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Paolo e Diego

Caro Diego, si grida allo scandalo ma l’Italia è meglio di come viene dipinta

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Caro Diego,

c’è chi sclera per la vittoria di Silvio Berlusconi in Parlamento. Si grida allo scandalo contro i vari Scipoliti per la loro incoerenza. Questi disgraziati che hanno messo il paese di nuovo nelle mani del tiranno Silvio nel momento in cui finalmente sembrava essere al tracollo. Nel momento in cui tanti personaggi con a capo lo statista Fini avevano legittimamente cambiato idea su certi punti passando così all’opposizione. Eh si, perché in questo caso si parla di libero pensiero contro la dittatura del solito Silvio. Tanta gente che si straccia le vesti insomma per questo triste spettacolo offertoci dai nostri politici.

C’è poi chi perde la testa per la riforma dell’Università che sta per essere votata al Senato. Non si è ancora ben capito quali siano i punti su cui si è montata questa finta rivoluzione. Pochi soldi? Purtroppo stiamo giusto uscendo da una grave crisi economica, più soldi non ci sono e qualche sacrificio va fatto. Ma con i soldi che ci sono come è questa riforma? Nessuna critica, ma loro non ci stanno e resistono. Loro che dicono di essere la maggioranza quando invece la vera maggioranza rimane nelle aule universitarie a studiare. Loro che mettono a ferro e fuoco la nostra capitale ma che vengono rilasciati dal tribunale come se non avessero fatto niente.

A tutte queste persone e soprattutto ai giovani arrabbiati, risentiti e preoccupati vorrei lanciare un invito a stare calmi. Non è storia di oggi che questa generazione di politici ci costringe ad assistere a teatrini piuttosto imbarazzanti da entrambe le parti, la stessa generazione che ci ha portato ad avere questo pesante debito pubblico in un paese così mal funzionante. La stessa generazione che per giunta oggi ha il coraggio di chiamarci bamboccioni. Le cose cominciano a cambiare. E qualche faccia nuova si comincia a vedere sul serio.

Da una parte penso alla Gelmini che nonostante quel poco che le hanno dato è riuscita a tirar fuori una riforma più che buona, o ad Alfano o alla Carfagna. Dall’altra penso a Renzi, che a differenza degli altri promossi da Silvio e quindi senza nessuna resistenza interna, è costretto ad andar contro una schiera di musi vecchi e frustrati dalle mille sconfitte col diavolo ma con una gran voglia di rimanere col culo sulla poltroncina. Nel terzo polo penso a nessuno. Ancora ci vorrà un po’ per vedere cambiare completamente le cose ma nel frattempo il sole continuerà a sorgere, il cielo non ci crollerà in testa e gli uccellini continueranno a cantare.

Qualcosa si sta muovendo ed è bene avere fiducia senza bisogno di andare a fare la guerra a Roma per una riforma che in realtà piace a molti e senza bisogno di rovinare i rapporti per un passaggio di fiducia a cui non saremmo mai dovuti arrivare. L’Italia è meglio di come la dipingono oggi.

 

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