Blitz dell’Idv a Palazzo Chigi, sospesa la conferenza stampa della Gelmini

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Blitz dell’Idv a Palazzo Chigi, sospesa la conferenza stampa della Gelmini

24 Luglio 2009

Dopo il Quirinale, tocca a Palazzo Chigi. Ultimo obiettivo in ordine temporale ( e a distanza di pochi giorni dal sit-in al Colle) dell’Idv guidato dal senatore Pedica. Stamani l’esponente del partito di Di Pietro ha fatto un blitz nella sala di Palazzo Chigi dove il ministro Gelmini spiegava ai giornalisti le novità del “pacchetto università”, subito dopo la conclusione del Consiglio dei ministri.

Pedica ha interrotto la conferenza stampa chiedendo lumi al ministro sul mancato scioglimento del Conune di Fondi (in provincia di Latina) per infiltrazioni mafiose. La Gelmini ha tentato di riprendere la conferenza spiegando che il tema dell’incontro coi giornalisti era assai diverso e che comunque il caso di Fondi era stato affrontato dal Cdm, anche se il premier e il ministro Maroni hanno “ritenuto necessario un supplemento di approfondimento e di riflessione” e che la decisione sarà presa “in una delle prossime sedute”. Evidentemente a Pedica non è bastato perché poco dopo ha interrotto nuovamente la Gelmini che a quel punto ha abbandonato la sala stampa rivolgendosi ironicamente a Pedica: “L’Idv è sempre una forza molto democratica, complimenti…”.

Un quarto d’ora dopo il ministro della Pubblica istruzione ha deciso di riprendere la conferenza stampa interrotta ma stavolta nella “sala Verde” al terzo piano di Palazzo Chigi. Al suo fianco c’era il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

La riforma degli Atenei. Il concetto base è più fondi alle università di qualità. Ci sono 525 milioni di euro (il 7% del Fondo di finanziamento ordinario) che saranno ripartiti in base al livello di qualità della didattica e delle ricerca. Nell’elenco degli atenei più virtuosi svettano l’università di Trento e i politecnici di Torino e Milano. Nessun intento punitivo, ha premesso la Gelmini, piuttosto “la volontà di spronare tutti a dare il meglio, a non accontentarci di un sistema universitario che ha luci e ombre”. E ancora: sarà avviata anche una “più coerente razionalizzazione dei corsi di laurea” – spiega il ministro – che passa dal “taglio di quelli inutili” ed eviterà la “proliferazione di insegnamenti” del passato che “non rispondono alle reali richieste del mercato del lavoro”.

La ripartizione dei “premi”. A Trento arriveranno 6 milioni di euro in più, al politecnico di Milano 8. Non va tanto male neppure a Bologna che potrà contare su 5 milioni di euro in più , Padova un più 4. Minori risorse, invece, saranno destinate ad altri 27 atenei non in linea con gli standard qualitativi. Foggia dovrà fare a meno di  1 milione di euro, Macerata di 1,13 milioni. Per Trieste, Firenze e Siena l’invio della quota di risorse vincolata alla qualità (pari al 7% del totale) è stata sospesa in attesa che gli stessi atenei presentino  un piano finanziario di risanamento dei bilanci che attualmente sono in rosso. Tra le novità del “pacchetto università” ci sono lo sblocco dei concorsi per ricercatore e le modalità di reclutamento dei professori.