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Bisogna davvero rimpiangere le preferenze?

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L'invito a scrivere qualcosa più di un commento è stato subito accolto. Pubblico dunque volentieri una riflessione molto opportuna di Raffaele Riccardi che riempie un vuoto sulla questione della riforma elettorale. Ho intenzione di occuparmi di questo tema sull'Occidentale in maniera estesa e approfondita. Ma intanto l'articolo di Riccardi ci mette sulla buona strada.

Eccolo...

Molto si parla in questi giorni di riforma elettorale e non si fa a meno di criticare la legge che ha regolamentato le ultime elezioni politiche. In particolare si rimprovera al "porcellum" di aver eliminato l'istituto della preferenza, impedendo così all'elettore di scegliere i propri candidati. Le cose non stanno così. La possibilità di votare il proprio candidato è stata sempre puramente teorica. Sappiamo bene a quali lotte intestine e a quali dispendiose campagne elettorali si dovevano certe elezioni. Inoltre è proprio con le preferenze che le varie mafie e camorre riescono ad imporre i propri candidati. Così è facile che vengano eletti soprattutto i politici più facoltosi o che godano di appoggi in genere poco limpidi. Non si deve poi dimenticare che anche la precedente legge elettorale, il "mattarellum", impediva di fatto una scelta ponderata dell'elettore. La preferenza si applicava soltanto alla quota proporzionale della Camere, mentre il 75% di questa e tutto il Senato venivano eletti nei collegi uninominali dove le coalizioni catapultavano i loro uomini, impedendo così non solo una scelta nell'ambito di un partito ma perfino una scelta del partito nell'ambito della coalizione. Ne risultava un'antidemocratica nomina obbligata con eletti quasi sempre sradicati dal territorio ( ricordate i cosiddetti collegi sicuri?). E come non ricordare che i referendum di Mariotto Segni che posero fine alla prima repubblica chiedevano esplicitamente di ridurre a una soltanto le preferenze, che prima erano quattro? Segni vedeva infatti nell'istituto della preferenza l'origine di tutto il marciume della classe politica. Che fare, dunque? Rassegnarsi a demandare alla politica ogni scelta di candidati? No, basta ricorrere finalmente ad elezioni primarie che scremino i candidati prima di sottoporli al giudizio elettorale. Ma che le primarie siano serie, non come quella farsa che l'Ulivo ha inscenato per costruire la candidatura Prodi. Vedremo un giorno anche in Italia le elezioni primarie? Ai posteri l'ardua sentenza, direbbe il Manzoni.Noi speriamo di vederle prima di lasciare il posto a questi famosi posteri.

Raffaele Riccardi - Roma


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10 COMMENTS

  1. non sono della Sua opinione
    Innanzitutto scusi per l’invasione sul Suo blog, e complimenti per come è realizzato.
    Non dono della Sua stessa idea(siamo in democrazia ancora…).
    le preferenze, specialmente in alcune regioni a rischio (tra cui la mia) portano dei rischi di inquinamento del voto, ma sinceramente ilporcellum è la legge elettorale più vergognosa possibile, che ha riempitoilparlamnto di gente senza sostanza politica e, soprattutto, ha creato una nuova oligarchia di scienziati senza voti.
    la democrazia èl’antitesi di tutto ciò
    il citatdino deve avere nuovamenteil diritto di scegliersi il candidato.
    Tutto il resto è solo un furto.
    Di democrazia
    Corsiali saluti.
    S.M.

    http://www.comunicazionepolitica.splinder.com

  2. Questo Blog è fatto per
    Questo Blog è fatto per essere invaso, quindi niente scuse. Quanto a non condividere la mia opinione aspetti almeno che io l’abbia espressa. Il post precedente si limitava a riportare un commento ben argomentato ma non per questo condivisibile. Torneremo più avanti su questo argomento sull’Occidentale, ma intanto le anticipo che il “porcellum” non piace neanche a me: rende la campagna elettorale più scialba e noiosa e per un patito della politica quale sono questo è già un grave difetto. Ma anche le preferenze non sono certo una panacea.

  3. Bisogna davvero rimpiangere le preferenze?
    Non ho dubbi. NO! Anche perchè non esistevano. L’attuale legge elettorale è una buona legge coerente col dettato costituzionale, art. 1 e art. 49. Se infatti “la sovranità appartiene al popolo che la esercita …” “associandosi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, una legge coerente non deve prevedere le preferenze. L’art. 1 della Costituzione stabilisce la titolarità della sovranità, e poichè non si tratta di una affermazione di maniera, prevede anche lo strumento per significare la volontà del popolo: I PARTITI. Il partito pertanto rappresenta la più precisa manifestazione della sovranità popolare. Sono anche convinto che il parlamentare deve essere assoggettato al partito che lo ha fatto eleggere. L’art 67 è un nonsenso a cui si aggrappano persone incoerenti e irriconoscenti. Coerentemente il cittadino, anzichè lagnarsi della mancanza delle preferenze, dovrebbe impegnarsi con assiduità nella attività di partito il che lo renderebbe soggetto attivo e consapevole e non solo delegante a date prefissate.

  4. Le preferenze un diritto.
    Anche se non esercitato, il diritto di scegliere non appartiene al Popolo e non ai partiti o alla magistratura.

    Cio’ che sostiene Segni e’ un Suo pensiero autorevole ma non condiviso, e’ stato espresso in un periodo storico mutato profondamente.

    Oggi se una persona si presenta agli elettori puo’ liberamente esprimere il suo modo di pensare in tanti modi, non ha bisogno di girare per le citta’ buttando volantini ed urlando frasi propagandistiche in un megafono.

    Oggi ha la possibilita’ di porsi in sintonia non tanto con un partito o con una coalizione ma con il popolo che desidera rappresentare.

    Non ha bisogno di contattare tutti i possibili elettori, oggi la gente dialoga, si consulta, la gente ascolta le persone che stima veramente e non ha alcuna paura a scegliere con la sua testa.

    Oggi un ritorno al sistema elettorale che ha caratterizzato i primi anni della nostra repubblica sarebbe la migliore soluzione.

    Era una soluzione avanzata, forse non eravamo maturi per questa soluzione, ma ora lo siamo.

    Oggi purtroppo non e’ piu’ all’altezza la classe politica che si arrocca al potere “arraffato” con leggi poco chiare messe in piedi al solo scopo di garantire “una governabilita'”.

    In questo modo il Parlamento e’ diventato un posto dove invece di discutere si litiga e non si produce nulla di buono.

    Le decisioni, le posizioni si perfezionano fuori, ad Arcore o a Caserta poco importa, e’ il metodo che non ci piace.

    Lo Stato e’ dei cittadini, si e’ stabilito un luogo dove discutere e quello sia, con spirito costruttivo, nell’interesse di chi si sta rappresentando.

    Nella passata legislatura erano “tre” i politici che si prendevano la briga di rispondere alle mail ricevute, gli altri niente, l’idea di prendere in considerazione le opinioni dell’elettorato non entra nei loro pensieri.

    Certo bisogna organizzarsi, ma questo e’ il loro compito.

  5. Questo BLOG e’ mal gestito: serve rispetto per chi scrive
    Quando si esprime un pensiero lo si presenta nel modo piu’ corretto possibile:
    —–una spaziatura, un andare a capo tende a creare una leggibilita’.

    Si perde del tempo per aumentare la leggibilita’ e poi il proprio pensiero viene compattato da un assurdo sistema che appiattisce cio’ che trova.

    Se poi si commette qualche errore la mancanza di una anteprima non consente alcuna correzione.

    No cosi’ come e’ questo Blog e’ scorretto, modifica di fatto il pensiero di chi vi scrive.

    E’ sintomatico di chi al pensiero altrui non e’ minimamente interessato.

  6. Rispondo a lui la plume
    Mi dispiace che trovi quato blog malgestito. Cercherò di migliorarlo per quanto possibile. Certo mi sarebbe utile capire un po’ meglio cos’è che non va: un po’ meno foga sarebbe d’aiuto…
    Giancarlo Loquenzi

  7. Preferenze
    Le preferenze per i candidati esistono comunque. Essendo impossibile non selezionare fra i candidati che desiderano un incarico elettivo.
    Bisogna vedere se è preferibile considerare l’elettorato attivo responsabile della scelta, o se la preferenza è bene che sia riservata al padrone delle lobbies politiche.
    E’ ovvio che l’accusa di essere mafiosa la scelta popolare è peregrina, e rivelatrice della effettiva mafiosità dei vertici di tutti i partiti indistintamente.
    Considerare l’elettorato attivo non maturo è la cartina di tornasole che rileva la mafiosità del padre-padrone in politica.
    Infatti anche per le associazioni mafiose non esiste alcun dubbio che non si concedono possibilità ai picciotti di assegnare delle preferenze.
    Invio volentieri un parere, in merito al questito che è centrale per assicurare crescita nella libertà per la nazione.
    Nel contempo segnalo che qualunque parere del cittadino conta meno di zero, e le preferenze non verranno “concesse” dalle mafie partitiche anche se dovessero essere richieste da tutto un popolo, in quanto ciò è contro gli interessi speculativi sia dei padroni delle lobbies politiiche che scelgono in base alla capacità di contribuire alle loro casse da parte dei loro “preferiti”, sia degli stessi “peferiti” i quali vogliono essere liberi di sfruttare il mandato per realizzare il massimo profitto ecoomico del loro investimento.
    Gli uni e gli altri odiando ogni qualunque forma di responsabilità loro verso degli elettori dei quali non frega niente a nessuno, e più distanti stanno meno problemi riservano.
    In fondo anche questa è democrazia, anche se sembra l’esatto contrario della democrazia, tutte le Rupubbliche democratiche URSS avevo sistemi di questo tipo e anche Saddam è stato eletto con liste bloccate…, la democrazia è salva, chissenefrega se sono salvi i diritti dei cittadini, mica si riesce a far bene per tutti!
    Cordialmente
    Giovanni

  8. Non rimpiango le
    Non rimpiango le preferenze.I candidati sono sempre
    stati espressione dei dirigenti del partito cui app
    artengono non degli elettori.Anche così si spiega come la classe dirigente italiana sia sempre la ste
    ssa da ormai decenni.Sarebbe utile uno studio compa
    rativo con gli altri sistemi europei e ci accorgere
    mo subito che in Italia esiste la “professione poli
    tico”la quale rende bene:bastano solo due anni e me
    zzo di contributi per aver diritto alla pensione e altro ancora.Berlusconi ha davvero rotto gli schemi: è l’unico..non politico.Temo che anche l’introduzione di elezioni primarie serie non riuscirà rompere quanto accade ormai da sempre.Meglio forse una legge che vieti l’elezione per più di due volte consecutive.Ciò dispiacerà a chi ha fatto carriera nei partiti e perciò tale legge non sarà mai fatta.

  9. Un colpo al cerchio ed uno alla botte
    Sono d’accordo che il sistema delle preferenze sia un’arma a doppio taglio. Certamente organizzazioni ditipo mafioso possono usarlo per imporre i propri uomini, d’altra parte è pur sempre un metodo per permettere di incidere sulle scelte del partito cui ci si riferisce.
    Pensare di sostituirlo con delle ‘primarie’ anche se ‘vere’ mi sembra contraddittorio: anche in quelle l’intervento mafioso potrebbe agire allo stesso modo.
    Mi chiedo se il problema non stia in una eccessiva delega del cittadino alla struttura politica.
    Sarebbe utile una nuova era di passione politica vissuta all’interno delle strutture di partito.

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