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Cardinal Bertone, un anno con il Papa

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Il cardinale Tarcisio Bertone, giunto oggi a Lorenzago di Cadore per incontrare il Papa in vacanza, terrà nel pomeriggio una conferenza per raccontare il suo primo anno da segretario di Stato Vaticano e tracciare gli scenari per il futuro.

Il cardinal Bertone, 63enne, è stato suo braccio destro di Ratzinger quando ancora era prefetto della congregazione per la Dottrina della fede.

Ratzinger e Bertone insieme hanno trattato tempi di elevata importanza per la chiesa. Tra i tanti si ricordino, in particolare, i segreti di Fatima, i contatti con i lefebvriani e l'affaire Milingo. Tra i due uomini, quindi, c’è sempre stato un solido rapporto, che si è rafforzato quando Benedetto XVI lo ha chiamato a guidare da Roma la diplomazia della Santa Sede e governare la Chiesa cattolica mondiale.  A far presagire l’imminenza di quella nomina, allora, fu proprio una visita del cardinale durante le vacanze del papa, due anni fa in Valle d’Aosta.

Di Bertone non è passata inosservata all’opinione pubblica la sua grande efficienza, la sua apertura alle domande dei giornalisti, al confronto diretto con l'establishment politico, culturale e finanziario. Proprio per questo Benedetto XVI lo scorso quattro aprile lo ha incaricato anche Camerlengo di Santa Romana Chiesa, per amministrare i beni temporali della Chiesa quando il pontefice è in viaggio o assente. Ma, cosa ancora più importante, lo ha chiamato a presiedere il periodo della cosiddetta Sede vacante che passa tra la morte di un Papa e la morte del suo successore.

Le difficoltà che Bertone ha incontrato sono state dovute soprattutto alle vigorose proteste del mondo musulmano sul discorso che il Papa aveva tenuto solo pochi giorni prima del suo incarico, il 12 settembre, all'università bavarese di Ratisbona.

Il cardinale infatti affiancò Benedetto XVI in quel difficile frangente. Il Papa espresse rapidamente il suo dispiacere per l’equivoco, con un intervento pubblico. Convocò dunque gli ambasciatori arabi a Castel Gandolfo per rettificare il suo pensiero. Successivamente il Papa ha nominato il cardinale Jean-Louis Tauran presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, restituendo cosí autonomia (come aveva preannunciato Bertone) ad un dicastero vaticano che solo poco prima accorpato al pontificio consiglio per la Cultura.

L'altra grande crisi di Bertone in questi mesi è rappresentata dal caso dell'arcivescovo di Varsavia. Il candidato, Stanislaw Wielgus,  la cui immagine era oscurata dall’aver collaborato con la polizia segreta del regime comunista. Nonostante questo il Papa gli riconfermò la sua fiducia il 21 dicembre.

Ma, pochi giorni dopo quell’episodio, il sei gennaio, data dell'insediamento, monsignor Wielgus si dimise perché in Vaticano erano arrivati dossier dettagliati sul suo passato. La questione controversa fu archiviata dopo due mesi con la nomina di monsignor Kazimierz Nycz.

A questa serie di episodi segue la presentazione di un libro del senatore Luigi Bobba sui cattolici in politica, e quella di un volume su Pio XII, del vaticanista Andrea Tornielli, a inizio giugno; un viaggio in Polonia sulle orme di Wojtyla; e,quest'estate, viaggi in varie diocesi italiane e celebrazioni in numerose chiese. Quindi, il cardinal Bertone è da sempre stato protagonista sula vita pubblica italiana e internazionale. Ha infatti anche accompagnato il Papa nelle visite apostoliche in Turchia e in Brasile .

Si ricordi poi  l’incontro, a inizio anno, presso la Santa Sede, tra il cardinale, Ruini (allora presidente uscente Cei), il premier Prodi e il capo della stato Napolitano. Fu quella l’occasione in cui si riconfermò il buono stato dei rapporti tra Chiesa cattolica e Italia. Da lì a breve però, esplode la discussione sul controverso disegno di legge sulle coppie di fatto: i famosi Dico. Questo portò ad incrinare duramente le relazioni tra Cei e centrosinistra italiano. Infatti molte furono le iniziative effettuate dalla cei per contrastare i dico; una per tutte il Family Day (12 giugno 2007).

Intanto il Papa nominava il nuovo presidente Cei: monsignor Angelo Bagnasco, che aveva succeduto Bertone nell’arcidiocesi di Geneva. Bagnasco fu coinvolto nelle contestazioni sui Dico e per questo rimase vittima di scritte ingiuriose e minacce. Data la situazione fu proprio il braccio destro di Ratzinger a cercare di placare le acque diplomaticamente, con una lettera che assicurava a Bagnasco “cordiale collaborazione”, invitando però la Cei a rispettare a pieno “l’impegno pastorale”.

Da allora la squadra di collaboratori del cardinal Bertone si è modificata ancora, grazie ad altre nuove nomine del Papa. Tra le iniziative intraprese si ricordano in particolare la lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi, che cerca di riaprire il dialogo. Segue poi la recente pubblicazione di un Motu proprio sul messale pre-conciliare, che avrebbe permesso un riavvicinamento degli scismatici lefebvriani.  Infine, la più recente iniziativa è il documento della congregazione per la Dottrina della fede sulla salvezza, pubblicato la settimana scorsa, che ribadisce una concezione della Chiesa cattolica poco gradita a protestanti ed ortodossi. Un'occasione per testare i rapporti ecumenici alla quale il cardinal Bertone si sta preparando e che verrà effettuata a breve.

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1 COMMENT

  1. Mons Milingo e Roma
    Ritengo ingiusto e senza senso né logico, né spirituale negare al sacerdote di sposarsi anche perchè “Il matrimonio” è un sacramento come tutti gli altri sette, con le stesso valore non essendo un sacramento di serie “B”. Mentre il “celibato” per quanto la chiesa di Roma lo sancisce perentoriamente e ciò nonostante i buoni fini reclamizzati, non è affatto un sacramento. Forse per superbia si vuole mettere sullo stesso piano Gesù e quanti seppure con vacazione sentono di seguire il Maestro. Nessun servo può essere di più del suo Signore. Poi si è dimenticato la dimensione del sacramento del matrimonio e della verginità che può e deve esserci anche tra tutti coloro che hanno contratto matrimonio. Gesù stesso ha scelto tra i suoi apostoli gente sposata e gente libera che per propria scelta decide di vivere il celibato. Lo stesso San Paolo afferma che deve essere una scelta libera e che il sacerdote pensi di guidare la Chiesa di Cristo come è capace di guidare la propria famiglia. Quindi la chiesa deve aprirsi, è un suo peculiare dovere a questa realtà come qualcosa di positivo, di giusto e di buono. La Chiesa ha bisogno di preti santi e capaci e la santità viene certamente anche da persone sposate e non soltanto dal clero celibe. Vi è stato nei secoli moltissimo clericalismo che ha saputo instillare nei cuori dei fedeli solo questi valori errati. Se gli stessi sacerdoti non si fidano di Dio che opera sempre e comunque, dare loro stessi l’esempio che una famiglia buona e santa possa esistere, al di là di tante bestialità ed errori oggi nel mondo, i fedeli, la gente comune dove può prendere esempio? Mons. Milingo ha fatto qualche errore di valutazione e di metodo, ma è un uomo come tutti, può sbagliare, ma se la chiesa di Roma si chiude a riccio, non comprende le sue scelte, non mette riparo a quanto ha dato inizio offrendo il suo lato pulito e sano la questione non solo non ha soluzioni, ma si inaspriscono gli animi non solo dei sacerdoti, ma anche dei fedeli e la chiesa è qui per guidare l’umanità alla salvezza a Cristo, questo è il suo scopo principale. Concedere il matrimonio ai sacerdoti è cosa buona qui e ora nel terzo millennio dove non esistono più valori, né educazione, né famiglia. La società ha bisogno di evidenze, di persone che danno l’esempio con la propria vita in dignità e correttezza. Ciò detto, non ha senso la scomunica comminata a Mons. Milingo, bisogna prendere provvedimenti urgenti e non lasciare che le cose dormono e chissà quando risolverle. E’ più opportuno, per i nostri tempi, avere chiese piene di fedeli perché quando si va in chiesa si riesca a trovare sacerdoti disponibili per la confessione, sacerdoti che cercano le pecorelle smarrite, non impiegati che aprono la chiesa alle ore prestabilite con orari rigorosissimi in contrasto con le esigenze della gente. La chiesa di Roma faccia ammenda dei cattivi semi sparsi nei secoli e ritorni allo splendore dei primi secoli. Meno casta, meno sfarzo, più vicino alle anime da salvare. E’ questo che certamente vuole Cristo e quando Egli verrà certamente vuole il resoconto di quante anime sono state salvate, e non di quante scomuniche è stata capace di infliggere per giunta senza giusta causa. Svegliatevi forse c’è ancora tempo per riparare gli errori fatti nei secoli per proprio dominio politico e poca fede e fedeltà a Gesù Cristo.

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