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Bloomberg-Schwarzenegger, la strana coppia

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Forse nessuno dei due si candiderà alla presidenza (ad uno, peraltro, essendo nato all’estero, lo impedisce la Costituzione), ma Michael Bloomberg (che ieri ha detto di non essere della partita) ed Arnold Schwarzenegger danno tutta l’impressione di voler pesare, e molto, nella scelta del futuro inquilino della Casa Bianca.

La settimana scorsa, il sindaco di New York e il governatore della California hanno conquistato la copertina di Time, che ha dedicato un ritratto lusinghiero alle due star della finanza e del cinema prestate alla politica. Grandi amici ed estimatori l’uno della politica dell’altro, Bloomberg e Schwarzenegger vengono indicati da Time come le punte di diamante del movimento degli arrabbiati contro Washington, degli americani stanchi dell’immobilismo del governo centrale. Critica rivolta all’amministrazione repubblicana del presidente Bush, ma anche al Congresso, in mano ai Democratici, che dalla vittoria di novembre ad oggi non è riuscito ad approvare una legislazione degna di nota, se si eccettua un aumento del salario minimo. Misura, peraltro, già presa, prima di Capitol Hill, da 30 Stati dell’Unione.

“Sfortunatamente”, ha dichiarato il sindaco della Grande Mela, “la politica faziosa ha immobilizzato Washington. Ma il popolo vuole che i problemi siano risolti. Le città non possono aspettare ancora che il governo si decida ad agire”. Gli fa eco l’ex Mr Universo. Interpellato sulla dichiarazione di Bush secondo cui gli USA non porranno un limite alle emissioni di gas serra se Cina e India non faranno altrettanto, The Governator ha commentato: “La California non si preoccupa se l’Arizona farà le cose giuste. Noi intanto prendiamo le decisioni per conto nostro”. Proprio l’attenzione per le tematiche ecologiste rappresenta uno dei legami forti tra Mike e Arnold. Entrambi hanno preso misure per contrastare il global warming, nella convinzione che si può sostenere la crescita economica anche riducendo l’inquinamento dell’ambiente. Non capita di rado che Schwarzenegger vada a Manhattan a perorare la causa ambientalista, mentre Bloomberg ricambi il favore recandosi in visita nel Golden State. Identità di vedute e sincera amicizia, dunque, tanto che, nell’ottobre scorso, il New York Times titolava: “Bloomberg e Schwarzenegger diventano amici per la pelle (best buddies)”. D’altro canto, proprio all’inizio di questa settimana, il ticket presidenziale dei sogni - come lo ha definito il miliardario Warren Buffett - è tornato a far parlare di sé a Los Angeles. Bloomberg e Schwarzenegger sono stati infatti gli ospiti d’onore di una conferenza di due giorni, sponsorizzata dalla Annenberg Foundation. Il tema scelto sembra cucito addosso ai due leader del momento: “Cessate-il-fuoco: è tempo di superare le divisioni politiche”.

The New Action Heroes, come li ha ribattezzati Time parafrasando il titolo di un famoso film di Schwarzenegger sono stati eletti nelle file del Grand Old Party. Tuttavia, il tecnocrate Bloomberg (che proprio in queste ultime ore ha dichiarato il suo passaggio tra le fila degli indipendenti) e il populista Schwarzy hanno un profilo più da liberal che da conservatore così da esser stati nominati Repubocrat, mezzi Repubblicani e mezzi Democratici. Per questo motivo, i due incontrano i favori degli elettori indipendenti, dei centristi, ma sono osteggiati dalla zoccolo duro dell’elettorato repubblicano, che li considera quasi degli intrusi. Per Jonah Goldberg della rivista conservatrice National Review non c’è niente di eroico in quanto stanno facendo il sindaco e il governatore più famosi d’America. Goldberg si chiede poi se Time, che strizza l’occhio ai liberal, avrebbe definito eroi Schwarzenegger e Bloomberg qualora si fossero distinti per una politica antiabortista e autenticamente conservatrice. Severo anche il giudizio di Jeff Poor del Business and Media Institute, che lamenta una “glorificazione” inopportuna dei Repubblicani Social Liberal. Secondo Poor, quanto scritto da Time conferma “il trattamento preferenziale riservato dai media ai politici di sinistra che appoggiano la causa radicale ambientalista”. Intanto, però, i candidati del GOP non potranno sfuggire al confronto, seppur indiretto, con i due nuovi action heroes a stelle e strisce. Se ne sono accorti in un recente dibattito promosso dalla CNN. E’ in tale occasione che si sono sentiti domandare dal conduttore Wolf Blitzer: “Non sarebbe il caso che somigliaste un po’ più a Schwarzenegger?”

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3 COMMENTS

  1. Costituzione USA
    Nessuno che non sia cittadino per nascita, o cittadino degli Stati Uniti all’epoca in cui questa Costituzione è adottata, è eleggibile all’ufficio di Presidente; né è eleggibile a tale ufficio chi non abbia compiuto l’età di 35 anni e non sia residente da 14 anni negli Stati Uniti.

    In teoria Swarz potrebbe essere eletto, visto che e’ cittadino degli USA ed e’ residente da molti piu’ di 14 anni, credo.
    Saluti.

    http://politicrack.splinder.com/post/12467808#more-12467808

  2. Caro Giorgio,
    in realtà la

    Caro Giorgio,
    in realtà la Costituzione degli Stati Uniti è molto chiara sulla ineleggibilità di un naturalizzato americano alla carica di presidente. Lo stesso vale per la carica di vicepresidente, secondo quanto stabilito dal 12.mo emendamento. Proprio per questo motivo, e non da ora, c’è un movimento d’opinione che vorrebbe modificare questo dettato costituzionale. Già durante le presidenziali del 2004 si parlò molto della possibilità di emendare la Costituzione per spalancare le porte della Casa Bianca ad Arnold Schwarzenegger. Ti rimando ad un articolo riepilogativo, pubblicato all’epoca da USA Today: http://www.usatoday.com/news/politicselections/2004-12-02-schwarzenegger-amendment_x.htm

  3. Mi stavo giusto chiedendo
    Mi stavo giusto chiedendo come pensasse di fare Giorgio :). So dei movimenti di opinione riguardo un eventuale emendamento ma credo sarà ben difficile che ci riusciranno.
    Schwarzenegger è un mito e poi è troppo simpatico,
    di questo me la rido ancora:

    http://www.youtube.com/watch?v=SUzUbtIptqQ

    forse lo voterei se fosse il candidato Rep anche se personalmente mi trovo d’accordo con Bush e con chi sostiene che Kyoto sia una boiata pazzesca

    http://www.galileo2001.it/materiali/documenti/Franco_Battaglia/index.php

    Bloomberg invece non lo voterei nemmeno se mi minacciassero con una pistola alla testa, memore delle sue campagne contro le merendine nelle scuole e la persecuzione verso i fumatori. Sì, persecuzione perchè quel che ha fatto a NY va molto al di là della giusta salvaguardia contro gli eventuali danni del fumo passivo. E’ un fanatico che come pochi ha sposato le cause più politicamnte corrette. A NY può andare bene, nel resto dell’America non so. Lo stesso, anche se per altri motivi, penso di Giuliani. Hillary non ne parliamo neppure, detestata com’è da due terzi almeno degli statunitensi. Ma dico, deve proprio venire da NY, una città non così amata nel resto degli USA, il candidato Repubblicano?.

    Lucetta.

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