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Cardinale Ruini: Bene Bagnasco, su unioni civili impedire derive

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La Cei ha preso posizione con durezza contro la legge sulle unioni civili. Nel corso della 69esima assemblea della Conferenza episcopale italiana, il presidente Angelo Bagnasco ha criticato con forza la legge Renzi-Alfano, spiegando nella sua relazione che "non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze - già per altro previste dall'ordinamento giuridico - ma a schemi ideologici".

Secondo Bagnasco "la recente approvazione della legge sulle Unioni civili sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia, anche se si afferma che sono cose diverse: in realtà, le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale - così già si dice pubblicamente - compresa anche la pratica dell'utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà".

Ieri, in una intervista sul Corriere della Sera, il Cardinale Ruini ha aggiunto: "Bisognerebbe cambiare alcuni punti" della legge sulle unioni civili "o almeno integrarla con altre norme che impediscano le derive peggiori. Giuristi di grande competenza hanno formulato varie proposte, ma serviranno a poco se non c'è la volontà politica di approvarle".

"Il cardinale Bagnasco ha ha detto una parola di verità, che fa luce su varie illusioni e anche mistificazioni", ha detto Ruini.

Una presa di posizione politica, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi dei parlamentari che hanno promosso il comitato per il referendum contro la legge sulle unioni civili, si registra intanto dal capogruppo di Forza Italia, Brunetta.

 "Il secco giudizio del presidente dei vescovi italiani, cardinal Angelo Bagnasco, sulla Cirinnà ci fa piacere notare coincida e autorevolmente rafforzi le argomentazioni che Forza Italia, laicamente, ha usato in questi mesi contro questa cattiva legge sulle unioni civili", dice Brunetta.

"I gruppi parlamentari azzurri si sono infatti espressi unitariamente dicendo 'no' all'equiparazione delle unioni civili al matrimonio, 'no' all'utero in affitto, 'no' all'adozione del figliastro (stepchild adoption) comunque mascherata. Ma nello stesso tempo dicendo 'sì' al riconoscimento delle unioni omosessuali comportanti diritti e doveri, ma senza distrarre risorse che devono essere destinate alla famiglia costituzionalmente intesa (art. 29 della nostra Carta fondamentale)".

"Che la Conferenza episcopale italiana, per bocca del suo presidente, ritenga negativa quella legge - ha detto Brunetta - rende ancora più evidente la spaccatura che Renzi e la sua maggioranza hanno voluto infliggere al popolo italiano, rifiutando la discussione di qualsiasi emendamento. Deve colpire tutti e imporre una riflessione anche il fatto che papa Francesco ha espresso perentoriamente il dovere di tutelare l'obiezione di coscienza per sindaci o funzionari che si rifiutassero di celebrare riti contro il loro intimo sentire".

 

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