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Caro Berlusconi, la Napoli sana e produttiva ha bisogno di lei

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Esiste una Napoli non camorristica né fatta di intellettuali “rinascimentali”, di lustrascarpe dei potenti, di professionisti all’assalto delle casse pubbliche, di infingardi accomodanti, che reclamano oggi come ieri, l’intervento dello Stato per risolvere le eterne emergenze, che essi stessi hanno contribuito a creare? Risposta: esiste. E’ la Napoli produttiva, di coloro che ogni giorno tirano la carretta in silenzio, senza piagnucolare, con l’orgoglio e la dignità del meridionale laborioso.

Da questa Napoli, forse oggi diventata minoritaria, dopo un quindicennio di corruzione morale e di sperpero del pubblico denaro, Berlusconi dovrebbe partire per la sua campagna elettorale nel Sud, come ha ben richiesto Giancarlo Loquenzi.

Il leader del Popolo delle Libertà dimostri che vi è un Sud su cui fare affidamento, per combattere l’inquinamento materiale e morale. Quindi: niente immagini orrifiche dei cumuli di spazzatura, che mortificano i napoletani laboriosi, niente lamentele sulla camorra e i tanti poteri pubblici che ne sono sodali. Basta con la questione morale, nel modo con cui la sinistra l’ha denunciata per due decenni, finendola, per le vuote parole e le folcloristiche fiaccolate, per alimentarla.

La nuova questione morale sta prima di tutto nella valorizzazione delle forse sane, fino ad oggi trascurate ed umiliate; nella dimostrazione che queste forze non solo esistono, ma anche son capaci di protagonismo. Non un protagonismo gridato davanti alle telecamere, ma un protagonismo silenzioso e consapevole, quello del voto.

Per questo, attenzione: Berlusconi parta dalle realtà produttive napoletane ignorate, le chiami a raccolta, ma faccia fino in fondo l’opera che gli è richiesta. Faccia, cioè, un’attenta verifica delle liste elettorali del Popolo della Libertà nel napoletano. Quanti collusi, doppiogiochisti, bassoliniani de facto vi potranno essere inclusi? Non illudiamoci: il governo de ‘O Imperatore è passato anche dall’acquiscienza di parti dell’opposizione, attraverso le tecniche collaudate del “silenzio/assenso”.

 Il richiamo di Berlusconi “Napoli, rialzati!” dovrà indirizzarsi a coloro che hanno subìto il giogo della camorra e della corruzione politica, e non a quanti lo hanno allegramente accolto e indossato per oltre un decennio.

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