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Chi è il vero anticonformista

Botta e risposta tra Vasco e Giovanardi, tempesta sul web

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Botta e risposta tra Vasco Rossi e il senatore di Idea Carlo Giovanardi, a ridosso e dopo il concertone del “Blasco” a Modena. Prima del concerto, Giovanardi aveva chiesto maggiori controlli in occasione dell’evento, per evitare una calata degli spacciatori da mezza Italia a Modena, riproponendo, soprattutto, una delle battaglie politiche che il parlamentare porta avanti da anni, quella contro la “cultura dello sballo”. La cosa non è andata giù a Vasco e alla sua band, che ha citato per ben tre volte Giovanardi nel repertorio di canzoni suonate al concerto, “Bollicine”, “Blasco” e “Non mi va”, accompagnando il tutto con qualche insulto gratuito.

Giovanardi, che non è tipo da perdere la calma, ha quindi risposto per le rime al musicista: “Sono molto critico contro ogni droga e ho combattuto contro gli stupefacenti. Lui la pensa diversamente arrivando a dire che non si muore di droga, si muore di Giovanardi… Quanto al concerto, invece di citare me, invece di citare me avrebbe potuto approfittarne per inviare un messaggio contro l’uso delle droghe”, riservandosi una stilettata sulla musica, oltre che sul tema della polemica, “io amo un altro genere musicale, soprattutto Pavarotti”. Il botta e risposta com’era prevedibile ha scatenato una tempesta sul web e i social media, con altrettanto prevedibili, e conformisti, commenti dei naviganti, tutti o quasi, vedremo tra un attimo perché, a dare addosso al senatore, che però, a quanto pare, vista la triplice citazione di Vasco, ancora una volta dimostra di essere lui il vero anticonformista, un politico alternativo alla già citata “cultura dello sballo” e a chi la alimenta anche attraverso delle canzoni.

Tutti o quasi, dicevamo, e già, perché nel fiume di tweet e post su Facebook che hanno dilagato sull’argomento, vedi la foto, ironica, che abbiamo scelto di riproporre a corredo di questo pezzo, ce ne sono anche alcuni che fanno riflettere, e che dovrebbero far riflettere anche Vasco. Su Facebook infatti qualcuno riconosce a Giovanardi di non essersi accodato al politicamente corretto, alle agiografie sul Blasco che circolano tra personaggi del mondo dello spettacolo e politici in cerca di qualche minuto di popolarità, al “twittarume ruffiano compulsivo”, come si legge in un post. Nel popolo del web, dunque, c’è chi dice no, riconoscendo a Giovanardi di essere “il numero uno”, “un campione di anticonformismo” perché non si piega “ai trend culturali del momento”. E Vasco? “Nel fare battute contro Giovanardi non brilla né per coraggio né per originalità”.

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2 COMMENTS

  1. Indipendentemente da
    Indipendentemente da Giovanardi, che peraltro stimo per il suo coraggio e il suo essere sempre coerente contro questa marea di conformismo, a me “Blasco” non è mai piaciuto un granché, né come immagine personale, né come musica. A malapena riesco a ricordarne un paio di sue canzoni. Non mi pare poi che al di fuori del nostro recinto abbia una così grande risonanza.
    Sarebbe ora che molti radical-chic, dello spettacolo e non, prendessero coraggio e denunciassero la deleteria deriva della cultura dello sballo invece che perdersi in ruffiani e ipocriti peana al personaggio. Speranza vana temo

  2. Quando assistiamo ad uno
    Quando assistiamo ad uno scontro popolare tra opinioni discordanti dovremmo chiederci: “Chi dice la Verità?”.
    Ora, l’idea che la maggioranza, o il 50% più uno abbia ragione, è una solenne cantonata.
    Una massa informe senza preparazione, con conoscenza elementare, superficiale, ricolma di vizi e difetti d’ogni specie non può essere chiamata a dare un giudizio apprezzabile. La maggioranza esprime un’opinione di incerto e bassissimo valore. Chiedete a 100 persone scelte a caso che vi dicano che cos’è la Verità. Che diano una definizione della parola “Verità”. Non sapranno rispondere. A questa domanda rispose invece il saggio mussulmano Avicenna, (anno 1000); definizione confermata due secoli dopo dal padre della chiesa e giurista Tommaso d’Aquino:
    “Equatio rei et intellcctus” cioé uguaglianza o corrispondenza della cosa con la ragione; o più facile ancora: corrispondenza del fatto con la sua rappresentazione intellettuale.
    Come si può scoprire la verità? Non certo attraverso il suffragio universale.
    È una matematica ridicola, insensata, inattendibile. Un poeta vernacolo romano dice questa frase: “Le statistiche so’ quella cosa che se tu magni due polli ed io nessuno, ne abbiamo magnato uno ciascuno”.
    Oltre a ciò la massa è manipolabile con grande facilità. Può essere influenzata indifferentemente, da uno che dice la verità come da uno che racconta menzogne.
    “Gesù compiva prodigi (i miracoli) per la forza del Demonio” dicevano i Farisei (classe amministrativa) ed i capi dei sacerdoti (giuristi ecclesiastici).
    “Voi volete fare la volontà del vostro padre Satana, che fu omicida e menzognero sin dal principio” disse Cristo.
    Chi diceva la Verità? Come mai il popolo di Gerusalemme, una settimana prima (domenica delle palme) acclamava il Cristo dicendo “Osanna a Colui che viene nel nome del Signore!” e dopo una settimana gridava: “Crucifige! Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”: Volubilità della opiniuone popolare
    Chi aveva ragione? Chi diceva la verità?

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