Caselli perde il pelo ma non i capelli
28 Giugno 2008
di Redazione
Un magistrato oggi parlamentare si accingeva nel ’94 ad un interrogatorio annunziando “io quello lo sfascio”. Oggi da un altro magistrato, che presiede un collegio giudicante, c’è chi ha sentito dire “gli faccio un culo così”. Poi c’è il dottor Giancarlo Caselli, una toga che nessuno in Europa ci invidia, che ha detto che i due magistrati altro non facevano che il proprio dovere.
Ora, è vero che l’istituto della responsabilità disciplinare è ormai in desuetudine; è vero che il CSM preferisce sempre formulare pareri di costituzionalità, ovviamente non richiesti e ovviamente non di sua competenza; ed è vero che strenuamente il capo dello Stato ha il dovere di non risparmiarsi in moral suasion. Ma con questo caldo che diritto ha Caselli di dire sciocchezze con tanto gelida supponenza? Provi a tagliarsi i capelli, a rispettare Andreotti e a non farsi più mandare cravatte dagli juventini per tifare Torino…
Anonimo Casertano
