Bin Laden prova a ricompattare i pezzi sparsi di Al Qaeda
23 Ottobre 2007
Al-Qaeda è in difficoltà e
non solo in Iraq. E’ questo il dato che emerge dall’ultimo messaggio audio
diffuso dalla Tv araba ‘al-Jazeera’ e attribuito al terrorista saudita, Osama
Bin Laden. Che la situazione della cellula irachena di al-Qaeda fosse difficile
lo dimostrano non solo le recenti cronache, che parlano di un continuo
indietreggiare dei terroristi dalla periferia di Baghdad fino a Mosul, ma
soprattutto il recente messaggio audio di Abu Omar al-Baghdadi, definito emiro
dello ‘Stato islamico iracheno’, che così come Bin Laden già un mese fa
chiedeva alla guerriglia sunnita di unirsi e di evitare nuove divisioni al suo
interno.
La strategia posta in essere
dagli americani da circa un anno, volta a coinvolgere le tribù sunnite e le
fazioni nazionaliste irachene della guerriglia nella lotta contro al-Qaeda, sta
avendo successo. Non solo di recente i gruppi armati filo baathisti e quelli
vicini ai Fratelli Musulmani hanno creato due diverse alleanze ma combattono al
fianco dell’esercito iracheno per cacciare gli stranieri di al-Qaeda dal
proprio paese. La situazione è diventata grave in Iraq quando anche all’interno
del fronte salafita jihadista sono sorti forti divisioni che hanno visto uomini
degli Ansar al-Sunna e dell’Esercito islamico combattere quelli di al-Qaeda.
Solo due giorni fa ad
al-Khannasa, nord di Baghdad, ci sono stati 60 morti in questo genere di
scontri. Ed è per questo che è stato necessario l’intervento del leader supremo
del terrorismo internazionale, che con la sua autorevolezza, cerca di riportare
ordine tra i suoi uomini. Non è normale per Osama Bin Laden ammettere che le
sue cellule stiano sbagliando. Lo ha fatto solo una volta, per criticare il
giordano Abu Musab al-Zarqawi che aveva inaugurato la stagione delle
decapitazioni in diretta Tv e per fermare la deriva di attacchi suicidi contro
i civili. Lo torna a fare ora e non solo guardando all’Iraq ma anche alle altre
sue cellule sparse per il mondo.
“Consiglio a tutti i
musulmani e a quelli di al-Qaeda in particolare di evitare divisioni tra i vari
gruppi – conclude – Dovete seguire solo il profeta. Potete dividervi su
questioni pratiche ma dovete riunirvi su quanto ha detto il profeta. Egli ha
detto che chi uccide sotto la bandiera delle divisioni cade nell’ignoranza. Gli
interessi di un gruppo vengono prima di quelli di un singolo e quelli della
nazione islamica vengono prima di quelli di un paese. Critico l’atteggiamento
di alcuni che si dividono dagli altri su chi debba guidare un gruppo o fare
altro. Chi crea divisioni non segue il Corano e la Sunna è questa è pura
deviazione”.
In queste parole si legge un
velato riferimento a quanto sta accadendo in Algeria tra le fila di al-Qaeda
nel Maghreb islamico. Sotto accusa è il suo leader, Abu Musab Abdel Wudud, che
quasi con un’azione di forza ha assunto il potere del gruppo creando scontenti
tra i dirigenti del vecchio gruppo salafita armato. Questi ultimi non accettano
la deriva che ha assunto la formazione jihadista quando ha iniziato, con gli
attentati di Algeri dello scorso 11 aprile, ad uccidere anche i civili,
imitando quanto fatto nel 1994 dal Gruppo islamico armato (Gia). La crisi
quindi non riguarda solo l’Iraq e l’Algeria ma anche l’Afghanistan, dove
sorgono nuovi capi locali di al-Qaeda e dove si sono create due correnti, quella
egiziana di Ayman al-Zawahiri%2C che intende concentrare i suoi sforzi nel paese,
e quella di Abu Yahya al-Libi che preferisce attaccare le autorità pakistane. A
tutte loro si rivolge Osama Bin Laden che dopo due anni di totale assenza dai
media cerca di imporre di nuovo la sua autorità ricordando che il centro delle
decisioni spetta sempre al suo direttorio e non alle singole cellule.
