Brutte sorprese per chi toglie la croce dalla bandiera svizzera

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Brutte sorprese per chi toglie la croce dalla bandiera svizzera

27 Settembre 2011

La vicepresidentessa di una lobby musulmana di immigrati svizzeri ha chiesto al governo di togliere dalla bandiera elvetica la tradizionale croce greca in campo rosso, giudicata discriminatoria verso altre religioni. Meglio tornare al vessillo di fine settecento, dice miss Petrusic, che non infastidisce i musulmani, e somiglia, testuale, “alla bandiera del Ghana” (ha gli stessi colori). La donna ha annunciato una grande mobilitazione della comunità islamica per ottobre, a sostegno della sua richiesta.

Ovviamente la notizia ha scatenato un putiferio in Svizzera, sui giornali e nel mondo politico, riaccendendo gli animi come due anni fa, quando i cittadini del Paese elvetico votarono per un referendum che almeno sulla carta blocca la costruzione di nuove moschee. Si è riaperto un doloroso ma necessario discorso identitario, legato alla questione più generale delle radici cristiane dell’Europa, anche se bisogna dire che la bandiera svizzera ormai non è soltanto un simbolo storico ma è divenuta un brand alla moda, globale, che dallo scii passa alla nautica, ed è sinonimo di una vita ricca ed esclusiva. Icone del genere non sono destinate a sparire tanto facilmente.

Detto questo, vorremmo consigliare alla Petrusic di studiare un po’ meglio la situazione in Ghana, prima di lanciarsi in certe affermazioni. Il Ghana è una terra a maggioranza cristiana e frontiera aperta per i pentecostali. E’ il Paese che ha accolto festosamente il presidente americano Obama. Insomma, abbiamo come l’impressione che a spiegarglielo per bene la Petrusic avrebbe qualcosa da ridire anche sulla bandiera verde rossa e gialla della Svizzera.