Home News BLM & Co., il politicamente corretto ci toglie la libertà!

Pòlemos

BLM & Co., il politicamente corretto ci toglie la libertà!

0
161

Da tempo affrontiamo la questione del radicalismo insito nel  politicamente corretto, un morbo che gradualmente sta diventando una forma di censura e un mezzo astuto per impedire all’odiato avversario di esprimere le proprie idee. La nostra non è un ossessione politica, ma la semplice e amara constatazione di una realtà in essere, che negli ultimi anni è divenuto un obbligo. Capita spesso ormai in Italia, negli Stati Uniti e in tutti paesi anglosassoni soprattutto, forieri di questa moda di imbattersi in vere e proprie caccie alle streghe messe in atto contro chiunque non si attenga al “verbo” del politically correct, inteso oramai come un apodittico reato d’opinione. Giornalisti, scrittori, filosofi, scienziati, la liste delle vittime e lunga ed in continuo aggiornamento. Ogni giorno impazzano sul web polemiche, sul “tizio ha detto questo”, “tizio ha detto quello”, senza neanche l’intelligenza o meglio la buona fede di contestualizzare il contesto delle espressioni. La nuova “inquisizione atea”, come l’ha giustamente definita Marcello Veneziani sulle pagine del La Verità, lavora ininterrottamente per scovare i pericoloso eretici della nuova religione. Al contrario dell’originale Sant’Uffizio, i novelli Torquemada da salotto non solo non concedono né la possibilità di abiurare né quella di dimostrare la propria tesi. Si è condannati per principio, e senza appello, figuriamoci la Cassazione. Con la nuova carnevalata del BLM poi i processi hanno interessato tutti i protagonisti della storia occidentale: processi post mortem con sentenza per acclamazione e immediatamente esecutiva. Via i libri, i film, giù le statue, via le vetrate delle Chiese, buttiamo giù tutto, e cosa resterà ? Il nulla, perché in quella direzione ci stiamo dirigendo a passa accelerato ed inesorabile. 

Il BLM è stato anticipato cronologicamente dal MeToo, il movimento femminista che per le donne non ha fatto nulla di concreto, come nulla faranno gli antirazzisti per combattere il razzismo, se non generare ancora più risentimento, come già sta avvenendo negli Stati Uniti. 

Nel nostro paese ci sono invece i campioni del politically correct in salsa rosa, sempre pronti a gridare al sessismo e al razzismo, come avvenuto al Tg Zero di Radio Capital, dove la scrittrice e campionessa di lotta al nulla Michela Murgia ha accusato il noto psichiatra Raffaele Morelli di sessismo, per aver osato affermare che le donne “ dovrebbero giocare con le bambole” per conservare la propria “radice femminile”. Non l’avesse mai detto la Murgia – quella della lotta al fascismo in assenza di fascismo – ha affermato “ è un affermazione sessista”, impedendo a Morelli di proseguire nella sua argomentazione e obbligandolo ad abbandonare la trasmissione. 

Qui non si tratta di giudicare che avesse ragione o meno, ma di capire che siamo arrivati ad un punto di non ritorno morale ed etico, in cui chi non si omologa non ha diritto di parlare, ma deve tacere o se insiste essere messo a tacere. 

Il caso che ha visto come protagonista lo psichiatra Morelli è l’ultimo di una lunga serie, non dimentichiamo la Fiera del Libro di Torino dove andò in scena un semi riuscito tentativo di epurare gli editori e gli scrittori non di sinistra e non allineati ai dettami del politicamente corretto. Questi sono piccoli segnali allarmanti di come il concetto di libertà sia assai labile e soprattutto sempre più ridimensionato e gestito da alcuni sacerdoti e talune vestali che si arrogano il diritto di giudicare e di attribuire lasciapassare “intellettuali”. Dispiace poi leggere che costoro si richiamo ai valori dell’Illuminismo, da qui sorgere spontanea la domanda quale illuminismo ? Non è forse stato uno dei capisaldi dell’Illuminismo quello di permettere a chiunque di poter essere libero di esprimersi. Non fu attribuita a Voltaire da Evelyn Beatrice Hall quella celebre espressione secondo la quale “ io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”. Forse è vero che con una certa idea progresso muore la civiltà. 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here