Brexit: che prevedono i trattati europei se in Gran Bretagna vince il Leave

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Brexit: che prevedono i trattati europei se in Gran Bretagna vince il Leave

23 Giugno 2016

Cosa prevedono gli accordi tra i Paesi membri della Ue sull’abbandono di uno stato della Unione, come potrebbe accadere oggi con il voto su Brexit in Gran Bretagna?

Tutti gli Stati membri della Unione Europea hanno il diritto di abbandonarla. Fino adesso non è mai successo, ma c’è il caso della Groenlandia, membro autonomo del Regno di Danimarca, che ha lasciato la Comunità Economica Europea, il predecessore dell’Ue, nel 1985, dopo aver ottenuto l’autogoverno. Guarda caso, la Groenlandia decise di andarsene in disaccordo con la regolamentazione Ue in materia di pesca e con il bando dei prodotti in pelle di foca. Il tema della ingerenza della Ue in questioni come quelle agricole e della pesca è molto sentito, non solo in Gran Bretagna.

Va ricordato che nel 1975 il Regno Unito tenne un altro referendum per decidere se ritirarsi dalla Cee, all’epoca vinse il fronte del ‘Remain‘. L’uscita di un Paese dalla Ue è regolata dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea, una delle due parti del Trattato di Lisbona del 2007, quello che ha creato l’Ue: “Qualsiasi Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione”, recita il primo comma. “Lo Stato membro che decide di recedere notifica tale intenzione al Consiglio Europeo. Alla luce degli orientamenti formulati dal Consiglio Europeo, l’Unione negozia e conclude con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto del quadro delle future relazioni con l’Ue”. 

“L’accordo – prevede ancora il trattato – è concluso a nome dell’Unione dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, previa approvazione al Parlamento Europeo. I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica, salvo che il Consiglio Europeo, d’intesa con lo Stato membro interessato, decida all’unanimità di prorogare tale termine”.

La prossima riunione del Consiglio europeo è prevista il 28 e 29 giugno a Bruxelles, appositamente rinviata per fare in modo di tenerlo dopo il referendum britannico. Nel caso di vittoria del Leave, Gran Bretagna e Ue avrebbero due anni per stabilire le modalità di recesso del Regno Unito dalla Ue, ma una rinegoziazione dei rapporti potrebbe durare anni. Lo Stato che recede “non partecipa né alle deliberazioni né alle decisioni del Consiglio Europeo e del Consiglio che lo riguardano”. Insomma, la ‘secessione’ è qualcosa di definitivo, se si è out è out, ha ricordato Juncker.