Brava Beatrice, alè!

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Brava Beatrice, alè!

30 Aprile 2014

Ieri sera il ministro Beatrice Lorenzin ci ha mostrato il volto del nuovo centrodestra italiano che non vuole spaventare gli elettori ma intende dare loro una bussola con cui orientarsi nel presente e avere una visione prensile del futuro. Senza scorciatoie, slogan o giochini televisivi.

C’erano tre anime del centrodestra a Ballarò, tutte e tre con alle spalle esperienze di Governo. Tre ospiti che, è una notizia, non si sono scannati a vicenda ma piuttosto studiati ognuno con attenzione rispetto alla ricetta politica offerta dagli altri. C’era un’anima che non è guarita dall’illusione peronista, diciamo così, convinta che l’euro sia un male e che scarica le colpe della crisi sul moloch delle banche o dei grandi interessi finanziari. Parole d’ordine che nel mercato politico di oggi hanno parecchi e più forti concorrenti.

C’era Forza Italia che continua a ripeterci che si stava meglio prima, con Gheddafi a proteggere i nostri confini. Una destra nostalgica che non trova più una sintesi fra tradizione e modernizzazione. Infine il Nuovo Centrodestra di Lorenzin: che sull’immigrazione e l’euro vuole ragionare in modo adulto ed europeo, che non vuole tagliare in modo indiscriminato ma intende razionalizzare i costi, che sulla Sanità non sta lasciando indietro nessuno. Prendendo anche un impegno concreto con i cittadini, come ha fatto il ministro sul tema pensioni dopo una delle storie raccontate da Floris.

A Ballarò c’era infine Pina Picierno del Pd. Oltre che per il chilometrico scontrino della spesa da fare con i famosi 80 euro, scenetta che non ha strappato grossi applausi nel pubblico, non ci sembra che la rappresentante del più forte partito italiano abbia detto o proposto chissà che ideona superlativa rispetto alle dichiarazioni puntuali e non polemiche fatte dal ministro Lorenzin.