l'occidentale Puglia

Caro Vendola, sono i pugliesi ad avere le “antenne sclerotizzate”

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Non ci crede nessuno, probabilmente neanche lui. Ospite alla trasmissione Otto e Mezzo su La7, è un Vendola ai limiti del compassionevole quello che si confessa e lamenta un "desiderio molto forte" di lasciare la guida di Sel e la politica perché stanco di "vivere sulla graticola pubblica".

Un remake di quanto aveva già dichiarato la scorsa estate, in un'intervista-confessione rilasciata a Panorama dove diceva chiaramente che se la lotta politica fosse proseguita "mettendosi la maglietta di riformista o radicale" allora forse si sarebbe ritirato. "L'idea di una fuoriuscita dalla politica - aveva assicurato il governatore - è un fatto sincero. Non sono un uomo in carriera. E non voglio immaginare di fare per sempre la stessa cosa". Anzi, "voglio girare il mondo. Passare un anno a New York. Un altro a Salvador de Bahia. E poi vorrei scrivere libri, imparare altre cose, studiare". Ipse dixit. Ma, di fatto, le parole - almeno per il momento - sono rimaste tali.

Magari, il governatore rosso la butta là sperando che qualcuno lo supplichi in ginocchio di non prendere una decisione simile. O, forse (più probabile), si tratta dell'ennesima mossa strategica per dipingersi come il martire della politica che, a costo di grossi sacrifici e sofferenze, sopporta il fardello e, soprattutto, "il fiato sul collo di 4 milioni e 100 mila pugliesi" che governa. Molti dei quali, a dire il vero, non vedrebbero l'ora che il povero martire tornasse a dedicarsi a tempo pieno alle sue poesie.

Per chi non si lascia ingannare facilmente da questi (falsi) propositi, risulta a dir poco difficile immaginare che Vendola, da tempo proiettato verso la conquista di Palazzo Chigi, intenda realmente "predisporre la propria fuoriuscita e il ricambio nella politica", come secondo il suo manuale etico dovrebbe fare il buon dirigente. Almeno, nel breve periodo il governatore sembra orientato su ben altri (e alti) orizzonti, nonostante l'insostenibile "cumulo di responsabilità a volte molto pesante" che lamenta di sostenere a fatica.

Insomma, alla favola del Vendola schiacciato dal peso delle responsabilità nella sua missione salvifica nei confronti dell'umanità, non ci crede nessuno. Probabilmente, come dicevamo, neanche lui. All'ipocrisia vendoliana, ormai, siamo abbastanza abituati. Ma c'è un limite a tutto e, volendo parafrasare Vendola, se c'è qualcuno che da tempo sente sclerotizzate le proprie antenne, quelli sono i cittadini pugliesi: che dei suoi sofismi, ne farebbero volentieri a meno.

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