Brescia: processo d’appello per gli assassini di Hina Saleem
21 Novembre 2008
di Redazione
Si è aperto a Brescia il processo d’appello per l’omicidio di Hina Saleem, la ragazza pachistana di vent’anni uccisa l’11 agosto del 2006 a Sarezzo. Il padre e due cognati l’avevano sgozzata facendo sparire il corpo avvolto in un lenzuolo, seppellito nel giardino di casa, rivolto verso la Mecca. La colpa di Hina? Essersi innamorata di un ragazzo italiano.
Il padre, Mohammed Saleem, 55 anni, si era costituito qualche giorno dopo l’omicidio, probabilmente scaricato dalla comunità pakistana. Ma non si è mai pentito: "Sono stato io, da solo. Gli altri non c’entrano. L’ho fatto in un momento di rabbia – aveva spiegato dopo l’arresto – non volevo che diventasse come le ragazze di qui. Le avevo chiesto di cambiare vita, ma lei non voleva" .
Gli assassini sono stati condannati in primo grado a 30 anni con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Un altro zio a 2 anni e 8 mesi per soppressione di cadavere. In aula presenti gli imputati con la madre e uno dei fratelli di Hina.
