Biden e Putin alla canna del gas, perché il Nord Stream 2 è stato un errore

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Biden e Putin alla canna del gas, perché il Nord Stream 2 è stato un errore

08 Dicembre 2021

Parlando con i giornalisti della videoconferenza con Vladimir Putin, oggi il presidente Biden ha ribadito di aver avvertito il suo omologo che gli Usa imporranno “sanzioni senza precedenti” nel caso di una invasione russa della Ucraina. Stati Uniti e Unione Europea si preparano dunque a un nuovo round di sanzioni economiche nel caso di una escalation tra Mosca e Kiev. Mosca sarebbe tagliata fuori dal circuito Swift, la rete di messaggistica per le transazioni internazionali che le istituzioni finanziarie usano per trasmettere in modo sicuro informazioni e istruzioni attraverso un sistema standardizzato di codici. Si pensa anche a bloccare la convertibilità del rublo, a impedire qualsiasi finanziamento alle società petrolifere russe come Gazprom, a ritorsioni contro le banche statali russe.
Un discorso a parte merita la minaccia occidentale di sospendere il Nord Stream 2, il gasdotto in fase di certificazione che dalla prossima primavera dovrebbe unire Russia e Germania. Martedì scorso, nel corso di un’audizione alla Commissione Esteri del Senato Usa, il sottosegretario di stato americano Victoria Nuland ha detto che un attacco russo contro l’Ucraina metterebbe a repentaglio il Nord Stream 2. “Ci aspettiamo che il gasdotto venga sospeso”, ha sottolineato Nuland. Il portavoce del Cremlino Peskov però ha ribattuto che il Nord Stream 2 non era neppure tra i temi previsti nel corso del faccia a faccia tra Putin e Biden. Il ministero degli Esteri russo ha confermato che il gasdotto sarà certificato “nei tempi previsti”, secondo quanto riferisce Ria Novosti.
Il blocco del Nord Stream sarà un deterrente contro la Russia? Reuters ha confermato l’esistenza di un accordo tra Usa e Germania in tal senso. Sempre oggi, il neo-cancelliere tedesco Olaf Scholz ha spiegato in tv che in caso di invasione dell’Ucraina ci sarebbero “conseguenze” per il Nord Stream 2. “La nostra posizione è molto chiara,” ha dichiarato Scholz, “vogliamo che l’inviolabilità delle frontiere sia rispettata da tutti. Tutti capiscono che ci sarebbero delle conseguenze se così non fosse”. Il problema è che le sanzioni economiche contro la Russia non sono una novità, ricordiamo quelle della coppia Obama Biden ai tempi della invasione della Crimea. “Le sanzioni sono in vigore da molto tempo e non avranno alcun effetto”, ha detto ai giornalisti il consigliere per la politica estera di Putin, Ushakov, a margine del vertice di martedì tra i due presidenti.
Il rovinoso ritiro americano dall’Afghanistan che ha spinto la credibilità di Biden verso il basso si riflette come un’ombra pericolosa sulla minaccia occidentale di bloccare il gasdotto. Da quando è alla Casa Bianca, l’atteggiamento del presidente americano sul dossier Nord Stream 2 è apparso arrendevole. L’accordo tra Russia e Germania si è rivelato un grave errore per gli Usa. Putin ha ottenuto un altro strumento di pressione sulla Ue e sulla NATO, con la minaccia costante di chiudere l’invio del gas nella stagione invernale. La Ue teme una ritorsione energetica di Mosca nel caso di sanzioni per l’Ucraina, ma il danno se il blocco ci fosse sarebbe grave anche per la Russia che ha investito molto sul progetto. Insomma, l’impressione è che alla Casa Bianca avrebbero potuto decidersi prima, assicurandosi che il Nord Stream non fosse completato. Adesso la minaccia di una sua sospensione rischia di rivelarsi una “pistola scarica”.