Home News Caro Diego, non ci sto al “meglio poco ma per tutti”: punto sulle mie capacità

Paolo e Diego

Caro Diego, non ci sto al “meglio poco ma per tutti”: punto sulle mie capacità

Caro Diego,

forse tra qualche anno, quando sarò più competente, mi vergognerò di quello che sto per scrivere. Tuttavia mi piace rischiare.

Pochi giorni fa ho visto il film “A beautiful mind”. Un film ispirato alla vita di John Nash, grande matematico ed economista statunitense ancora in vita, premio Nobel per l’economia del 1994. Un personaggio di tale fascino non poteva che ispirare un film strepitoso.

Non so se sia vera o meno la situazione in cui il nostro protagonista ha l’intuizione che lo porterà a formulare l’equilibrio di Nash, ad ogni modo rende bene l’idea di quello che è effettivamente: "l’insieme di scelte tali che le scelte di ciascun giocatore risultano ottime date quelle degli altri giocatori".

Nash e compagni sono al bar, entra una bella bionda accompagnata da amiche un po’ meno belle, gli  amici la notano e iniziano a fare degli apprezzamenti con l’intenzione di dare il via alla competizione che porterà solo uno di loro al trofeo dai biondi capelli. A questo punto interviene Nash: “Adam Smith va rivisto. Se tutti noi ci proviamo con la bionda, ci ostacoliamo a vicenda e nessuno di noi se la prenderà. Così ci proveremo con le amiche che però ci rifiuteranno perché a nessuno piace essere un ripiego. Mentre se noi lasciamo perdere la bionda fin dall’inizio e ci proviamo subito con le amiche, ognuno di noi otterrà ciò che vuole. E’ l’unico modo che abbiamo per vincere insieme. E’ l’unico modo che abbiamo per scopare tutti quanti! Secondo Adam Smith il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo farà ciò che è meglio per sé. E’ incompleto. Il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo farà ciò che è meglio per sé, e per il gruppo. Dinamiche dominanti”.

Mi sono subito immaginato di essere uno degli amici di Nash. L’immagine della bionda che se ne sta sola e appartata non mi sarebbe proprio andata giù. Ci vedo scarsa convinzione nei propri mezzi in questa prospettiva. Chi s’accontenta gode, si suol dire. E invece no: io avrei puntato alla bionda.

Avrei invitato anche i miei compagni a farlo, se era quello che volevano. Prima però li avrei avvertiti che se non volevano perdere tempo potevano rinunciare da subito perché, alla fine, con la bionda ci sarei finito io di sicuro!

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1 COMMENT

  1. Deboluccia
    Caro Paolo, temo che la tua risposta sia francamente deboluccia. Se ti prendessi un po’ piu’ di tempo, rispetto alle due orette dedicate al film (peraltro temo non visto in lingua originale…), per studiare le teorie economiche alla base dell’equilibrio di Nash, beh, forse capiresti come la massimizzazione dell’utilita’ degli individui attraverso decisioni cooperative nulla abbia a che vedere con una rinuncia alle proprie ambizioni. Temo proprio che contrapporre a Nash la teoria “meglio un giorno da leone che cento da pecora” non aiuti a scrivere un editoriale degno di questo nome. Sono certo che in futuro farai di meglio. Best, Paolo

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