Home News Caro Diego, troppe coincidenze: Fini, il lodo, la Mondadori, la manifestazione…

Paolo e Diego

Caro Diego, troppe coincidenze: Fini, il lodo, la Mondadori, la manifestazione…

Caro Diego,

ho un sospetto e mi girano le palle.

Vedere in questi giorni il verificarsi di troppe coincidenze mi mette in grande agitazione.

Fini che rinuncia al lodo Alfano una settimana prima che su di esso si pronunci la Corte Costituzionale e, ancora peggio, la querela nei suoi confronti che viene immediatamente ritirata è il primo fatto che mi preoccupa.

Fosse solo questo, non sarebbe comunque troppo preoccupante. Ma il fatto è che non c'è solo questo. C'è anche la condanna di Finivest a pagare 750 milioni di euro al gruppo De Benedetti; la manifestazione per la libertà di stampa (contro Berlusconi) fresca fresca; mesi e mesi di tentativi di screditare il premier agli occhi degli Italiani. E tutto questo mi insospettisce e mi preoccupa assai.

A mettere poi il cacio sui maccheroni ci ha pensato ieri Rutelli, quando alla trasmissione “in mezz’ora” di Lucia Annunziata ha dichiarato di non essere sicuro che andare a votare sarebbe la cosa migliore se questo governo cadesse prima del tempo; meglio sarebbe, secondo Rutelli, cercare una "figura che unisca il Parlamento" e uscire dalla crisi in questo modo, facendo l’esempio (guarda un po’!) del presidente Fini, politicamente diversissimo, ma del quale rispetta le posizioni e col quale, bontà sua!, si potrebbe dialogare.

Sai che cosa ti dico, caro Diego? O Fini rimanda subito al mittente i complimenti che da un po' di tempo gli arrivano a più non posso da sinistra, oppure prepariamoci a scendere in piazza al più presto, se non vogliamo che coloro che gridano contro Silvio preoccupati (ma chi ci crede?) di salvare la democrazia, non ci facciano ritrovare dalla sera alla mattina con un governo, che chiameranno "istituzionale", ma che non sarà quello che è stato già scelto dalla grande maggioranza degli Italiani.

Parlano tanto di democrazia, ma certe persone non hanno proprio la più pallida idea di che cosa essa significhi. E questo mi fa incazzare.     

 

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. Pare che Fini abbia
    Pare che Fini abbia ascoltato il consiglio. Diventiamo davvere un “popolo della libertà” e sarà un bene per tutta l’Italia.

  2. Coincidenze? No, siamo in Italia! Si chiamano prove…
    Cari Paolo e Diego… Volendo dipanare i vostri dubbi cercherò d’esser breve sebbene le cose da dire siamo molte. Punto primo: Gianfranco Fini. Di lui non mi fido, non mi sono mai fidato. A differenza di Berlusconi che tiene i segreti come Pulcinella e che proprio per il suo fare istrionico è amato, Fini è uno che se non rompe le scatole non sta tranquillo. Sa benissimo che senza il Cav non andrebbe da nessuna parte, ma dato che nel PdL delle sue idee se ne sbattono tutti, allora fa l’occhiolino a Casini e Rutelli e a buona parte della sinistra marinista. Punto secondo: Libertà di Stampa. Ma questi che manifestano in edicola ci vanno o i giornali li usano solo come passatempo al gabinetto in attesa di evacuare? E la tv la guardano oppure si perdono solo dietro i muscoli del mafioso Gabriel Garko? Se entri in edicola basta guardare i titoli dei giornali per capire che la stragrande maggioranza è schierata contro il premier. La stampa estera non fa altro che vomitare su Berlusconi e in tv non c’è programma di informazione o di satira che non se la prenda con Silvio e Santoro tira fuori dal freezer il gossip estivo delle donnine allegre per fare audience. Punto terzo: la Giustizia in Italia. Che la sentenza sul Lodo Mondadori sia spropositata è, direi, un’ovvietà, dato che vale quanto metà del valore di borsa del capitale della Cir. La puntualità con cui certa magistratura sentenzia contro Berlusconi è più precisa di un orologio svizzero e la decisione sul Lodo Alfano (che esiste in Francia per il Presidente della Repubblica, in Germania per tutti i parlamentari, in America per il Presidente e così via…), che smentisce il pronunciamento del 2004 è l’esempio di come si voglia a tutti costi decapitare Berlusconi dal punto di vista politico-istituzionale ed economico-giuridico. Punto quarto: la Chiesa. Che vogliono questi? Che torni la sinistra della legalizzazione delle droghe leggere, della famiglia allargata, della pillola abortiva e del testamento biologico? Ma non erano i preti quelli dei quali si diceva: “predicano bene ma razzolano male”? E ora fanno i moralisti per le scappatelle del premier? Eppure dovrebbero essere avvezzi alle confessioni di tali vizi nei confessionali italiani. Tant’è che i più in Italia l’han presa con franchezza, consapevoli che i matrimoni finiscono, i tradimenti spopolano ma poi la pagnotta a casa la devi portare. Così se il Premier sbaglia lo si può perdonare dato che governa bene facendo quello che gli italiani gli chiedono. Punto quinto: Elezioni. A che servono? A chi servono? E le manifestazioni di piazza? Per carità! Siamo al governo, non all’opposizione. Quindi fa più che bene Berlusconi ad incavolarsi e dire pane al pane e vino al vino ma anche e soprattutto a dire che durerà cinque anni perché l’Italia ha bisogno di un governo che sappia per l’appunto governare. Il consenso che gli italiani gli tributano ad ogni tornata elettorale o risposta a sondaggisti scocciatori, lo sancisce in maniera indiscutibile. Sicché mettevi il cuore in pace perché per un po’ non avremo da temere.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here