Cannabis legale, ecco perché quell’emendamento è inammissibile

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Nel 2006, Ministro per i rapporti con il Parlamento del Governo Berlusconi con delega alle tossicodipendenze, riuscii a far approvare dal Parlamento la legge Fini-Giovanardi che innovava la normativa in tema di contrasto allo spaccio delle sostanze, non facendo distinzione tra droghe  pesanti o cosiddette leggere.

Il testo, che era stato discusso per due anni dalle Commissioni congiunte giustizia e salute del Senato, venne inserito come emendamento nella conversione di un decreto legge in materia di Olimpiadi Invernali e reati legati alla tossicodipendenza, approvato da Camera e Senato con il voto di fiducia.
Ma nel 2014 La Corte Costituzionale, relatrice Marta Cartabia, annullò le nuove norme con una innovazione giurisprudenziale secondo la quale nella legge di conversione dei decreti possono essere aggiunte soltanto norme strettamente collegate al testo originario del Decreto, nulla contando che quelle norme fossero state discusse, approfondite e approvate dalla Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze di Palermo oltre che dalle Commissioni parlamentari competenti per materia del Senato.
Giovedì 12 dicembre nell’ambito della discussione della legge finanziaria, il movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio ha fatto passare, con un colpo di mano, un emendamento che legalizza la vendita della cannabis light, contraddicendo la recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione e soprattutto il parere dell’Istituto Superiore di Sanità sul danno alla salute che può provocare l’uso di cannabis anche con thc inferiore allo 0, 5 per cento.
L’emendamento approvato è pertanto chiaramente inammissibile, contrario ai principi di legalità fissati dalla Corte Costituzionale e nel merito irresponsabile, sottratto alla discussione delle Commissioni competenti per materia per tutelare questioni di ordine e sanità pubblica.
Mi aspetto che la Presidenza del Senato tenga conto di tutti questi elementi per espungere una norma frutto di una inaccettabile forzatura che nulla ha a che fare con la Legge Finanziaria.
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