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Caro Rutelli, ma che significa esattamente “persona perbene”?

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“Sono una persona perbene”; ci mancherebbe altro; soprattutto quando ce lo si dice addosso, col petto in fuori e la pancia in dentro. Questo si dice addosso Francesco Rutelli. Che obiettivamente ha visto un bel mondo. Smise di studiare architettura, per fare il radicale con Marco Pannella, che lo ricoprì di riconoscenza; nel 1980 a 26 anni lo fece addirittura nominare segretario nazionale del Partito e nel 1983 deputato. Quando nel 1989 Pannella decise di non ripresentare alle elezioni il Partito Radicale, trasformandolo in Transnazionale, il nostro prima fece il suo Partito, i Verdi Arcobaleno e poi con Democrazia Proletaria fondò la Federazione dei Verdi; il tutto perché al mestiere di parlamentare ci si era affezionato.

Ciampi nel 1993 lo fece Ministro. Nel 1999 fece il partito dei Democratici europei, aderendo ai liberal-democratici continentali. Nel 2002 fece la Margherita; poi gli uniti nell’Ulivo; poi il Partito Democratico; e infine nel 2009 l’Alleanza per l’Italia, API. Non era riuscito a fare l’architetto; ma il costruttore di partiti e di mercati e mercatini legati alla politica, questo gli è riuscito bene, anzi benissimo; un vero e proprio mestiere, con ideali a tutto tondo, dai radicali, ai proletari, dai liberali ai cattolici, passando per i socialdemocratici. Questa sua professione, come noto, è costosa. Richiede soldi e investimenti. Ma lui è una persona perbene. Quindi avrà trovato, strada facendo, chi i soldi ce li ha messi; magari si scoprirà anche che lui non ne sapeva nulla, essendo una persona perbene.

Nel 1994 Rutelli, sindaco perbene di Roma, nomina Luigi Lusi consulente giuridico del Comune; tanto per non fargli mancare nulla sembra che lo faccia anche nominare consigliere nella Metroferro spa e nella Trambus spa, oltre che Delegato del Sindaco. Nel 2001 Lusi è il tesoriere del Comitato per Rutelli nelle elezioni politiche che lo contrapponevano a Berlusconi. Dal 2002 al 2012 Lusi è il tesoriere della Margherita di Rutelli. Nel 2004 co-tesoriere dell’Ulivo. E anche tesoriere dell’European Democratic Party, sempre di Rutelli. Da questo breve quadretto l’incrocio delle vite di Rutelli e Lusi risulta non… occasionale.

Lusi ha avuto le chiavi della cassaforte politica di Rutelli: o no? Una cassaforte ricca, a leggere le cifre pubblicate dai giornali (più di 200 milioni di euro, 400 miliardi di lire) solo di finanziamenti pubblici - rimborsi elettorali - per la Margherita (e pensare che la “madre” di tangentopoli, la tangente Enimont, per cui i partiti di governo furono spazzati via nel 1993, valeva in tutto 9 miliardi di lire ; proprio povera gente, quelli della prima repubblica!). Poi gli altri partiti e movimenti, i contributi privati, i tesseramenti eccetera. Si scopre ora che Lusi faceva vita da gran ricco.

Ma Rutelli, persona perbene, non si era accorto di nulla ? Non sapeva dove Lusi abitava, dove faceva le vacanze, quali erano i bilanci dei suoi partiti e movimenti? Nulla? Non sapeva? Il re è il re e il ciambellano è il ciambellano; negli anni 2000…Non solo; Rutelli si dice parte offesa, perché Lusi avrebbe portato via i soldi; a chi li avrebbe portati via? A lui? Alla Margherita, che non c’è più? E se dovesse restituirli a chi li dovrebbe restituire? E gli altri soldi, quelli non sospettati di essere stati presi dal tesoriere, chi li ha presi?

Un gruppo di margheritini chiedono da tempo di vedere i conti; senza successo. Rutelli, che è persona perbene, dice in due ore di conferenza stampa che non conosce questi conti e che Lusi è un ladro e un delinquente. E molti commentatori ritengono il parlare di Rutelli quello di una persona perbene. Sarà! In questa conferenza Rutelli ha urlato che lui è la parte offesa; e ha ricordato in questo il caso Marrazzo, nel quale in effetti era Marrazzo la parte offesa, il ricattato. Degli oggetti delle offese o dei ricatti è meglio non sapere; non sono “penalmente rilevanti”. Così pare. Nel 1993, quando ormai i giudici avevano deciso la fine di Craxi, Rutelli, che è persona per bene, auspicò che il capo dei socialisti fosse portato a “ mangiare il rancio a San Vittore” : non poteva “non sapere”: grande eleganza e coerenza di questa “persona perbene”!

Lusi potrà anche aver sottratto soldi dai tesori che amministrava. Ma un minimo di decenza, di stile, di dignità e anche d’umanità cattolica, alla quale sembra che Rutelli dica di ispirarsi, avrebbe voluto che il Re non si divertisse a schiacciare con il tacco dello stivale il suo Gran Ciambellano; poteva dire che il furto è da accertare e, in caso da punire; e che lui dei conti non sapeva nulla; e fermarsi lì. A meno che egli, persona perbene, di tutto quel vortice di conti sappia e sappia molto; e stia solo facendo fuoco di sbarramento preventivo, nel timore di esserne travolto. Perché in effetti il sodalizio Rutelli-Lusi, durato dal 1994 ad oggi (negli ultimi anni addirittura in due formazioni politiche diverse), appare profondo; molto profondo. Oddio, c’è sempre la possibilità di quella che in breve viene definita “circonvenzione di incapace “; ma essa sarebbe un duro colpo per la storia di questi ultimi anni della Repubblica.

Ma che vuol dire “persona perbene”?

 

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