Detta saldatura, se dovesse avvenire secondo il modello Sicilia di Crocetta, porterebbe l’Italia su un percorso minato. Consentirebbe a Bersani di governare per 5 anni con i grillini e di fare con loro danni spaventosi di ogni ordine e grado. Danni economici con l’aggravarsi della regressione economica, Danni morali con la concessione del matrimonio e dello spazio culturale a gay, lesbiche, trasgender, e via dicendo, Danni politici con rotture e aperture sul piano internazionale. Immagino apertura con il Venezuela, ad esempio, con la Cina, e con tutti i paesi socialisti e consolidamento con tutti quelli governati da rivoluzionari di professione. Danni alla religione con l’aggravarsi degli attacchi alla Chiesa Cattolica e alla persona dello stesso Sommo Pontefice, diffusione di menzogne storiche sulla Chiesa e sui sacerdoti per metterli sempre più in cattiva luce. Esasperazione dell’animo di coloro che non hanno in simpatia la Chiesa e rischio per l’incolumità dei religiosi, dei fedeli e rischi per gli stessi edifici sacri. Temo tutto questo ed altro ancora: attacco forsennato al diritto di proprietà privata, al matrimonio concordatario, alla scuola privata specie se religiosa, ai seminari, agli oratori, ai catechismi. Abbiamo davanti a noi un tempo molto grave, una sorta di setta sta impadronendosi dell’Italia ed il pericolo più grave è che lo faccia con il concorso del PD e dei suoi dirigenti. Vogliono trasformare l’Italia in una sorta di laboratorio rivoluzionario d’avanguardia, vogliono demolire lo spirito cristiano degli italiani, vogliono costruire un nuovo uomo e una nuova Italia. La situazione è gravissima: Grillo non è un movimento politico che dura dal mattino alla sera, non è il Partito dell’Uomo Qualunque, è più del ’68. Il M5S è l’espressione politica di una ideologia rivoluzionaria e settaria che unisce in sè le esperienze più atroci del protestantesimo, della Rivoluzione francese, di quella sovietica e del maggio del ’68 francese. Ed è l’espressione politica in Italia, ma presto sorgerà altrove: pensate forse che gli “indignados” spagnoli stiano fermi a guardare e non si organizzino? E nel resto d’Europa? pensate che il resto d’Europa rimanga indenne? Che nessuno, soprattutto i politici di destra più responsabili di quello che fanno, stia indifferente. Il fenomeno va studiato a fondo, controllato anche nei suoi rapporti internazionali europei ed extraeuropei. Non va preso sottogamba, non va sottovalutato. Solo conoscendolo a fondo lo si può combattere. La butto lì: e se ci fosse lo zampino di Pechino?

  3. Anche il centrodestra tenga conto delle novità di Grillo
    E’ evidente che l’elettorato di centrosinistra si sta trasferendo nel Movimento 5 Stelle.

    Però si deve anche considerare che le tesi di Grillo sono condivise da una crescente parte dell’elettorato di centrodestra: la società è in profonda evoluzione.
    Perciò i politici di centrodestra devono iniziare ad abbandonare certe ottusità industrialiste e una concezione verticisitica della democrazia.
    Il centrodestra deve aprirsi verso tematiche nuove come ad esempio lo sviluppo ecocompatibile e la democrazia partecipativa (il cittadino vuole partecipare di più e delegare meno).
    Oltre all’annoso problema della casta fatta di politici, imprenditori, parassiti vari, che vivono a spese del contribuente direttamente o indirettamente.

    Il centrodestra deve introiettare nei programmi, con fatti reali, queste 3 tematiche (ambiente, casta, democrazia partecipativa) solo in questo modo ci può essere un rilancio della politica e adeguarsi alle nuove dinamiche sociali.

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