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Bipolarismo in crisi? Le Fondazioni italiane si confrontano

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“Riaffermare una scelta bipolare non è un’affermazione scontata: vi è chi ritiene chiusa […] la stessa stagione bipolare del nostro sistema politico”. Con queste parole il costituzionalista Augusto Barbera , ha aperto, svolgendo la sua lectio, il convegno organizzato dall’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà che si è riunito ieri a Palazzo Giustiniani, alla presenza del Presidente del Senato, per discutere di “Bipolarismo mite e Sussidiarietà”. “Al bipolarismo – ha sostenuto Barbera – vi è chi vorrebbe contrapporre un sistema tripolare che faccia perno su un centro immobile e che si rivolga ora all’uno ora all’altro forno, ma cui sia assicurata una ininterrotta permanenza al governo. Aspirazione legittima e giustificata dal cattivo funzionamento del sistema bipolare, comoda per taluni “poteri forti”, ma non altrettanto utile al Paese”.

Il tema, promosso in collaborazione con le maggiori fondazioni culturali italiane, tra cui ItalianiEuropei, Magna Carta, Mezzogiorno Europa e Fondazione per la sussidiarietà ha visto la partecipazione dei politici dei due schieramenti e dei rappresentanti delle fondazioni confrontarsi sul tema della sussidiarietà quale principio da tutelare per promuovere in Italia un bipolarismo maturo, a tutt’oggi reso impossibile – secondo Maurizio Lupi, parlamentare di FI e promotore dell’Intergruppo – da un clima culturale che ha preferito gli scontri al dialogo. Si avverte quindi, secondo gli animatori dell’incontro – a cui non è mancato il saluto del Presidente della Repubblica – la necessità che il bipolarismo italiano possa misurarsi con il modello dei grandi paesi europei, basato sull’alternanza e sulla chiarezza dei ruoli tra chi governa e chi fa opposizione.

Torna dunque al centro del dibattito pubblico il problema della forma politica nel nostro paese. In questi tredici anni, sono stati molti i nodi istituzionali sciolti, nonostante da più parti si sia ritenuto l’assetto bipolare come provvisorio. Ma due grandi problemi sono stati risolti: si è consentito agli elettori di indicare il governo e, di fatto, anche il premier e si sono ricondotte nell'alveo del sistema forze estreme. Ma, afferma Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta, è “inutile invocare scorciatoie. Inutile contrapporre al bipolarismo che c'è il bipolarismo che vorremmo. Quanti si esercitano in questo gioco lo fanno, in realtà, perché vogliono abbattere il bipolarismo. Stiamo attenti a far sì che queste conquiste non vadano perse”. Se si accetta questa logica empirica “e si riconosce che il bipolarismo mite è il bipolarismo possibile e non il bipolarismo immaginario continua Quagliariello - bisognerà riconoscere che in questa legislatura si è fatto un passo indietro”.

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1 COMMENT

  1. bipolarismo
    quagliarello ha perfettamente ragione: c’è stato un regresso nel bipolarismo, sia per ragioni pratiche (legge elettorale) che per ragioni culturali (ripresa degli estremismi ideologici),
    ma per ripartire che cosa possiamo fare? se non possiamo fidarci di nuovi meccanismi elettorali – salvo lo sbarramento al 5%, purché sia permanente, nel senso che il gruppo di eletti è un gruppo camera/senato e riceve i finanziamenti come tale e chi esce dal gruppo esce da camera/senato –
    dobbiamo puntare sul fatto culturale: idee forti e condivise, un programma semplice e sotoscritto da tutti non dal solo leader

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