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Bindi: “I gay hanno diritti ma non sono una famiglia”.

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Rosy Bindi, ospite di Radio anch’io, alla vigilia della conferenza di Firenze sulla famiglia, ha ribadito che a quell'appuntamento non saranno invitate le associazioni gay. "Io sono impegnata per superare ogni forma di discriminazione degli orientamenti sessuali con il Ddl sui Dico", nella convinzione che "due persone che si vogliono bene devono uscire dalla clandestinità. Ma la nostra Costituzione - ha precisato il ministro - non è neutrale rispetto alla famiglia", e siccome la conferenza di Firenze è sulla famiglia non si possono invitare gli omosessuali che "hanno diritti ma non sono una famiglia".

A Firenze,  si penseranno delle politiche partendo dall'osservazione "della vita reale delle famiglie italiane", e si cercherà di individuare delle risorse "per le famiglie con figli, gli anziani non autosufficienti, il lavoro delle donne e si servizi". “Bisogna mettere in campo politiche organiche per la famiglia – conclude la Bindi – superando così il suo abbandono attuale”, non realizzando "politiche per gli individui", ma capen che in diversi settori "fisco, lavoro, casa, le politiche possono promuovere, sostenere o indebolire la famiglia". Bindi ha ricordato quanto affermato ieri dal presidente della Cei Angelo Bagnasco sulla povertà delle famiglie sottolineando l'importanza non solo degli aiuti per i poveri ma "degli assegni familiari per i figli, e del lavoro per le donne".

Occorre dunque "una svolta da realizzare senza divisioni tra laici e cattolici e tra destra e sinistra", realizzando una politica organica che tocchi diversi settori e non "una sommatoria" di politiche per la famiglia.

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