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“Bussola d’oro”: un film di Natale che piace agli atei

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Tre indizi fanno una prova. Io di indizi che per il film “La bussola d’oro” di Chris Weitz si potesse tranquillamente dare il medesimo giudizio che Fantozzi diede a “La corazzata Potemkin” ne avevo già due.

Il primo era dato dal fatto che il film è il primo (e speriamo anche l’ultimo) capitolo cinematografico fantasy ispirato alla trilogia di romanzi di Philip Pullman intitolata “Queste oscure materie” iniziata appunto nel 1995 con “La bussola d'oro”, seguita da “La lama sottile” nel 1997 e da “Il cannocchiale d'ambra” nel 2000; tutti pubblicati in Italia da Salani.

Non potevo non nutrire dei dubbi in merito all’opera di questo scrittore, che dietro il paravento di un triplo romanzo-favola per grandi e piccini rivela una forte critica alla Chiesa: attraverso la narrazione fantasy, Pullman costruisce un'allegoria del mondo esclusivamente funzionale all’enunciazione delle proprie tesi, di natura ateista, anticattolica e celebrativa del dominio della ricerca scientifica sopra ogni altra cosa.

Il perfido “Magisterium” non può che essere un’evidente accusa al potere religioso, e l'insistenza sulla violenza contro i bambini suggerisce un accostamento alle polemiche sulla pedofilia insita nel clero. Infatti, oltre alle critiche avversative di mezzo mondo cattolico anglosassone (…solo in Italia stiamo bene attenti a non essere troppo politicamente scorretti…), a difendere l’opera dello scrittore britannico ci sono gruppi come l’americana “Freedom from religion foundation”(ffrf.org) la cui presidente non ha esitato ad affermare “Concordo con Pullman: è la religione ad avvelenare ogni cosa, è positivo se si spingono i bambini a pensare con la propria testa, senza soffrire l'autorità della Chiesa”.

Non da ultimo, un’ottima ragione per dubitare dello scrittore è che Pullman si dichiara apertamente acerrimo nemico di una pietra miliare della letteratura del ‘900 come C.S. Lewis, e si è pure spinto a scrivere diversi interventi in cui cerca di fare a pezzi la sua opera, partendo proprio da “Il leone, la strega e l’armadio”, primo volume fra i sette della serie de ”Le cronache di Narnia”.

Il secondo indizio era una recensione che il critico cinematografico de “La Stampa”, Lietta Tornabuoni, ha scritto lo scorso venerdì in merito a questo film:La bussola d’oro, bella storia scritta da Philip Pullman non indica il nord, ma mostra la Verità (…) Coraggio, pensiero libero, disobbedienza sono le virtù preziose che il film insegna (….) La bussola d’oro, fantasioso e inventivo, è capace di dare grandi sensazioni di meraviglia (…) I valori produttivi sono impeccabili, il messaggio didattico del tutto condivisibile, non c’è ombra di melensaggine. Peccato che il film riveli come Nicole Kidman invecchi male”.

Già a sputtanare tutta la recensione basterebbe lo scivolone finale tipicamente femminile e rivelante la chiara invidia di non avere quarant’anni ed essere un pezzo di figliola come Nicole Kidman. Ma anche il resto della recensione lasciava qualche dubbio: quella “Verità” con la “V” maiuscola, la disobbedienza come virtù preziosa, il messaggio didattico del tutto condivisibile…

Del resto la Tornabuoni è quella che parlò di un attualissimo film di denuncia sul terrorismo islamico come “Il mercante di pietre” di Renzo Martinelli definendolo “un film di pura propaganda anti-islamica (…)Si conosce lo stile sensazionalista ed effettato di Martinelli: velocità, inquadrature sghembe immotivate, zoom a sprazzi, rallentatore, rumori forti e tonfi ritmati, apparizione di uomini che dovrebbero portare sul petto il cartellino «mostro», primi piani drammatici per immagini insignificanti. Si conosce la tendenza del regista ad arricchire il film di diversi elementi che c'entrano poco(…) un film enfatico, spesso ridicolo”.

Che dire? Avevo due grossi indizi, ma mancava il terzo. E così sono andato comunque in sala a gustarmi il film. Ben mi sta, così imparo ad essere così perfezionista.

Effettivamente, “La bussola d’oro” non solo non ha nulla di educativo per un bambino (io mio figlio non ce lo porto), non solo è povera di fantasia e si struttura su elementi riciclati di qua e di là (anche dall’odiato Lewis…vedi l’armadio in cui si nasconde la bimba), non solo mette in luce (almeno nella riduzione cinematografica) un’azione non lineare e molto frammentata che non le consente un intelligente equilibrio narrativo, non solo presenta evidenti lacune “pratiche” (la tecnologia del tempo è in grado di separare le anime dai corpi, ma non di fare una telefonata!), ma in ultima analisi si offre proprio come…una boiata pazzesca!

 Una pellicola assai mediocre sotto molti punti di vista, in cui il regista e sceneggiatore Chris Weitz ha probabilmente voluto replicare il successo del genere “fantasy” degli anni scorsi, costretto però a cimentarsi con un romanzo bruttino e volendo costruire una storia dalle grandi aspettative e potenzialità (… ma un conto è avere fra le mani un capolavoro Tolkeniano come fu per Peter Jackson, un altro è partire da Pullmann…).  Altro indizio della volontà emulativa del regista è la (pessima) scelta di far terminare questo primo capitolo in maniera marcatamente aperta, come se fosse la fine di una prima puntata. Ma gli scarni incassi ai box office americani lasciano presagire che tutto finirà qui, per grazia ricevuta.

Per fortuna esistono ancora delle dimostrazioni pratiche grazie alle quali si comprende che non bastano le ambizioni dei registi, la computer grafica ed i budget smisurati per ottenere buoni prodotti: senza alle spalle un romanzo importante ed una sceneggiatura seria, restiamo anni luce distanti dalla Terra di Mezzo e da Narnia.

Non voglio guastare le feste a chi deciderà comunque di recarsi al cinema, e perciò non mi addentro nella trama spiccia del racconto. Cercherò semplicemente di dissuadere i più curiosi o gli amanti del “fantasy” dicendo che se paragonato ad un mostro sacro del genere come “Il Signore degli Anelli”, “La bussola d’oro” ne esce strapazzata in ogni dove.Scendendo nel profondo delle cose, seriamente si può dire che laddove nei protagonisti del film di Jackson si possono riscontrare sacrificio per il compagno, abnegazione, unità d’intenti, affidamento a forze superiori, fiducia nei saggi, obbedienza, onore nella lotta, amore per il vero, determinazione a prescindere dal risultato finale, rispetto della gerarchia… nei protagonisti che dovrebbero essere “positivi” de “La bussola d’oro” troviamo volontà personale di successo, disobbedienza, vendetta, perfida scaltrezza, determinazione violenta, crudeltà, voglia di potere.  La libertà è solo indipendenza e possibilità di pensarla a modo proprio, non Verità e Amore. E se in Tolkien o Lewis c’era un Re di cui si aspettava il ritorno o un altro re pronto a farsi uccidere per te, qui invece la lotta dei “buoni” è volta alla soppressione del Magisterium ed all’esclusivo affidamento alle potenzialità della ricerca scientifica. Nemmeno troppo fantasioso, no?

Inoltre, nonostante nel film la vena polemica anti-cattolica sia stata notevolmente annacquata rispetto al romanzo, è davvero stucchevole il modo col quale viene raffigurato questo “Magisterium” (la Chiesa Cattolica) che vorrebbe eliminare dal mondo la “polvere” (il peccato originale) negando sostanzialmente agli uomini il libero arbitrio intervenendo sui bambini, prima che si corrodano definitivamente con la pubertà. Pullmann dovrebbe informarsi che l’attuale capo del “magisterium”, Joseph Ratzinger, ebbe a dire lo scorso 24 marzo 2007 che “Cristo non ci salva a dispetto della nostra umanità, ma proprio attraverso di essa”. Ma si sa che al giorno d’oggi è più facile parlare per partito preso trascinando al cinema o in libreria una massa di beoti, piuttosto che fare la fatica di andare controcorrente e approfondire quattro concetti basilari per la nostra vita ed il nostro futuro.

Questo Natale, i bambini è meglio portarli in Chiesa, piuttosto che al cinema. E se proprio non avete familiarità col luogo sacro e vi ostinate a preferire il cinema, fidatevi di me: meglio una crociera al caldo con Christian DeSica che un palloso viaggio alle Isole Svalbard con gli amici di Odifreddi.

 

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23 COMMENTS

  1. bussola d’oro
    Sicuramente nn sarà il signore degli anelli ma a me il film è piaciuto tutto sommato…caro carlo il film di de sica vattelo a vedere tu…

  2. Confutazione della tesi di Carlo
    Mio caro Carlo, nelle tue argomentazioni scorgo due assurdità che tradiscono una certa malafede di fondo. Punto 1. Citando testualmente dal tuo commento, si legge “(anche dall’odiato Lewis…vedi l’armadio in cui si nasconde la bimba)”. Questa vorrebbe essere, a modo tuo, una prova dell’incorerenza in cui l’autore de La Bussola d’Oro incorre, perché ha riciclato un’idea tratta da un romanzo apertamente criticato, quello di Lewis “Il leone, la strega, l’armadio”. Questa osservazione è melensa e priva di senso per un semplice motivo. Quando un autore fantasy trasfigura un oggetto COMUNE come un armadio in oggetto magico, non c’è nulla di strano se quell’oggetto, in versione comune (quella di posto dove conservare vestiti), compare in altri romanzi fantasy. La tua osservazione sarebbe fondata e sensata se l’autore che tanto contesti avesse usato l’armadio come passaggio dimensionale verso il mondo magico (copiando indegnamente l’idea originale altrui), ma non puoi sindacare la semplice presenza di una cosa che fa parte dell’arredamento di ogni casa normale. Seguendo questo tuo contorto e falso ragionamento, allora nessun personaggio di fantasy potrebbe indossare un anello (anche solo per decorazione), per il semplice fatto che nel Signore degli Anelli esso ha un ruolo preminente. Per concludere, è l’idea originale che non va copiata, quella, cioè, che trae dalla realtà quotidiana oggetti insulsi e li trasforma in grandi tesori dotati di poteri magici. Né si può sindacare il semplice fatto che una persona si nasconda in un armadio o considerare questo evento come segno del plagio o della rielaborazione di un romanzo altrui dove questo medesimo gesto avviene con conseguenze ben diverse e di portata assai maggiore (ingresso a Narnia). Punto due. La Chiesa. Io sono del parere che se i fedeli non rintracciassero nella Chiesa quel ruolo coercitivo e dittatoriale che connota il Magisterium, non avrebbero ragione di associare questo a quella, né di considerare questo come una caricatura di quella, né di dolersene. Inoltre, tu hai citato le parole del Sommo Pontefice, proprio a voler dimostrare come l’attacco alla Chiesa sia infondato, ma facendo ciò dimostri malafede ideologica, perché deliberatamente trascuri il CONTESTO STORICO. Il fantasy tradizionalmente mutua elementi della realtà medioevale (specialmente nel settore delle armi), perciò il Magisterium da te aborrito, quand’anche fosse ispirato alla Chiesa, sarebbe ispirato ad una Chiesa MEDIOEVALE o comunque seicentesca, tenendo conto del conflitto tra scienza e verità di fede che in quel secolo ha raggiunto il suo apice e che nel film costituisce il fulcro della vicenda. E non puoi negare che la Chiesa in quei tempi abbia commesso nefandezze. Troppo comodo glissare sul problema spostando il calendario di qualche secolo e citare il discorso del Sommo Pontefice del 2007, perché in quel film di mondo contemporaneo non c’è traccia (non mi sembra di aver visto bombe atomiche, né fucili a ripetizione o strumenti bellici d’avanguardia: sì e no ci sono quattro fucili arcaici dei tempi che furono). Alla luce di tutto questo, è evidente che la collocazione temporale del film è un remoto passato (se proprio cerchi la corrispondenza col mondo reale), perciò la caricatura di Chiesa, ammesso che di questo si possa parlare, si riferisce ad una Chiesa retriva medioevale o seicentesca, la quale non c’è da dubitare che sia stata in quell’epoca simile al Magisterium del film per intransigenza e metodi brutali di eliminazione di chi cercava di pervenire alla Verità con metodi rigorosi. Siccome sono onesto nelle mie posizioni, mi sembra più che giusto affermare che concordo con te sul piano dei giudizi riguardanti l’aspetto tecnico e artistico del film, la cui sceneggiatura disomogenea e frammentata è incontrovertibilmente mediocre.

  3. puzzole&bubbole
    Non vedo sinceramente cosa dovrebbe entrarci il Magisterium con la Chiesa. Da dove viene il parallelismo? Sarà che non ho letto il libro e ho visto solo il film (che tra l’altro non mi è piaciuto). Il Magisterium è una specie di entità, di forma del Potere, che può essere benissimo uno stato totalitario, oppure una istituzione universitaria parecchio oppressiva. Questa polemica anticattolica mi pare del tutto pretestuosa. Poi, scusa mi spieghi che c’entra l’armadio? Mo’ perché la protagonista si nasconde nell’armadio si sarebbe voluto copiare le cronache di narnia? Mah. Lì l’armadio era il passaggio spazio-temporale verso un altro mondo, qui è semplicemente un posto dove nascondersi e spiare.

  4. Se vogliamo parlare di
    Se vogliamo parlare di principi etici e morali, una crociera con moglie ed amante, inserita in un contesto di tette, culi e parolacce, non mi sembra terreno fertile per una buona crescita religiosa.

  5. Vi segnalo un bel libro
    In merito al bellissimo articolo di Carlo Merloni: “Bussola d’oro”: un film di Natale che piace agli atei
    Vi segnalo un libro che merita di essere letto e regalato ai ragazzi per un Natale come si deve:
    si intitola “Feha Gìbuss” dell’autore Ewn Garaban’.
    L’ho comprato a mia figlia e l’ho letto anch’io… Altro che Magisterium fornace di ogni peccato!
    Anche qui c’è un Magistero, ma è la scuola per Angeli Custodi. Davvero, è un libro che merita
    Si essere conosciuto dai giovani, di chiara e lampante inspirazione cattolica… Uno dei pochi libri che ho
    Letto ultimamente di spessore, anche se per ragazzi. Un esempio di letteratura che insegna
    Qualcosa, come il celebre “Cavallo Rosso” di Eugenio Corti… Altro che le “boiate pazzesche”
    Di tal Pullman!!!
    Spero che questa segnalazione vi sia gradita
    Auguri di buon Natale
    Gino

  6. risponde l’autore
    Ringrazio Gino sia per i complimenti che per la segnalazione di Garaban: leggerò quanto prima.
    A Vittoria dico che sono d’accordo con lei sul film di De Sica, ma la mia era solo una provocazione!
    Ad Alessandro e Claudio (ottimo commento, grazie!) dico che il parallelismo “magisterium-chiesa” nel libro è davvero molto più marcato ed evidente che nel film, e credo davvero che questa sia stata l’intenzione dell’autore, ateo e anticlericale dichiarato. Non si tratta di “processi alle intenzioni”, ma anche questa “polvere” così simile al concetto di “peccato” che la chiesa/magisterium vorrebbe estirpare è abbastanza evidente, a parere mio; così come il fare leva sulla “libertà” d’azione della bimba, svincolata da ogni altro criterio che non sia quello del successo personale e dell’io come unico criterio di misura.
    Ad ogni modo, grazie a tutti e buon Natale!
    Carlo

  7. Autore ateo e anticlericale
    Autore ateo e anticlericale dichiarato…è la stessa frase che voi cattolici più o meno riservate agli omosessuali! Viva gli atei e coloro che hanno il coraggio di pensare con la propria testa e soprattutto hanno il cervello per creare una storia che,bella o brutta che sia,gli fa onore. Il film è bello e non ci sono accuse dirette alla chiesa,ma solo un pensiero di un uomo che ha deciso di non essere una pecora. Imparate a rispettare chi non crede in dio e a non pensarvi superiori e in dovere di sputare sentenze su tutti solo perchè varcate il cancello di una chiesa gelida e diseducativa un paio di volte all’anno. buon anno comunque.

  8. La bussola d’oro ancora mi
    La bussola d’oro ancora mi manca, feha gibuss l’ho letto ed è imbarazzante, 400 e rotte pagine senza intreccio, scritte con harry potter in una mano e il signore degli anelli nell’altra.

  9. Autore ateo e anticlericale
    rispondo alle imbarazzanti e buttate alle rifusa frasi di ilaria…
    1 – Philip Pullman non lo definiamo noi “cattolici” Ateo e Anticlericale, LUI stesso si definisce Ateo e Anticlericale
    2 – la prima che spara sentenze sei tu; comincia tu a rispettare chi crede in Dio e a non pensarti superiore a chi ci crede…
    di diseducativo qui c’è solo il tuo atteggiamento.
    buon anno anche te, ovvio.

  10. Ovviamente mi aspettavo una
    Ovviamente mi aspettavo una risposta poco intelligente e infatti è arrivata.. mi rammarica che tu non abbia capito nulla di ciò che ho scritto ma credo che tutti gli altri abbiano colto il mio messaggio. non è carino controbattere con le mie stesse parole non credi? sforzati un attimo e scrivimi qualcosa di un pochino più completo. mi sono pure sforzata di commentare il tuo articolo ma semplicemente per un motivo:perchè,come ha dismostrato ampliamente cluadio,la tua sentenza è totalmente errata in tutti i punti. quello che mi da noia di voi credenti,non tutti ovviamente,è che dovete trovare del marcio in tutto,pensate che la gente atea non abbia altro da fare che inscenare un film tutto contro di voi? non è cosi,philip ha voluto creare una storia inventata e basata sulle sue credenze,un po come era successo nel codice da vinci ma anche li giù polemiche perchè aveva offeso la chiesa. ma spiegami gentilmente,vi sentite cosi attaccati da tutti forse perchè avete dei problemi di coda di paglia? perchè se cosi non è,nessuno vi obbliga a guardare tutti i film “eretici” ,ma sentitevi cmq in obbligo di rispettarli perchè si tratta solo di FANTASIA. Ho cercato di fare un discorso pacato e non offensivo per quanto ho potuto,mi aspetto lo stesso da te se puoi.

  11. Io rispetto chi crede in
    Io rispetto chi crede in dio,te l’assicuro,ho passato l’infanzia in chiesa prima di rendermi conto che non era la mia strada e ho imparato a rispettare tutti. solo non riesco a rispettare chi giudica senza basi,questo mi da davvero fastidio. speravo di poter avere un confronto con te,per questo ti ho scritto quelle cose un po forti,speravo mi rispondessi a tono anzichè offenderti.

  12. Brr che freddo nelle menti
    Il fatto che tu abbia letto, carola, è quantomeno imbarazzante per la stessa affermazione che presenti: se Feha ha una qualità, infatti, è proprio l’intreccio… La prossima volta ricopia meglio da internet il tuo intervento.

  13. In 39 anni di libri ne ho
    In 39 anni di libri ne ho letti parecchi, so cosa è l’intreccio e cosa non lo è. Presentare una carrettata di idee, alcune originali, altre molto meno, e una marea di personaggi, semplicemente in sequenza lineare, affidando poi la spina dorsale del libro al trito e ritrito escamotage del viaggio, NON è intreccio, ma semplice esercizio di scrittura.
    Resta poi comunque seria la dipendenza dai capisaldi del settore che ho citato. Basti un esempio divertente: l’autore, che in una intervista avrebbe dichiarato di non conoscere il SDA e di non aver mai preso in mano un HArry Potter (si, ci crediamo tutti…) verso la fine del libro ha una distrazione: in una scena d’azione, quello che fino a un secondo prima era un “demone”, diventa magicamente un “orco” (ooops, lapsus?), per poi ritornare ad essere un demone due righe più sotto. Strana defaillance, puzza curiosamente di Tolkien lontano un miglio.
    Ripeto, giudizio mio negativo e deluso, c’è ben di meglio se si voglio spendere i propri soldi.

  14. Almeno si può ragionare
    Cara Carola, sono almeno sollevata dal fatto che il libro tu l’abbia letto, perchè molte volte mi sono intestardita a fare discussioni chilometriche su libri, via web, che non erano neppure state letti… Ad ogni modo: alcune delle tue affermazioni, anche se non le condivido, almeno posso ritenerle valide. Anzitutto l’escamotage… insomma, di libri di viaggio ce ne sono a milioni; non capisco perchè dovrebbe essere un escamotage. Allora anche di telefilm basati sul college e sulla scuola che ne sono a centinaia, eppure non mi pare che Harry Potter sia stato mai accusato di utilizzare il solito escamotage degli adolesdenti a scuola… Che il libro abbia chiari riferimenti a Harry Potter, ISDA e altri sono daccordo; anche se, a vederla tutta, i libri che si ispirano a ISDA sono a migliaia e migliaia, in pratica ogni fantasy di genere epico (la celeberrima saga di Shannara ne sembra una fotocopia, eppure è davvero bella) Un intervista all’autore mi pare di averla letta qalche tempo fa, anche se non la ricordo bene, ad ogni modo mi sembrava di ricordare che dei libri citati aveva risposto che non aveva letto i libri ma visto i film. Per l’Orco… nel libro non si parla mai di orchi, ma di Angeli Custodi, Arcangeli e Demoni… A volte sono chiamati diavoli o legionari, o signori oscuri o via dicendo… mi sembra che siano tutti utilizzati in termine di sinonimo; il collegamento che fai mi pare molto tirato per i capelli, perchè anche l’Ultimo Orco della Mari allora sarebbe una citazioni in prima pagina. Poi, intendiamoci, se il libro non ti piace rispetto il tuo parere; a me invece è piaciuto, sicuramente ISDA è per un pubblico più adulto, mentre Feha Gìbuss mi pare più indirizzato a un pubblico più giovane. Ciao Mirella (ps… mi sa che una defaillance l’hai fatta anche te… sei delusa o deluso? Carola o Carlo? 🙂 ciao

  15. Non sono per niente daccordo
    Mi riferisco soprattutto all’intervento di Carlo e alle contestazioni (anche di altri) sui riferimenti del Magisterum alla Chiesa. Sono credente, come tanti altri lettori di Pullman, ma questo non toglie che io abbia potuto trovare il libro uno dei più bei romanzi fantasy che abbia mai letto. Certo, l’autore è ateo, e con questo? Se davvero siete infastiditi dall’esplicito riferimento di Philip significa che avete davvero (come dice Ilaria) qualche problema di coscienza. Personalmente trovo interessantissimo capire perchè una persona reputi la religione cristiana in un certo modo, poiché può aiutare ad allargare la mente. Se sono convinta di ciò che penso, perchè mai dovrebbe darmi fastidio l’idea di un altro? Ho aspettato molto questo film, da quando facevo le medie, eppure durante tutto questo tempo non mi sono venute crisi di identità religiosa o altro…per i bambini non vedo nulla di male nel portarlo a vedere, poiché sono troppo piccoli per capire i messaggi allegorici e nel caso che riescano a recepirli, confido che i genitori riescano a trovare risposte logiche ed esaurienti che riescano a spiegare al bimbo la situazione non sotto il punto di vista religioso (“no! sono tutti bugiardi!credi nella chiesa che fai bene!”…mi fa venire i brividi pensare che esistano davvero persone così) ma sotto il punto di vista razionale, ovvero che ci sono persone che la pensano differentemente dai cristiani ma che non per questo debbano essere bugiardi o che abbiano in progetto l’imminente distruzione della fede cristiana tramite un libro. Un libro FANTASY che si limita ad esprimere la sua opinione e una descrizione seicentesca di una Oxford antica, anche perchè non mi sembra che in quella di Will (parlo per chi ha già letto “la lama sottile” e “il cannocchiale d’ambra”: Will abita nel mondo nostro, contemporaneo) la chiesa spunti fuori e cominci ad uccidere bimbi con addosso il peccato originale. Consiglio di leggerli tutti e tre i libri, poichè non è possibile dare un giudizio su un terzo dell’opera. Pullman espone le sue teorie così come noi siamo liberi di commentare le sue idee. Ma non trovo per niente giusto insultare le sue opere e criticarlo, solo per aver osato dire a tutti come la pensa. Se davvero ce la si prende a male per questo primo film, credo allora che nel terzo ( spero davvero che si realizzi) molti addirittura sverranno per l’affronto subito, anche perchè si toccherà un argomento abbastanza forte e delicato.Spero di non essere risultata troppo presuntuosa ma non riesco a trovare altri termini per esprimere il concetto. Amo e amerò sempre Pullman, per come mi rapisce mentre narra e per come mi fa viaggiare, così come mi è piaciuto questo film, che è riuscito a non urtare troppo la stragrande maggioranza di popolazione cristiana velando il ruolo del Magisterum (ammettiamolo: se il messaggio fosse stato esplicito ci si sarebbe lamentati comunque) e tuttavia imprimendo parti fondamentali del racconto anche se fallendo nel catturare completamente la magia del romanzo.
    Un augurio di Buon Natale e felice Anno a tutti!

    Kaira Feensani

  16. La bussola non funziona
    Se posso intervenire nella discussione; Io il film della bussola d’oro non l’ho visto; ma ho letto il libro… E chi mi viene a dire che non c’è intento intenzionalmente ostile nei confronti della religione è in malafede. Se poi la storia vi appassiona, bene, ma la sostanza non cambia. Sul libro citato in seguito non lo conosco, ma dato che parla di Angeli credo proprio che gli darò una occhiata.
    Ernesto

  17. caro ernesto
    io non ho notato questo attacco alla chiesa,ma anche fosse cosi,non nega il fatto che ognuno è libero di dire,NEL PROPRIO FILM,ciò che vuole fino in fondo e senza limiti. Quando farai un film tu,dirai un po cosa ti pare. Credo che su queso non ci sia nemmeno bisogno di discutere.

  18. Si ma permetti che io possa
    Si ma permetti che io possa dire, appunto, quello che mi pare sull’opera? O non posso?!!!?!
    Devo per forza dire che non attacca la religione e che è un capolavoro??????

  19. “[…]è davvero stucchevole
    “[…]è davvero stucchevole il modo col quale viene raffigurato questo “Magisterium” (la Chiesa Cattolica) che vorrebbe eliminare dal mondo la “polvere” (il peccato originale) negando sostanzialmente agli uomini il libero arbitrio intervenendo sui bambini, prima che si corrodano definitivamente con la pubertà.”
    Ed è proprio quello che la Chiesa fa con il battesimo e gli altri sacramenti a seguire: prenderli da piccoli per averli in pugno da grandi.
    Fortunatamente al mondo c’è ancora gente come Pullman che non ha le fette di prosciutto sugli occhi e fa notare questo abuso di minore. E’ abuso mentale, sì, ma forse è anche peggio di quello fisico.

  20. è molto stucchevole
    si hai ragione, davvero molto peggio dello sterminio sistematico, dell’eugenetica, della soppressione metodica e scientifica e criminale dell’aborto che persone come te e Pullmann avvallano.

  21. Strano…
    Confesso di aver visto il film e non era particolarmente eccezionale.Però straaanoooo che la chiesa ha spesso la coda di paglia.Come è successo per il codice da vinci, dicendo che è solo un libro di fantasia ma preoccupandosene lo stesso.

  22. Concordo sul fatto che il
    Concordo sul fatto che il film, nonostante sia stato realizzato molto bene, non sia un capolavoro… però il libro mi è piaciuto davvero tantissimo. Secondo me tutti e tre i romanzi di “Queste oscure materie” (La bussola d’oro in primis) sono molto al di sopra dei citati “Cronache di Narnia” o “Signore degli Anelli” e alla pari di capolavori come “Harry Potter e i doni della morte”, per restare a tema fantasy. Sicuramente poi tutto quello che Pullman ha messo nel suo libro ha un significato, lui stesso ha detto che “il fantastico non deve essere fine a se stesso, ma sostenere il realismo”, e negli altri due libri della trilogia critica molto più apertamente la chiesa mettendo in campo anche il papa prima e poi Dio stesso. Comunque sono contento che ci abbiano fatto un bel film, a breve uscirà anche una serie tv e a Ottobre Pullman pubblica il primo libro di una nuova trilogia collegata: The book of dust…

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