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Bin Laden prova a ricompattare i pezzi sparsi di Al Qaeda

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Al-Qaeda è in difficoltà e non solo in Iraq. E’ questo il dato che emerge dall’ultimo messaggio audio diffuso dalla Tv araba ‘al-Jazeera’ e attribuito al terrorista saudita, Osama Bin Laden. Che la situazione della cellula irachena di al-Qaeda fosse difficile lo dimostrano non solo le recenti cronache, che parlano di un continuo indietreggiare dei terroristi dalla periferia di Baghdad fino a Mosul, ma soprattutto il recente messaggio audio di Abu Omar al-Baghdadi, definito emiro dello ‘Stato islamico iracheno’, che così come Bin Laden già un mese fa chiedeva alla guerriglia sunnita di unirsi e di evitare nuove divisioni al suo interno.

La strategia posta in essere dagli americani da circa un anno, volta a coinvolgere le tribù sunnite e le fazioni nazionaliste irachene della guerriglia nella lotta contro al-Qaeda, sta avendo successo. Non solo di recente i gruppi armati filo baathisti e quelli vicini ai Fratelli Musulmani hanno creato due diverse alleanze ma combattono al fianco dell’esercito iracheno per cacciare gli stranieri di al-Qaeda dal proprio paese. La situazione è diventata grave in Iraq quando anche all’interno del fronte salafita jihadista sono sorti forti divisioni che hanno visto uomini degli Ansar al-Sunna e dell’Esercito islamico combattere quelli di al-Qaeda.

Solo due giorni fa ad al-Khannasa, nord di Baghdad, ci sono stati 60 morti in questo genere di scontri. Ed è per questo che è stato necessario l’intervento del leader supremo del terrorismo internazionale, che con la sua autorevolezza, cerca di riportare ordine tra i suoi uomini. Non è normale per Osama Bin Laden ammettere che le sue cellule stiano sbagliando. Lo ha fatto solo una volta, per criticare il giordano Abu Musab al-Zarqawi che aveva inaugurato la stagione delle decapitazioni in diretta Tv e per fermare la deriva di attacchi suicidi contro i civili. Lo torna a fare ora e non solo guardando all’Iraq ma anche alle altre sue cellule sparse per il mondo.

"Consiglio a tutti i musulmani e a quelli di al-Qaeda in particolare di evitare divisioni tra i vari gruppi - conclude - Dovete seguire solo il profeta. Potete dividervi su questioni pratiche ma dovete riunirvi su quanto ha detto il profeta. Egli ha detto che chi uccide sotto la bandiera delle divisioni cade nell’ignoranza. Gli interessi di un gruppo vengono prima di quelli di un singolo e quelli della nazione islamica vengono prima di quelli di un paese. Critico l’atteggiamento di alcuni che si dividono dagli altri su chi debba guidare un gruppo o fare altro. Chi crea divisioni non segue il Corano e la Sunna è questa è pura deviazione".

In queste parole si legge un velato riferimento a quanto sta accadendo in Algeria tra le fila di al-Qaeda nel Maghreb islamico. Sotto accusa è il suo leader, Abu Musab Abdel Wudud, che quasi con un’azione di forza ha assunto il potere del gruppo creando scontenti tra i dirigenti del vecchio gruppo salafita armato. Questi ultimi non accettano la deriva che ha assunto la formazione jihadista quando ha iniziato, con gli attentati di Algeri dello scorso 11 aprile, ad uccidere anche i civili, imitando quanto fatto nel 1994 dal Gruppo islamico armato (Gia). La crisi quindi non riguarda solo l’Iraq e l’Algeria ma anche l’Afghanistan, dove sorgono nuovi capi locali di al-Qaeda e dove si sono create due correnti, quella egiziana di Ayman al-Zawahiri%2C che intende concentrare i suoi sforzi nel paese, e quella di Abu Yahya al-Libi che preferisce attaccare le autorità pakistane. A tutte loro si rivolge Osama Bin Laden che dopo due anni di totale assenza dai media cerca di imporre di nuovo la sua autorità ricordando che il centro delle decisioni spetta sempre al suo direttorio e non alle singole cellule.

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