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Lettera aperta

Caro Ferrara, sono anch’io un italiano che “rigetta Monti” e le spiego perché

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Gentilissimo Signor Direttore*,

sono anch'io un "italiano panciafichista [per vero lavoro dal 1980 ininterrottamente, inoltre faccio il padre di cinque figli e il responsabile regionale di un'associazione: almeno tre lavori] e cazzone [questo può essere, se non ho pagato l'IMU perché non ho nulla per cui pagare] che vota [purtroppo anche quest'anno in mancaza di meglio] Berlusconi". E poi che "rigetta Monti". Ma non come oggi Lei pretende "per timore delle riforme, delle liberalizzazioni", eccetera eccetera.

No Signor Direttore. E' vero proprio il contrario.

Lo rigetto, proprio perché le riforme non le ha fatte - in particolare la riforma delle riforme: la riduzione dello Stato e della sua spesa ai minimi termini (ed invece ne ha ampliato il potere e la presenza a dismisura, trasformandolo in Stato non ideologicamente, ma fiscalmente totalitario) - e quelle che ha fatto sono pessime e risibili insieme, come la riforma del lavoro, che invece di eliminare lacci e lacciuoli li ha moltiplicati. E ciò nonostante l'enorme potere di cui godeva, lo stato di soggezione della classe politica, il sostegno unanime del sistema mediatico nazionale e internazionale, e il consenso bancario-europeo.

Lo rigetto, perché non mi sento in niente liberalizzato, ma ancora più gravato di divieti e di obblighi. Come il divieto di usare denaro (ma che è, droga, che deve circolare clandestinamente?). Come l'obbligo di pagare - le banche e le società che gestiscono carte di credito - per pagare ed essere pagato; di assicurarsi per forza, per questo e per quello; di conservare scontrini, fatture e ogni altra specie di cartacce del genere, perché siamo tenuti a dar conto di ogni passo della nostra vita; di pagare una sanzione pecuniaria annua quando si è commesso il delitto di possedere una, due, tre, cento case, o un'autovettura (che un giorno varrà meno dell'importo del pizzo annuo che si deve per essa allo Stato), o addirittura un televisore. E potrei continuare per pagine e pagine.

Lo rigetto, perché oggi ha definito "gloriosa" la storia, infame come tutte le storie di tutti i partiti comunisti, del Pci.

Lo rigetto, perché ha dichiarato guerra a quel friedmaniano eroe civile che è l'evasore - contro il quale vorrebbe scatenare i due minuti d'odio -, quando è solo difensore della libertà, del risparmio e del futuro dei propri figli, che cerca di sottrarre alle grinfie dello stato, che pretende lavori gratis sei, sette, otto, nove mesi all'anno per lui.

Lo rigetto, perché, come se il governo italiano che nell'occasione rappresentava stesse al di sopra del Vicario di Cristo, s'è rifiutato d'inchinarsi davanti al Papa e di baciargli l'anello.

Lo rigetto, perché ha fatto lega con due figuri della politica nazionale e perché non intende prendere posizione sui principi non negoziabili, in perfetta sintonia con il suo sodale preferito, un altro cattolico fai da te, a tutt'altro interessato fuorché alle priorità indicate dalla Chiesa e dal suo supremo magistero.

Lo rigetto, perché è al servizio di un'Europa che ha rifiutato le radici cristiane e usa la sua cupa burocrazia - bancaria, giudiziaria e amministrativa - per togliere sovranità ai popoli, ma soprattutto ai principi della civiltà. Mi riferisco alla tutela della vita, della normalità familiare, della libertà d'educazione, in un quadro di libertà religiosa ed economica, quest'ultima fondata sul diritto di proprietà, che non si può nullificare con una tassazione selvaggia che colpisca il reddito, il risparmio, il patrimonio e il consumo contemporaneamente.

Lo rigetto, per la sua albagia professorale, arrogante e presuntuosa, propria di chi evidentemente con la vita e con Dio non ha mai lottato.

Lo rigetto, perchè è stato scelto da un vecchio comunista mai pentito.

No, Signor Direttore. Non ha salvato l'Italia il Suo professore. In questo suo anno, tutti gl'indicatori economici - TUTTI! - sono peggiorati. Forse, però, non c'era proprio niente da salvare, ma solo trasferire la crisi dalla finanza e dallo stato alla società. E c'è riuscito benissimo. La spesa pubblica non è diminuita di un centesimo - quella privata, invece, è rattrappita e intimidita - e lo stato, dopo il redditometro e l'inversione dell'onere della prova, è sempre più uno spaventoso Moloch cui si deve solo obbedienza totale.

E' vero, non è Dracula. E' peggio. Perché almeno il principe Vlad III di Valacchia difendeva la sua gente dall'islam, per quanto discutibili fossero i suoi metodi. Mentre lui con metodi altrettanto discutibili non ci ha difeso, ma consegnati a banche e potentati europei. Certo che a Bruxelles, dal punto di vista di Bruxelles, ha fatto bene...

"Che cosa ci ha fatto questo Monti?", Lei si chiede retoricamente. E che altro doveva farci? A me le ali, che lui vuole tagliare, piacciono: senza non si vola. Persino quella sinistra può dialetticamente servire: fa capire quanto è profondo l'abisso del male, che invece la palude al centro occulta finché le sue sabbie mobili non t'inghiottono.

"Voglio cambiare gl'italiani", disse qualche tempo fa il professore. Vaste programme? No, temibile programma, che affligge il nostro popolo almeno dall'epoca della Rivoluzione italiana, altrimenti detta Risorgimento. Ci hanno provato in tanti. E ci hanno fatto solo male.

Lei si stupisce: il popolo prima l'ha voluto (ma davvero? a me non risulta...) e poi lo danna (speriamo). E' proprio vero. Così non va. Questo popolo che non capisce andrebbe cambiato.

Nonostante tutto, con stima e cordialità

Giovanni Formicola

(*La lettera aperta è indirizzata al direttore del Foglio, Giuliano Ferrara)

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36 COMMENTS

  1. Spiegazioni che spiegano poco…
    Caro signor Formicola, voti tranquillamente Berlusconi, Razzi, Scilipoti e Storace, che stiamo bene così! Tutti i danni da lei elencati li avrebbe quindi fatti Monti in pochi mesi e non chi ha governato per dieci anni (“i governi più lunghi della storia repubblicana”). Mah…

  2. Non tenetelo da conto
    Tutto giusto, sopratutto quando ci ricorda che l’unico obiettivo raggiunto dal governo Monti è stato quello di scaricare la crisi della finanza e delle banche sulle spalle delle imprese e più in generale degli italiani. Ma ….forse era questo il suo unico obiettivo !!!

  3. Finalmente!
    Finalmente qualcuno che le canta come si deve al santone statalista. Grazie Formicola. Scriva più spesso.

  4. Sottoscrivo e firmo
    Sottoscrivo quanto ha scritto l’amico Formicola. Giovanni, aggiungi anche la mia.
    Giulio Dante Guerra

  5. Condivido tutto quello che
    Condivido tutto quello che ha scritto Formicola e aggiungo questo. Sono anziana, sola, insegnante in pensione, vivo nella casa di famiglia in un paesino del Bellunese, senza mezzi di trasporto pubblico, non turistico. La mia casa singola con giardino, classificata al catasto A07 ( abitazione in villino)è stata costruita negli anni ’70 per la mia famiglia di 8 persone (marito, moglie, 3 figli, 2 suoceri, una zia vedova), con ampi spazi, come si usava allora, e rifiniture mediocri, perché avevamo soldi limitati. Bene, ho pagato 750 euro di IMU e naturalmente non ho i soldi per rifare i serramenti che stanno andando a pezzi ( sono in abete), ripassare il tetto e così via per tutta la manutenzione necessaria. Pazienza! Monti ha detto che dobbiamo fare sacrifici. Già, ma cosa scopro? Il mio ricco vicino con una casa singola circondata da 20000 metri quadri di terreno, ristrutturata ( era una casa di contadini) 3 anni fa con tutte le qualità tecniche moderne ( cappotto, riscaldamento a pavimento…)e rifiniture di pregio ( rovere, non abete), poco più piccola della mia, paga poche decine di euro. Non ci credete? Da noi ci si conosce tutti, le cose si vengono sapere. D’altronde a Prima Pagina di radio 3 un signore è intervenuto,
    dichiarando che con un appartamento a Milano e uno in Sardegna ha pagato solo 640 euro e ne avrebbe spesi di più per i regali di Natale. Questa è l’Italia che avrebbe, secondo Monti, accettato i GIUSTI sacrifici e che dovrebbe essergli grata. Una tale condotta da parte di un governo tecnico, non eletto, che avrebbe potuto fare riforme importanti e veramente utili, è ancora più vergognosa di quella di qualsivoglia governo politico, democraticamente eletto. Cosa sia successo a Ferrara per innamorarsi di Monti, proprio non lo capisco.
    Maria

  6. Commento a Giovanni Formicola
    Definisce “infame” la storia del PCI, smaschera chi invece la chiama “gloriosa” e ci ricorda che costui è stato nominato da “un vecchio comunista mai pentito”.

    Caro Formicola, sottoscrivo integralmente la sua stupenda lettera!

  7. Condivido tutto quello che
    Condivido tutto quello che Formicola ha scritto e aggiungo questo. Sono anziana, sola, insegnante in pensione, e vivo nella casa di famiglia in un paesino del Bellunese non turistico, non servito da mezzi pubblici. Abbiamo costruito la casa negli anni ’70 per la nostra famiglia di 8 persone ( io, mio marito, 3 figli, 2 suoceri, una zia vedova), con ampi spazi, come si usava allora, e mediocri rifiniture. Al catasto la mia casa è classificata A07 ( abitazione in villino) e ho pagato 750 euro di IMU. I serramenti in abete vanno a pezzi, il tetto dovrebbe essere sistemato, altri lavori di manutenzione sarebbero necessari, ma, dopo aver pagato l’IMU e sistemato l’impianto elettrico, non posso fare altro. Pazienza! Bisognava fare sacrifici per salvare l’Italia. Già, ma cosa scopro? Il mio ricco vicino con una casa ristrutturata tre anni fa ( era una casa contadina) con tutti i ritrovati delle tecniche moderne di costruzione ( cappotto, riscaldamento a pavimento..), rifiniture di pregio ( rovere, non abete), 20000 metri quadri di terreno, poco più piccola della mia, ha pagato poche decine di euro. Non ci credete? Nei paesi piccoli ci si conosce tutti e le cose si vengono a sapere. D’altronde a Prima Pagina di radio 3 è intervenuto un signore, che ha dichiarato di aver pagato per un appartamento a Milano e uno in Sardegna 640 euro e che ne avrebbe spesi di più per i regali di Natale. Questi sono i sacrifici EQUAMENTE distribuiti, che un governo tecnico, non eletto,che avrebbe potuto compiere riforme necessarie per aiutare veramente l’Italia, ha imposto agli italiani. Una tale condotta risulta più vergognosa di qualunque azione compiuta da un governo politico democraticamente eletto. Cosa sia successo a Ferrara per innamorarsi così di Monti, proprio non lo capisco.
    Maria

  8. Da Monti al “Mo.Ca.Fin”
    E a tutto ciò si aggiunga che Monti non è più neanche da solo. Abituato al “trilaterale”, si è messo in compagnia di Casini e Fini. Se questa è l'”élite”, ci salvi la plebe rozza e ignorante…

  9. Condivido molto di quello
    Condivido molto di quello che ha scritto il signor Formicola ma non capisco perché dire tante cose giuste su Monti e poi essere miope verso un delinquente come Berlusconi. Se le persone intelligenti come lei votassero per le persone giuste forse l’Italia non sarebbe dove siamo ora.
    Con questo non voglio dire che ci siano persone giuste da votare, fino ad ora non so ancora chi votare ma sicuramente non voterò né Bersani né Berlusconi né Monti che ci hanno portato in questa situazione. Piuttosto voto Grillo

  10. Il discorso dell’amico
    Il discorso dell’amico Giovanni ha un grosso limite a mio modesto avviso: è solo destruens. Deve profondere lo stesso sforzo argomentativo in chiave costruens e dirmi, nella reale e concreta attuale offerta politica, dov’è il Bene se questo è così facilmente il Male. Altrimenti facciamo solo speculazione astratta.

  11. Bravo sei stato semplicemente troppo bravo
    Non potevi aggiungere di più, sei stato chiarissimo. Devo lasciarvi ora. (Ma stasera mi devo rileggere il commento altre 2/3 volte)

  12. Il bene possibile, Sig. Vega! Il bene possibile!
    Non oso aggiungere alcun commento alla lettera, tutta condividendola. Ma mi sfugge il senso del sarcastico intervento del Sig. Vincent Vega:non ho capito dove abbia desunto la consolotaria conclusione per cui si tratterebbe, in fondo, di votare “tranquillamente Berlusconi, Razzi, Scilipoti e Storace [e] che stiamo bene così”, laddove nella lettera si è invece, ed inequivocabilmente, precisato: “purtroppo [purtroppo!], anche quest’anno [anche quest’anno!], in mancanza di meglio [in mancanza di meglio!]”. E dove,di grazia, sarebbe invece “il meglio” per il Sig. Vega? Nell’accoppiata Monti&Bersani e nei compari Fini (Fini!), Casini (Casini!!!!), Vendola (Vendola!!!!!!!!) e giù per li rami? O invece immagina, il sig. Vega, che per esempio un Oscar Giannino possa da solo vincere le elezioni (magari potesse!) piuttosto che, come tristemente sarà, drenare altri voti dal centro destra per consegnarli belli e infiocchettati ai compari di cui sopra?
    PS
    E perchè non votare, allora, per il magnifico Magdi Allam – che ho avuto modo di conoscere personalmente ed al quale, per ciò che vale, va tutta la mia stima e simpatia umana e politica -? Ma io faccio immodestamente parte di quei pazzarelli che preferiscono il bene possibile all’ottimo velleitario…

  13. Ai Signori Francesco e Rolando
    Non rispondere a così garbate domande mi sembrerebbe scortese. Ho detto che voto lo schieramento Berlusconi in mancanza di meglio. E questo “meglio”, signor Rolando, non lo trovo certo nel signor Grillo (fra l’altro nemmeno troppo affidabile sul terreno della libertà, visto come gestisce il suo movimento). Quanto a Bene con la maiuscola, questo non è tema della politica, che proprio quando pensa d’incarnarlo diventa oppressiva e totalitaria, ma della religione. Lo stesso si può dire del Male con la maiuscola e pertanto non lo attribuisco a nessuno (con la maiuscola). Ho espresso le ragioni per le quali “rigetto” Monti, ma certo non lo considero il Male. Sono contro la sinistra in nome del bene comune, cioè dei principi non negoziabili e delle libertà religiosa, sociale ed economica, tutte cose che essa minaccia e perciò, come spiega bene il sgnor Tursi, voto lo schieramento che ha più possibilità di sconfiggerla o almeno di arginarla. Quindi non Monti, per entrambe le ragioni: non può sconfiggerla (anzi la favorisce, dividendo l’elettorato ad essa ostile) e soprattutto non intende arginarla nelle cose, come la sua politica statalista e di persecuzione fiscale, nonché d’indifferenza sui principi non negoziabili, ha dimostrato.

  14. L’arringa del rigetto: apprezzabile vis oratoria, ma i fatti ?
    Praticamente non uno dei suggestivi “Io rigetto” che compongono questa arringa è sostenuto a sufficienza dai fatti e ancor più dai tempi: i fatti sono spesso distorti e quasi sempre risalenti a un periodo ben più lungo dell’ultimo anno di governo. Se ci fosse stato anche un “io rigetto la favola dello spread” avremmo avuto la quasi-certezza che l’autore celasse un nom de plume del prof. Brunetta, la cui sfragìs è appunto l’irrilevanza dello spread. Di più: dall’intervento parlamentare del cattolico , ma assai documentato ancorché meno roboante on. Mantovano, e anche dalle affermazioni dell’ormai ex capogruppo PDL in Europa, pur cattolico, Mario Mauro (o ui due sono in odore di eresia modernista presso la chiesa arcoriana?) avevo capito tutto un altro film, assai diverso da quello della coppia Berlusconi-Brunetta. Questo mandato in onda da ultimo infatti è un format totalmente ripreso da un fumettone della Lega Nord, dopo che per un anno il partito di Berlusconi aveva sostenuto un altro copione, magari un po’ più grigino, ma tutto conti, Europa, PPE, e serietà.
    E però la perentoria richiesta di adesione total body ai “principi non negoziabili” che il senatore Monti dovrebbe sottoscrivere, mentre il suo competitor Berlusconi può farne a meno (lui gode di un bonus illimitato da parte di alcuni difensori delle radici cristiane, al punto che anche le aperture alle coppie di fatto sono sotto bonus, mentre del Monti vampiro bilderberghiano non conta neppure aver pubblicamente rigettato il matrimonio omosessuale?), rassicura che l’autore non è Brunetta, né Bondi, né Verdini, né altri simili garanti dei “principi non negoziabili” (risum teneatis), e che l’aura complessiva del testo lo fa senz’altro ascrivere per intero al nominativo che firma la suggestiva ma ahimè fallace “arringa del rigetto”. Un verio peccato per una scuola di formazione che aveva posto in cima alla sua praxis l’analisi seria e circostanziata dei fatti. E non la sloganistica paratradizionalista del lefevrismo politico e dei vari catastrofistici succedanei lepantini a cui sembra piegarsi, almeno in alcune diramazioni.

  15. E che ne vogliamo dire della
    E che ne vogliamo dire della destinazione del gettito IMU al mega finanziamento al Montepaschi, che ha occultato dati alla Banca d’Italia? Non è meglio il vecchio puttaniere che ha abolito l’ICI ed ha tentato di salvare la vita ad Eluana Englaro? Sottoscrivo pienamente e condivido.

  16. Al Signor “Terminator”
    Gentile signor “Terminator”, La ringrazio per la Sua critica, che mi ha costretto a riflettere. Ma dopo averla accuratamente ponderata, oltre gli aggettivi, le attribuzioni di filiazione o affiliazione che mi dispensa, non ho trovato alcunché che “falsificasse” i fatti da me addotti (certo in misura inferiore alla realtà per ovvie ragioni di spazio, come per esempio quanto all’ulteriore gravame di obblighi e impacci burocratici sulle “libere” – ormai sempre meno – professioni, altro che “liberalizzazione”). Se poi vuole che riconosca un concorso di colpa di Tremonti con Monti, nessun problema: l’ho detto e scritto fin dalla legge di stabilità del 2011 del governo Berlusconi e per tutto il 2012. Ma sono convinto che Napolitano-Bersani-Monti andranno certamente nella stessa direzione, aggravando quelli che per me sono mali (non il “Male”). Mentre penso che solo dal centrodestra italiano potrebbe venire almeno una stasi di questa politica da Stasi. E già sarebbe tanto. Quanto ai principi non negoziabili, oppongo al silenzio ostentato dell'”Agenda Monti” i fatti del centrodestra italiano, sia al governo che all’opposizione, che hanno condotto a quella che la signora Bonino lamenta (e solo per questo io invece me ne compiaccio) come “eccezione italiana”. Un solo esempio, il “decreto Englaro” (che Monti mai avrebbe deliberato e mai delibererebbe). Quanto ai nomi che Lei fa, posso anche convenire, ma potrei opporgliene tanti altri, e comunque coloro che Lei elenca si sono sin qui lamentati della propria irrilevanza sulle questioni “non negoziabili” per la Chiesa e per gli uomini di buona volontà e retta ragione.
    Infine, per il pensiero dell’on. Mantovano, La rimando ai di lui interventi “Il PDL e i valori non negoziabili” [sui meriti acquisiti in materia] del 19-4-2011; “Perché ce l’hanno con l’Italia (e con Berlusconi)” [il titolo dice tutto] del 25 settembre 2011; “Elite di potere ed etica” [contro tecnici e tecnocrazia] del 9-12-2011. Se ha legittimamente cambiato idea, io non. In quelle parole e in quelle riflessioni mi riconosco pienamente. E tutt’ora (sempre in mancanza di un meglio con reali possibilità di successo).
    Giovanni Formicola (è il mio vero nome, sono proprio io. E Lei?).

  17. La pars construens c’è
    A me sembra che l’opinione di Giovanni Formicola non sia una più o meno articolata (e comunque bellissima) invettiva. La pars construens c’è ed è sanamente di destra: 1. contrazione drastica della spesa pubblica 2. alleggerimento della pressione fiscale 3. tutela giuridica dei principi non negoziabili (difesa della vita e della famiglia tradizionale – l’unica possibile, quella fondata sul matrimonio fra un maschietto e una femminuccia – cui, peraltro, dev’essere lasciata libera scelta sull’impronta educativa da dare ai propri figli). Fra i candidati nel PdL (penso a Quagliariello, Sacconi e Roccella) non manca chi intende impegnarsi su questi fronti…

  18. Il costruens, o comunque le
    Il costruens, o comunque le tesi in positivo, sono ovviamente desumibili dalle tesi distruttive qui esposte, non ci vuole un professore per capirlo, e per professore intendo quello vero, non Mario Monti.

  19. Ai simpatizzanti di Giovanni Formicola
    Segnalo il blog dell’avv. Giovanni Formicola (lui è troppo modesto per pubblicizzarlo) nel quale sono contenute le sue lettere al direttore del Foglio (sono ormai innumerevoli). Significativo il sottotitolo: “Quello che vorresti leggere ma raramente viene pubblicato”. Buona lettura!
    http://letterealdirettore.wordpress.com

  20. Lettera di Giovanni Formicola
    Caro Giovanni,
    condividiamo in toto la tua magnifica lettera, vera, realistica e soprattutto, per quelli come noi, finalmente liberatoria.
    Luciano e Gabriella Benassi con Lorenzo, Alessandro e Costantino

  21. Ancora sull’arringa di Giovanni Formicola
    A Giovanni Formicola. Per la verità non mi ero proposto di “falsificare” le affermazioni dell’arringa nel tirannico spazio di un commento. Anche perché praticamente vi si tratta dell’universo mondo, e per “falsificare” ci vorrebbe tanto tempo, tanto spazio e -forse- meno pigrizia. Soltanto, utilizzando anch’io qualche forzatura retorica, lo ammetto, volevo sottolineare che l’immagine dell’operato del governo Monti che ne emerge non corrisponde a quel che una buona parte del PDL ha sostenuto nell’anno montiano. I combattenti (Santanché, Bondi, Brunetta, Sallusti) non erano in sintonia ad esempio con l’ambiente che fa rifermento all’Occidentale. Berlusconi al solito un giorno sì e uno no, e il povero Alfano a cercare di tenere i cocci tra gli insulti dei puri e duri e le figuracce come per le primarie: non è stato un po’ così? Pur con le critiche a questo o quel provvedimento, mai è passata come linea generale la tesi del complotto bancario e mondialista, che invece trovava i suoi sostenitori nell’ambiente leghista e in quel variegato mondo paratradizionalista che per capirci – e solo per capirci, senza voler mancare di rispetto per nessuna singola persona- ho connotato come lefevrismo politico e catastrofismo lepantino. Solo in questa chiave ho citato Mantovano e Mauro, soprattutto per la complessa valutazione dell’operato europeo del prof. Monti, che emerge dalle loro posizioni. Ho detto complessa, non idilliaca, proprio perché penso che la questione sia appunto complessa. Ridurla a un elenco di punti esclamativi è più semplice, incontra il cuore e l’animus dei fan, ma allontana dall’articolazione del reale e dalla fatica di prendere partito nel pieno della “grande bagarre”. Cito a memoria, ma sono molto affezionato ad un aforisma di Gomez Davila che più o meno dice che nella narrazione storica ciò che non è complesso è falso. Tutto qui. Anche il riferimento al diverso atteggiamento sui “principi non negoziabili” non deriva dall’avere io qualche titolo speciale per farmene paladino intransigente, ma dallo stupore di quanti sconti si riescano a fare a Berlusconi e di Monti non si apprezzino neppure sane dischiarazioni magari fatte a titolo personale. E poi, va bene l’artificio retorico, ma non possiamo paragonare un programma (l’Agenda Monti) a un fatto, sia pure significativo ed importante come quello della vicenda Englaro. Vero è che nessuno è in grado di sapere cosa ci sia nell’Agenda Berlusconi, e se pure ve ne sia una, dal momento che da quelle parti creativamente si fanno uscire le pensate dal cappello del mago, a seconda delle giornate, e magari una volta esce anche il riconoscimento delle coppie omosessuali e una volta no … Lei addirittura sa per certo che Monti non avrebbe mai fatto il decreto ecc. Preferisco non lanciarmi in questo viaggio a ritroso nelle ipotesi. Ma in ogni caso oggi il clima di quei giorni è venuto largamente meno nel PDL, dominato dai Bondi e dai Brunetta. I Quagliariello, i Sacconi e le Roccella contanto sempre meno. E perché, se non ci si può riferire ai contenuti programmatici, ma alla predisposizione di alcune persone, non ricordare che il neurologo che fece di tutto perché Eluana Englaro non fosse soppressa oggi è un uomo di punta di Monti in Friuli? Certo, nella Scelta civica ci sono anche altre posizioni. Se dobbiamo fare un’analisi corretta dobbiamo partire dalla constatazione che si tratta di un rassemblement o anche di un autobus, come ha detto felicemente Bersani, e che quindi anche in questo caso la questione è complessa. Perciò mi sono permesso di addentrarmi nelle filiazioni e nelle parentele ideali ed umane di una scuola che basata sull’analisi delle complessità senza sconti e senza cedimenti alle posizioni spontaneistiche e/o verbalmente estremiste. Se ho sbagliato chiedo scusa a Giovanni Formicola e ai suoi sostenitori. Ma la via della semplificazione sloganistica è esempre a portata di mano, e basta vedere sui social network da dove provengono certe parole d’ordine: dalle subculture paratradizionaliste che cessano di riflettere in modo articolato sul presente e si rifugiano nelle sicurezze del catastrofismo complottista. Non credo che sia propriamente il suo caso, però questo modo di semplificare (quella che ho chiamato arringa) può condurre vicinissimo a quelle prospettive. Succede nell’ecclesiologia, ma anche nella politica. Le affermazioni estreme e perentorie sembrano sempre più coraggiose, e danno l’idea di stare saldamente con quelli che combattono la battaglia giusta mentre gli altri, quelli che vogliono capire e distinguere, fanno compromessi e tradiscono le cause. E’ la prima volta che succede? Che si tratti di Concilio o di valori da tradurre in politica, l’estremismo non è la malattia infantile solo del comunismo,come diceva Lenin, ma di qualunque prospettiva ideale e di qualunque progetto che voglia incontrarsi con la realtà. Ma smetto di dare lezioni non richieste e chiudo qui. Da ultimo: se per ragioni del tutto circostanziali e personali ho scelto di utilizzare uno pseudonimo, non credo che questo mi sottragga al confronto, ma semmai penso di farlo in modo più “neutrale” . Ai lettori dell’Occidentale il mio nome non direbbe niente e a lei, se la mia polemica è riuscita a non essere offensiva, può risultare più facile ponderarne gli argomenti sine ira ac studio. Se poi la sua curiosità è davvero incontenibile, troveremo il modo di conoscerci, o magari di ri-conoscerci 😉

  22. Grazie “Terminator”
    Per la pacatezza e l’alto profilo dei suoi argomenti. Però rimane un fatto: io non ho cercato di fare storia – che è vero, è complessa (abbiamo le stese predilezioni) – ma solo di spiegare in sintesi perché “rigetto” Monti non da una posizione d’immobilismo, secondo la caricatura di Ferrara. Ed è la mia posizione fin dall’inizio: se altri ha oscillato e oscilla, è affar suo; io non posso che compiacermi della resipiscenza oggettiva. L'”estremismo” non mi spaventa, quando non è una posizione di maniera, ma l’indole a chiamare le cose con il loro nome (“sì sì, no no”). Temo di più l’antica malattia senile di ogni destra: il moderatismo. Non ho parlato di e non credo più di tanto ai complotti. Ma che nell’attuale congiuntura politico-economica dell’Occidente qualche ruolo lo giochino le banche, e che, giusto per fare un esempio, esse siano interessate e molto al divieto di usare il contante (era uno dei primi punti del programma bolscevico), me lo concederà, no? D’altra parte è stato Draghi – non io – a dichiarare allo Spiegel che non è vero che le banche dipendano dai governi, ma che è vero il contrario. Complottista anche lui? E che Monti (certo non solo lui) sia stimato a Davos, dalla BCE, dalla Goldman Sachs, etc., pure mi sembra indiscutibile. Ed io diffido istintivamente di chi piace alla gente che piace in certi ambienti. Infine, nessuno sconto a nessuno (anche se sono convinto che Lei la pensi come me: dal governo Monti un decreto Englaro non sarebbe mai venuto): sul piano dei fatti – che, pure questo lo concederà, valgono un po’ di più delle semplici parole – il centrodestra italiano, per quel che concerne i principi di cui sappiamo, nei quasi vent’anni della sua storia, mi ha soddisfatto, quasi del tutto. E, per ora, tanto mi basta. Stia sicuro che se interverranno fatti di segno diverso, per quel che vale, non tacerò. Allora si vedrà chi conta di più nel centrodestra. Se vuole possiamo parlarne più approfonditamente e ri-conoscerci, tramite L’Occidentale.

  23. Ma come fa Terminator a
    Ma come fa Terminator a continuare a difendere Monti, rimproverando chi l’ha per forza di cose appoggiato all’inizio, sperando non tanto che ci salvasse dal fallimento, ma che facesse, in un momento in cui i partiti intimoriti non osavano opporsi, le riforme, che sono assolutamente necessarie? L’Italia non poteva fallire, l’UE non avrebbe potuto permetterlo. Lo spread, che è rimasto molto alto anche con Monti, non era una manovra contro di noi, ma contro l’euro. In passato abbiamo avuto uno spread fino a quota 800, ma avevamo la Banca d’Italia a difenderci e ci ha difeso bene. Nei giorni dell’attacco all’euro ho avuto paura che la manovra riuscisse e i miei poveri risparmi con il ritorno alla lira ( se non fossi così vecchia, tale ritorno mi andrebbe benissimo) si dileguassero. Però non era in Monti che speravo, ma in Draghi, che si muovesse finalmente e facesse quello che doveva fare. E Draghi ha cincischiato, tirato per le lunghe in modo che i paesi sotto attacco si piegassero agli ordini dell’Europa, accettassero regole, sacrifici, perdita della propria sovranità. Infine ha parlato e lo spread è andato giù. Monti pensa che gli italiani siano stupidi, quando proclama serafico che ha salvato l’Italia, così come quando dice che i sacrifici sono stati imposti in modo equo ( vedi IMU). E le riforme? L’unica realizzata è quella delle pensioni, nel momento in cui nessuno dei grandi partiti osava dire di no, prima di tutti il PD, a cui una tale riforma avrebbe dovuto essere indigesta. E dimenticando gli esodati, cosa che per un governo tecnico mi sembra il colmo dei colmi. Aggiungiamo a tutto questo quello che Monti non dice nella sua campagna: il moltiplicatore fiscale che è risultato sbagliato, per cui il PIL è sceso e continuerà a scendere molto di più di quanto i cervelloni europei avevano calcolato. Dell’obbligo per il 2013 di abbassare il debito dello 0,5% per la parte eccedente il 60% del PIL , Monti non parla. Dove li troveremo i soldi? Ecc. ecc. Concludo dicendo che Monti , prima di schierarsi, conservava, nonostante l’incapacità dimostrata a cambiare il paese, una sua signorilità, adesso invece è sceso al livello degli altri, un politicante, che racconta bugie per difendere chissà che interessi.

  24. Nebbia fitta
    Pur in disaccordo – e non poco- con Guiovanni Formicola, credo che abbia capito la mia posizione, e ne sono contento. A mia volta ovviamente non confonderei moderazione con ragionevolezza, né estremismo parolaio con evangelico sì sì no no. E così potremmo andare avanti per un bel po’ con questi minuetti. Quindi vedremo il futuro, appunto.
    All’altra interlocutrice, corazzata di dati economici, su cui non ho davvero la competenza di interloquire: pPerché poi se uno fa un suo ragionamento “difende Monti” (nuovo reato, i responsabili dell’Occidenatle lo hanno fatto almeno 10 volte nell’anno trascorso, e ci è mancato poco che lo incoronassero leader, mi pare) e invece se una lo incolpa di non aver fatto le riforme in 10 mesi, con una maggioranza contraddittoria (altro che potere assoluto) e poi contestualmente dice che vota uno che ha governato anni e anni anche con 100 voti di maggioranza e ha promesso dal 94 riforme e meno tasse -che invece ha sempre aumentato, meno spesa pubblica, che ha sempre aumentato, non riesco a spiegarmelo. Ma capisco che accada e ne prendo tristemente atto: abbiasi però la cortesia di non stupirsi se altri non credono più alle invenzioni degli orchi brunettiani fabbricate negli antri di Arcor 🙂

  25. PDS, PD, forza Italia, Pdl: venti anni di fallimenti!
    Monti è (stato) a capo di un Governo, per pochi mesi, in una repubblica straparlamentare. Quello che ha fatto o non fatto è dipeso in larghissima misura dai partiti che lo hanno sostenuto. Dire che la colpa delle mancate riforme del quale il paese avrebbe così bisogno, siano da imputarsi a lui, è non ha PD e Pdl, è semplicemente ridicolo.

  26. quasi tutto condivisibile
    Concordo con l’articolo, più che altro a livello ideologico-culturale. Importante, tra l’altro, sottolineare il fatto del futuro divieto dell’uso del contante, cosa questa contro cui dovremmo eventualmente ribellarci. Su Monti le critiche sono parzialmente condivisibili, anche se un berlusconiano convinto non ha, secondo me, molta legittimazione a criticare Monti, dato che quest’ultimo qualcosa di destra l’ha fatta, mentre il governo di Silvio è rimasto sulla falsariga di quello di Prodi, specie in materia economica. Quindi, va bene criticare Monti, ma da una prospettiva di centro-destra, che non è esattamente quella del PDL (il cui governo nel 70% dei casi non ha fatto nulla, limitandosi a mantenere lo status quo ante, mentre nel restante 30% ha fatto cose di sinistra, come un aumento mai visto della tassazione oppure il salvataggio dell’Alitalia). Sulle banche occorre stare attenti: per quanto sia vero il connubio dannoso banche-politica, non dobbiamo dimenticare che il vero nemico è lo Stato. Le banche, se non hanno soggezioni politiche, non devono essere criminalizzate in quanto tali, nessuno è costretto ad usare una banca; lo Stato invece aggredisce comunque e a prescindere… È chiaro che se poi, mediante il divieto dell’uso del contante e cose similari, si viene costretti ad usufruire delle banche, allora il discorso cambia ed ha ragione l’articolista. Ma in tal caso non si tratta più di vere banche, nel senso puro e tradizionale del termine, ma si tratta di strutture praticamente pubbliche, assimilabili a tentacoli-diramazioni dello Stato stesso. Su tutto il discorso relativo ai valori concordo in pieno con l’articolo.

  27. lettera di Formicola
    Naturalmente non posso che essere d’accordo con l’amico Giovanni io che qualche anno fa in un mio intervento ho scritto a proprosito dell’appoggio del Pdl (che ho sempre votato) con in testa Berlusconi al governo Monti: CI RIVEDREMO A FILIPPI…E che quando tutti quelli del Pdl di ITALIA POPOLARE con in testa Alemanno a Roma a suon di musica gridavano SIAMO CON MONTI, io ho scritto il mio IL PDL E LA SINDROME DI STOCCOLMA…Ecco adesso dopo tanti anni di discussioni di tira e molla e soprattutto dopo la penosa per certi versi esperienza socio politica in Sicilia, nel messinese, mi sono stufato, stancato di andare e votare finti politici, simil destra che poi non lo sono mai stati, vedi il “FINI-TO”, TURANDOMI IL NASO…bASTA, lo so che avvantaggio la bieca sinistra, ma dopo l’usicta di scena dell’amico Alfredo, non me la sento più, mi prendo qualche tempo sabbatico (elettorale, naturalmente) anche perchè di POLITICA, quella vera la faccio, l’ho sempre fatta, scrivendo, partecipando a convegni etc…

  28. Io rigetto….
    Berlusconi….perché anche lui mi sembra che le riforme non le abbia fatte… E se ci siamo trovati poi un Monti ostaggio della sinistra qualche colpa ho l’impressione che le abbia….

  29. Significativo….
    Che l’uomo di punta del Governo Monti, tal Grilli, mette la tracciabilita’ delle operazioni per importi sopra i mille Euro e poi, da DG del Tesoro con responsabilita’ di controllo, non riesce ad accorgersi di 17 miliardi di Euro mancanti nel bilancio di una banca.

    E poi casualmente va ad essere colui che deve riferire in merito.

    E ci dice che puo’ accadere.

    E ci dice che e’ contabilmente giusto.

    Solo per questo, tali figuri andrebbero messi in carcere e buttata la chiave.

    Altro che semplice rigetto.

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