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Paolo e Diego

Caro Diego, è vero che il clima politico è strano ma non esistono complotti

Caro Paolo,

mi verrebbe da dire “a pensare male si fa peccato, ma ci si prende”. Tanti segnali. Unendo i puntini sembrerebbe venire fuori proprio la parola complotto. Poi però, a bocce ferme, mi sento di dire che si tratta di eventi separati seppur figli dello stesso clima. Ecco il dossier:

Fatto 1: tentativi minatori alla credibilità del premier. Frequenza: alta. Sospetti (anzi, certezze): molti, da entrambi gli schieramenti politici. Inizio manovra: 1994. Livello pericolo: basso.

Insomma ci sono sempre stati. Gli anti-berlusconiani hanno spiccato per la loro perseveranza, con più o meno clamore, si sono fatti sentire costantemente. Nei momenti in cui Berlusconi era in difficoltà per abbatterlo definitivamente. Nei momenti, come questo, in cui è forte, gode di ampio consenso e sembra immortale. Sono preoccupati e cercano di “battere” sugli aspetti antidemocratici del “regime” e sui lati bui dell’uomo e dell’imprenditore. Per me la loro presenza è addirittura un bene. Sembra proprio che non hanno niente da proporre se si attaccano sempre alle stesse cose. Fanno perdere molta credibilità a sinistra.

Fatto 2: infatuazione biunivoca fra il presidente Fini e la sinistra. Inizio manovra: elezione a presidente della Camera. Livello pericolo: alto.

Forse per portare a termine un progetto politico ambizioso e complicatissimo, quello di rendere quella post-fascista un’ideologia democratica come un’altra agli occhi di tutti ed accettata da tutte le parti politiche. Forse perché inizia a pensare che sia meglio cambiare aria facendosi amici anche altri schieramenti, visto che da questa parte c’è l’"highlander" di cui sarebbe stato solamente il delfino a vita e mai il successore. O forse perché ha cambiato idee o semplicemente sente il peso della carica che ricopre. Ma mi risulta difficile pensare che questo sia lo stesso Fini che abbia militato nell’ M.S.I e che abbia preso il posto di Almirante.

Ora il Presidente della Camera incarna le sembianze di un uomo di centro, niente di più, niente di meno. Si sta trasformando in un commentatore politico più che in un attore. Insomma sta lavorando per sé, questa è l’impressione. Sembra che voglia diventare il punto di riferimento della politica italiana, non a livello decisionale, ma a livello di “credibilità”. Un suo parere, quasi come quello del Presidente della Repubblica , ormai è diventato legge.  A questo punto è chiaro perché è così stimato da tutti, un po’ perché non fa che dire cose scontatamente apprezzabili da tutti, un po’ perché comunque si sta allontanando dalla sfera berlusconiana. E alla sinistra chiaramente questo piace.

Questo rapporto mi preoccupa. Sia per la sinistra che può usarlo come cuneo per sgretolare la fiducia del governo, sia per Fini stesso, che sì, è sempre stato leale, ma chissà se si farebbe scrupoli a fare quanto possibile se gli venisse offerta la premiership di una coalizione, come quella di centro, con Casini, col quale tra l’altro sta andando molto d’accordo? O il posto di comando di un governo istituzionale come ha proposto Rutelli, occasione ghiottissima per dimostrare oramai di essere pronto per il grande passo al Quirinale?

Fatto 3: Lodo Mondadori. Di questo non parlo. Insomma è una sentenza. Cosa posso dire? Non penso sia influenzata dal clima politico.

Paolo, per me è una coincidenza forzata, vista la frequenza dei fatti 1 e 2 negli ultimi anni. Per forza di cose si accavallano. Certo è che il clima è strano. E bisogna tenersi stretti chi è stato altrettanto ambiguo fino ad ora per evitare sorprese…

P.S. Attenzione: il file si autodistruggerà entro 20 secondi…

 

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