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La ricetta inglese

Boris contro il Covid-19: empatia, concretezza ed autonomia decisionale

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Il Regno Unito è il quinto paese più colpito dal Covid19. La gestione dell’emergenza da parte di Downing Street è stata oggetto di una vera e propria diffamazione da parte dei nostri media e non sono mancati attacchi diretti contro lo stesso Boris Johnson. Ma mentre in Italia il PM è stato attaccato, la sua popolarità in patria è salita. Poco prima del suo ricovero, i consensi del Partito Conservatore si sono attestati intorno al 52%. Durante i primi giorni di Aprile, un sondaggio commissionato da Bloomberg al Number Cruncher Politics ha rilevato come il 72% dei cittadini britannici fosse soddisfatto del suo operato.

Non è facile parlare della parabola di Johnson senza fare chiarezza. La tanto sbandierata “immunità di gregge”, per dirne una, fa parte di un’articolata pianificazione concepita, tra Febbraio e Marzo, insieme al Segretario di stato per la salute e l’assistenza sociale Matt Hancock. Il “Battle plan”, così è stato battezzato, si compone di quattro fasi: La fase di contenimento dove ci si sarebbe presi cura degli infetti e si sarebbero identificate le mappe dei contagi, la fase di temporeggiamento dove starebbero state decise le misure per evitare il contagio, la fase di mitigazione nella quale si sarebbero affrontati i danni derivanti dal contagio stesso e la fase di ricerca dove sarebbe stato fatto un resoconto delle tre fasi precedenti per comporre un quadro più completo della situazione.

Nei primi mesi di Maggio il COBRA, il comitato di emergenza presieduto dal premier, ha elaborato cinque linee guida per allentare il lockdown: la diminuzione del numero di morti, il reperimento di dati sul decremento di tasso di infezione, la fornitura di test e mascherine per il personale sanitario, la ricerca per un vaccino e la messa a punto di una app per tracciare i casi.

Ben diversa è stata la frase interpretata come un invito agli inglesi ad abituarsi a perdere i propri casi. “More families will lose their loved ones” (“Moltre famiglie perderanno i propri cari”). Un avvertimento schietto e sincero in pieno british style: non dimentichiamo che Winston Churchill, quello vero non la versione foggiana che siede a Palazzo Chigi, promise: “lacrime, sudore e sangue” ai cittadini britannici in cambio della vittoria nella Seconda guerra mondiale che il Regno Unito si preparava ad affrontare.

Mentre il Governo italiano ed il fedele Giornale Unico si sono scagliati contro i sanitari e i medici lombardi, Johnson una volta uscito dall’ospedale ha pronunciato un discorso struggente. Provato dalla convalescenza, col volto pallido, gli occhi contornati da occhiaie e la voce affaticata ha tenuto un discorso struggente in cui ha ringraziato uno ad uno i medici che lo hanno curato: Connie, Becky, Ann e Luis da Oporto. Ha evidenziato la straordinaria importanza del NHS e il dovere del governo

di proteggere e preservare i medici e il personale delle strutture sanitarie. La mattina del 28 Aprile Johnson si è unito insieme ai suoi cittadini in un minuto di silenzio in omaggio agli oltre 100 deceduti, tra medici, sanitari e case di riposo, in prima linea contro il Covid19.

Oltre all’empatia c’è di più. Johnson e il Cancelliere dello scacchiere Rishi Sunak sono intervenuti sul tessuto economico già da Marzo. Un primo pacchetto da £ 350 miliardi, 330 garantiti dal Ministero del Tesoro e altri 20 da aiuti e tagli alle tasse, è stato approntato per pub, ristoranti e negozi di vendita al dettaglio. Non si sono fermati i lavori sulle infrastrutture: il 17 Aprile il governo ha dato il via libera ai lavori per la costruzione dell’High Speed 2, una linea ad alta velocità che collega la stazione di Euston, Londra, a quella di Curzon, Birmingham, oltre ad una biforcazione destinata a Manchester Piccadilly e Leeds, un progetto ambizioso il cui completamento è previsto per il 2040. Questo è solo il primo degli investimenti infrastrutturali che Johnson ha previsto per collegare le aree rurali e post industriali dell’Inghilterra settentrionale, il cosiddetto Red Wall picconato lo scorso 12 Dicembre.

Boris Johnson ha dimostrato tre caratteristiche importanti che il governo ha millantato o trascurato: empatia, concretezza e autonomia decisionale e politica.

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