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Camusso e Angeletti perplessi su rifinanziamento CIG

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E' insoddisfatta dal decreto di rifinanziamento della cassa integrazione, il segretario della CGIL Susanna Camusso. Critica la scelta del governo Letta di "prendere i fondi dal lavoro" sottraendoli "da altre fonti in questo momento essenziali" e contesta "l'idea che il lavoro continua a suddividere sempre le stesse risorse, mentre avrebbe bisogno di investimenti". Certo che i sindacati non si accontentano mai.

La cassa integrazione serve anche se in Italia continua a crescere e spesso per certe aziende o settori decotti è semplicemente un paravento per evitare la chiusura e i licenziamenti, altro che rilancio dell'impresa in attesa di tempi migliori. Quando Camusso parla di "lavoro che continua a suddividere sempre le stesse riforme" si riferisce ad alcune voci di rifinanziamento della CIG. Anche Angeletti non ci sta: "Sono soldi dei lavoratori, dagli incentivi ai premi aziendali".

Si tratta infatti dei 250 milioni presi dal fondo per gli sgravi contributivi ai contratti di secondo livello (da reintegrare e che comunque non sarebbero stati usati nel 2013) e di 246 milioni destinati alla formazione professionale. Il resto viene dalla riprogrammazione dei fondi europei e altre voci. Ebbene almeno sulla formazione professionale ci permettiamo di dissentire dal segretario Camusso. Negli ultimi anni questo settore si è trasformato in una voce di spesa para-assistenziale, con corsi improbabili e un mercato di docenti e società erogatrici che non sempre brilla per trasparenza. Certe volte sarebbe meglio "suddividerle", le risorse a disposizione.

 

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