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Bossi ritratta: “ribellione” fiscale, non sciopero

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Visto che la precedente proposta di sciopero fiscale ha suscitato reazioni indignate da parte delle autorità statali, il segretario federale della Lega Nord, da Vittorio Veneto, aggiusta il tiro e propone una nuova ricetta per la sua campagna anti-tasse, “non è uno sciopero fiscale, ma una protesta, una ribellione”.

“Il programma procederà per step, ne attueremo uno per volta, prevediamo 5-6 passaggi in modo da garantire la gente”, ha spiegato il senatùr che poi ha anche aggiunto: “di certo abbiamo che il governo ha esagerato quindi si trova tutto il paese contro”. Lo stesso Bossi ha inoltre fatto sapere che la raccolta firme a supporto della “ribellione” dovrebbe partire da questa settimana.

In merito al monito lanciato dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che chiedeva di far pagare a tutti le tasse, Bossi ha risposto che “gli industriali fanno solo i loro interessi”, precisando: “Debbono ricordare che le tasse le pagano tutti, loro e gli operai. E non debbono dimenticare che le loro imprese hanno un compito sociale. I posti di lavoro si difendono anche così”.

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