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Bilancio positivo per i congressi provinciali, il 60 per cento alle urne

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La prima prova di Francesco Nitto Palma come commissario straordinario del Pdl campano - che nel weekend appena trascorso ha celebrato i suoi congressi provinciali a Napoli, Salerno, Avellino e Benevento - non è stata di certo facile. Quella del Popolo della Libertà in Campania è una situazione estremamente complessa, per tutta una serie di motivi che hanno a che fare soprattutto con le beghe interne alla classe dirigente del partito e con la difficoltà a mettere in campo una strategia comune.

Il bilancio dei congressi, tuttavia, è stato positivo. Circa il 60 per cento dei tesserati, infatti, si è recato alle urne nonostante le liste unitarie presentassero già un quadro delineato, segno che il Pdl all’ombra del Vesuvio è tutt'altro che un partito di plastica e che i cittadini hanno voglia di partecipare e di far sentire la propria voce. "La partecipazione degli iscritti alle celebrazioni dei congressi è stata esaltante - è stato il commento di Nitto Palma - come dimostrato dal fatto che circa 42.000 persone si sono recate ai seggi per votare". Ed ha aggiunto: "Il Popolo della Libertà ha cosiì dimostrato di essere un partito vero, fortemente radicato sul territorio, percorso da grande passione civile e da grande entusiasmo".

A prescindere dall'attribuzione dei 15 seggi distribuiti secondo il meccanismo delle preferenze, che daranno la misura del peso delle diverse anime, il Pdl stila già la lista delle priorità da affrontare alla luce delle prossime Amministrative. I congressi provinciali sono ormai alle spalle e se ancora c’è chi avverte l’eco delle critiche all’Udc, reo di non poche ambiguità, e di qualche stoccata lanciata in direzione di alcuni magistrati, prevale, proprio in vista degli appuntamenti elettorali, lo spirito di mediazione e unità.

Quest’ultima, non a caso, ha la precedenza almeno nelle intenzioni del riconfermato coordinatore Provinciale di Napoli, Luigi Cesaro, il quale all'indomani del congresso ha detto chiaramente che tra le priorità ci saranno l'unità all'interno del partito, il radicamento sul territorio, la legalità e l'alleanza con i moderati, a partire dall'Udc, in vista delle prossime Amministrative. Cesaro, del resto, ha fatto sapere di voler rappresentare un "elemento coagulante" e il suo mandato, l'ha detto senza mezzi termini, "sarà a tempo" visto che dopo le elezioni politiche del 2013 pretenderà "un'operazione di rinnovamento e di ringiovanimento della classe politica nel Pdl campano". Ecco ciò di cui, secondo lui, il partito ha davvero bisogno: una fase, però, che potrà essere inaugurata solo dopo che si saranno affrontate le sfide elettorali di questa primavera compatti e coesi.

"Al di là di qualche fibrillazione, fisiologica in ogni compagine democratica  - ha commentato invece il senatore Raffaele Calabrò a proposito dei congressi provinciali - credo che siano proprio i rapporti con Casini e il dibattito sulla legalità a dover essere approfonditi dai vertici campani nel prossima riunione". Il parlamentare campano scandisce - quasi a voler sottolineare che non esistono altre soluzioni - le parole: "chiarezza" per quanto riguarda i centristi e "moderazione" ogni qualvolta ci si riferisce al potere giudiziario. "Stiamo entrando nel pieno della campagna elettorale, dobbiamo presentarci all’elettorato con un programma e un'alleanza ben definiti, non possiamo continuare a subire la politica dei due forni che gioverà all'Udc, ma non è funzionale al Pdl. Sceglie di riprendere la metafora amorosa lanciata dal collega Nitto Palma, Raffaele Calabrò, ribadendo che "non è più tempo di tatticismi, di separazioni e riavvicinamenti come avviene in una relazione sentimentale adolescenziale: il rapporto non è ancora logorato, possiamo ancora ritrovare l’affinità, a patto che ci sia chiarezza".

Preoccupano invece le polemiche tra i big, in primis quelle tra il governatore Stefano Caldoro e il Commissario regionale Francesco Nitto Palma a proposito, soprattutto, delle dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo nei confronti della magistratura e la lettura che il presidente di Regione ne ha dato. Ma è anche vero che certi scontri, quando assumono la forma di un confronto aperto e alla luce del sole, non possono che far bene a un partito giovane che ha bisogno di fondere le proprie identità e di costruirsene una propria attraverso la sintesi. A patto che anche la più feroce delle critiche sia sempre costruttiva e non sia mossa da intenti di altro tipo, ovviamente.

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