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Cade l’amministrazione a Venafro, prime mosse nello scacchiere di centrodestra

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La partita a scacchi nel Pdl molisano è iniziata. La prima pedina è stata mossa a Venafro, con le dimissioni di undici consiglieri e la conseguente fine dell’amministrazione comunale targata Nicandro Cotugno. Una dipartita che era nell’aria ormai da tempo ma che ha subito una forte accelerazione subito dopo l’esito delle elezioni di Isernia, con la vittoria del candidato sindaco di centrosinistra Ugo De Vivo. Nel mezzo, infatti, lo sfogo dell’assessore regionale e ormai ex vice coordinatore del Pdl molisano, Filoteo Di Sandro, che nemmeno 24 ore dal termine del ballottaggio, di fatto, si è tirato fuori dal partito perché "non più in linea con metodi e programmi".

E non è un caso che la crisi a Venafro sia stata provocata dai consiglieri comunali vicini al politico di Colli a Volturno. Qualche mese fa risultava difficile comprendere il motivo per cui i vari Raimondo Santilli e Marco Valvona (nel direttivo provinciale del Pdl) avessero deciso di osteggiare l’operato del sindaco Cotugno, chiedendo le dimissioni immediate del primo cittadino. Una bocciatura a livello amministrativo? Niente di tutto ciò, pare. In realtà, la schermaglia interna al Pdl era già nel vivo.

Una manovra, la loro, studiata nei minimi dettagli. Bisognava solo attendere il momento ‘migliore’ per uscire allo scoperto. Ovvero le dichiarazioni dell’assessore regionale all’indomani della sconfitta patita ad Isernia. Una sorta di segnale alle sue truppe per cominciare a fare terra bruciata.

Venafro, dunque, come banco di prova per progetti ben più ambiziosi: conquistare la leadership del centrodestra molisano. E la cittadina si prestava al meglio per nuovi esperimenti, considerata la situazione politica venutasi a creare in questi ultimi anni. Nicandro Cotugno non ha mai nascosto la sua vicinanza al presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Ma Venafro è anche terra (e bacino di voti) di un altro leader del Pdl, l’europarlamentare Aldo Patriciello. Nelle Amministrative quest’ultimo aveva deciso di scendere in campo con un movimento civico (Il Patto), contrapposto a quello del Pdl, e che fino a qualche giorno fa ha occupato i banchi dell’opposizione. Scelta figlia dei malumori tra i due esponenti del centrodestra, assopiti solo in tempi recenti. Un terreno fertile per Di Sandro e i suoi per sferrare il primo affondo.

Viene da chiedersi: ma con Iorio e Patriciello di nuovo uniti quanto potrà influire, in termini politici, lo tsunami generato dall’assessore regionale? E quanto è stato opportuno far saltare il banco? Mentre a livello nazionale, infatti, viene ribadita l’importanza degli enti locali per dare respiro ai territori in crisi, a palazzo Cimorelli fa il suo ingresso il vice prefetto Erminia Ocello che svolgerà il ruolo di commissario fino ad Aprile 2013. Quasi un anno senza amministrazione.

Ora si attendono le mosse future. Nello scacchiere molisano dopo la torre (Venafro) entra in gioco la Regina, ovvero la Provincia di Isernia. Mazzuto già dalla prossima settimana dovrà fare i conti con il gruppo che fa riferimento all’ex presidente Raffaele Mauro (Fli), attualmente in maggioranza ma che già ha manifestato segnali di rottura con l’esecutivo. Anche all’ente di Via Berta, inoltre, non mancano gli esponenti vicini a Di Sandro. Se questi ultimi anche qui dovessero utilizzare la stessa tattica adottata a Venafro, Mazzuto avrà poco margine di manovra.

Stesso discorso vale per il Comune di Isernia dove i quattro consiglieri di Alleanza per il Molise (movimento creato e promosso dall’assessore regionale) potrebbero diventare una mina vagante da utilizzare al momento opportuno.

Tre scenari diversi, lo stesso obiettivo: il vertice molisano del centrodestra. Ma Di Sandro dovrà vedersela con pretendenti di non poco conto. Iorio, in primis, che però da governatore sa anche che in questo momento le priorità sarebbero ben altre rispetto alle lotte di potere: ad esempio, continuare a governare laddove si è stati eletti e cercare di predisporre gli strumenti per far sì che il Molise possa superare presto la crisi. Tutti quanti, nessuno escluso, farebbero bene a ricordarsene.

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