Cannes taglia il nastro, dando un calcio alla crisi economica

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Cannes taglia il nastro, dando un calcio alla crisi economica

11 Maggio 2011

Il tappeto rosso è srotolato ai piedi della Montee des Marches, il porto è affollato di imbarcazioni, i fotografi già schierati. Carlà o non Carlà, la 64esima edizione del Festival di Cannes, tra attesa, speranze e déjà vu apre i battenti, promettendo di far dimenticare la deludente edizione del 2010, fiaccata dalla crisi economica.

A tagliare il nastro della kermesse cinematografica très chic è proprio l’indiscusso genio di cinismo e ironia Woody Allen che, orfano sulla croisette della première dame prestata al cinema (per due minuti e mezzo, meno male solo due) presenterà Midnight in Paris, film fuori concorso, già acclamatissimo dalla stampa.

Quest’anno la macchina è ripartita con vigore e la presenza in cartellone di molte pellicole attese e di una lista fitta di nomi celebri ne è la riprova, in barba alla recessione. Da Lars Von Trier che – dopo i fischi e le contestazioni del suo horror psicologico Antichrist torna con l’apocalittico Melancholia, un film di fantascienza in cui gli effetti speciali si uniscono al dato psichico, a Tree Of Life dell’ “invisibile” del cinema americano, Terrence Malick. Dagli habitué della Palma, come i fratelli Dardenne con Le gamin au velo, al maestro spagnolo Pedro Almodóvar, tornato dietro la macchina da presa per dirigere l’inquietante La piel que habito. O, ancora, ad Alain Cavalier che esplora, insieme all’attore Vincent Lindon, i confini tra realtà e messa in scena cinematografica. Tutto fa presagire un festival con i fiocchi.

Di certo non passeranno inosservati il blockbusterone I pirati dei Caraibi 4 – Oltre i confini del mare, in cui Johnny Depp torna nei panni del corsaro Jack Sparrow che in questo episodio dovrà accontentarsi della sola Cruz, in mancanza della Knightley e Kung Fu Panda 2, se non altro per il cast stellare che lo lancerà (Angelina Jolie, Jack Black, Dustin Hoffman).

Cannes 2011 sarà un festival speciale soprattutto per il cinema nostrano con la presenza di Moretti e il suo contestatissimo Habemus Papam e con l’ultima fatica di Paolo Sorrentino This Must Be the Place, in cui Sean Penn veste i panni dark di una ex rockstar irlandese di mezza età, che parte alla volta degli Stati Uniti per vendicare un torto subito tanti anni prima dal padre.

Ma lo sarà soprattutto perché, con grande stile, la kermesse si apre con la Palma d’Oro alla carriera al regista Bernardo Bertolucci, consegnata dalle mani di De Niro, sua vecchia conoscenza dei tempi di Novecento. In cerca di attori e in piena pre-produzione per Io e te, tratto da un romanzo di Ammanniti, Bertolucci conferma che le riprese dovrebbero iniziare ad ottobre e che magari il film sarà pronto per il prossimo Cannes.

A chi dedicherà il premio il mostro sacro del nostro cinema? Neanche a dirlo, “all’Italia, agli italiani, a quegli italiani che sanno ancora resistere, criticare, indignarsi per lo stato di tremenda anestesia in cui versa il nostro paese, addormentato quotidianamente dalle tv”. I riflettori sono accesi, i cinefili inizino a sfregarsi le mani. Quello del 2011 sarà un festival sicuramente non all’insegna del pauperismo.