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Caro presidente Marini l’Aran adempia ai suoi doveri…

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Caro Presidente,

il tema del pubblico impiego ha assunto, in questi giorni, una particolare delicatezza in considerazione del faticoso avvio da parte del Governo delle procedure per il rinnovo dei contratti collettivi relativi al periodo 2006 – 2009. Si tratta, infatti, di un tema centrale non solo per le rilevanti ricadute sulla finanza pubblica, ma anche per le complessive implicazioni che ha sul sistema economico e produttivo. Non vi è infatti dubbio che un efficace politica del pubblico impiego, pena l’innescarsi di pericolose dinamiche di rincorsa, debba porsi anche l’obiettivo di garantire una crescita delle retribuzioni dei pubblici dipendenti in linea con le dinamiche salariali dei settori industriale e dei servizi commerciali.

In questa prospettiva, assume particolare rilevanza l’articolo 46 del decreto legislativo 165 del 2001, il quale prevede che l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni trasmetta al Governo, al Parlamento e ai Comitati di settore, con cadenza trimestrale un rapporto sull’andamento delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti.

Il rapporto rappresenta uno strumento conoscitivo indispensabile, perché consente di verificare l’andamento delle retribuzioni del settore pubblico degli ultimi anni, mettendole a confronto con le dinamiche del settore privato e con l’aumento del costo della vita.

Debbo con rammarico rilevare che l’ultimo rapporto trasmesso al Parlamento risale all’agosto 2006. Da allora l’Agenzia, oggetto di un’assai discutibile operazione di spoil system,  non ha ritenuto di adempiere ad un preciso obbligo di legge, nonostante ad oggi siano già disponibili i dati aggiornati a tutto il 2006.

Tale vicenda è stata già sollevata nei lavori del Senato lo scorso 12 aprile, nel corso dello svolgimento di una interrogazione urgente presentata da trentanove senatori del gruppo che mi onoro di presiedere. In quell’occasione, la risposta del Governo, per bocca del Sottosegretario di Stato, on. Gian Piero Scanu, fu del tutto evasiva circa le cause del grave ritardo e circa le iniziative che il Governo intendeva assumere per garantire il tempestivo rispetto della legge. Né nel mese trascorso vi sono state novità sul punto.

Nella convinzione che la piena tutela delle prerogative del Parlamento rappresenti uno dei valori essenziali che ha sempre contraddistinto il Tuo operato, Ti chiedo di assumere le iniziative che riterrai opportune per garantire che il Senato possa ricevere, tempestivamente ed in modo esaustivo, le informazioni sull’andamento delle retribuzioni di fatto dei pubblici dipendenti, secondo quanto previsto dalla disciplina di legge.

Certo di trovare ascolto presso di Te e, rinnovando i sensi, i più alti, di deferenza e stima per l’Alto Ufficio che rappresenti, Ti saluto cordialmente.

 

 Renato Schifani

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