Home News Casini ritenta l’Opa sui moderati, Alfano fa lo stopper e il Cav. lavora sotto traccia

Cosa c’è ‘oltre’ i partiti

Casini ritenta l’Opa sui moderati, Alfano fa lo stopper e il Cav. lavora sotto traccia

2
52

Grandi manovre a centrocampo. Che si debba andare ‘oltre’ lo schema attuale dei partiti è un dato ormai oggettivo. E il tempo della crisi ne ha accelerato l’esigenza. Il punto è come e verso dove. C’è molto movimento nel campo della politica. In ventiquattrore Casini ha annunciato la nascita di uno nuovo partito-rassemblement per andare oltre l’Udc con dentro ministri tecnici del governo montiano; il Pd cerca di attrezzarsi contro il vento dell’anti-politica e del grillismo. A Via dell’Umiltà fa discutere l’iniziativa di Beppe Pisanu che con alcuni senatori firma un documento per “andare oltre il Pdl”. Alfano rivendica la golden share della Costituente popolare mentre il Cav. lavora ‘sotto traccia’.

Con tempismo sospetto proprio mentre i partiti ragionano su come ricalibrare l’offerta politica per restituire alla politica il ruolo di architrave della democrazia, Casini spinge il piede sull’acceleratore, forse inseguendo la vecchia idea dell’Opa al Pdl e al voto dei moderati, forse per imbarcare nel nuovo soggetto politico – Partito della Nazione è l’idea originaria – ministri tecnici del governo Monti e pensare così a consolidare il proprio peso in chiave 2013, togliendo spazi di manovra sia ai moderati del Pdl che a quelli del Pd.  E se oggi nella riunione della Costituente di centro si proporrà l’azzeramento dei vertici Udc come primo passo verso la nuova ‘creatura’, ieri il leader Udc ha visto Fini e Rutelli per concordare rotta e tempi del progetto (Fli vi aderirà senza sciogliersi).

In mezzo al movimentismo dei terzopolisti, c’è l’iniziativa di Pisanu che con un documento firmato da alcuni senatori Pdl chiede di superare lo schema del partito per costruire la casa dei moderati. Anche qui la tempistica e la concomitanza, suscitano più di una perplessità nelle file pidielline.  Alfano tiene il punto e rivendica che la Costituente popolare è il progetto al quale da mesi sta lavorando nel solco tracciato dal Cav. Ragion per cui, qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione non può certo prescindere dal Pdl, tantomeno pensare di ‘balcanizzarlo’. In quest’ottica, l’annuncio di Casini viene letto da molti esponenti del Pdl come una mossa tattica per alzare l’asticella del consenso passando dall’8 al 10 per cento su cui lo attestano i sondaggi. Ma non è un mistero che il leader Udc resti il ‘sorvegliato speciale’ specie dal Cav. che seppure sotto traccia starebbe puntando sull’idea di sempre – il partito unico dei moderati – che in più occasioni ha identificato come il completamento di un percorso avviato dodici anni fa. Un traguardo che di per sé, supera di gran lunga la prospettiva e i confini del Polo della nazione casiniano.

Quanto alla sollecitazione di Pisanu – si ragiona in casa Pdl -  se va nella direzione già tracciata da Berlusconi e Alfano ben venga, se deve essere l’ennesimo tentativo di dividere il partito non passerà. La preoccupazione maggiore alligna nelle file degli ex aenne ma anche tra i forzisti che temono il tentativo di svuotare il Pdl a vantaggio di Casini. A ben guardare, almeno per ora non pare così. Anche perché nei capannelli pidiellini in Transatlantico si vocifera di un contatto tra l’ex ministro dell’Interno e il Cav. (che dovrebbero incontrarsi la prossima settimana) finalizzato a sondare il polso dei terzopolisti. Ma ci sono anche altre letture, come quella che accredita Pisanu a un passo dall’addio al Pdl per confluire nel contenitore casiniano.

E il fatto che sia Casini che Fini si siano affrettati a tessere le lodi dell’iniziativa del senatore Pdl, quasi a metterci il cappello sopra, è risuonato come un campanello di allarme a via dell’Umiltà. Al punto che gran parte dei firmatari pidiellini del documento respingono l’idea della fronda interna al partito, rivendicando un contributo di idee perfettamente in linea con l’azione politica di Alfano. Una sottolineatura che, non a caso, arriva proprio dopo il ‘placet’ di Casini e Fini e che di fatto, ne circoscrive la portata sul piano politico se davvero dietro vi fosse il tentativo di spaccare il partito.

Opzione che tuttavia ai piani alti di via dell’Umiltà non viene considerata verosimile e lo dimostra il fatto che lo stesso segretario e il gruppo dirigente non abbiano bocciato senza appello la sollecitazione dei pisaniani. La via è dunque quella del confronto, della dialettica politica in un partito che sta ragionando su come superare la crisi dei partiti e ricalibrare la propria offerta agli elettori. Concetto che Gaetano Quagliariello spiega così commentando il documento dell’ex ministro dell’Interno: “E’ un contributo affinchè in questo momento di crisi possa crearsi una grande aggregazione di moderati della quale il Pdl sia l’architrave e Berlusconi un riferimento ineludibile. In questo senso, rafforza il percorso del Pdl che Alfano sta conducendo”. Dunque, non c’è alcuna fronda, ma il vicepresidente dei senatori Pdl è altrettanto chiaro quando avverte: “Chiunque pensi di poter costruire l’unità dei moderati prescindendo dal Pdl e dalla sua centralità, è destinato a coltivare l’illusione di un istante”. Vale per Pisanu ma vale soprattutto per Casini.

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. il teatrino del trasformismo ha chiuso
    Il tempo del maquillage è finito.
    Casini si illude di rendere appetibile un enseblement di ex socialisti, ex democristiani, ex aennini. Il filo comune è quello che lega i classici parassiti della spesa pubblica, coloro che hanno disastrato l’italia e continuano a farlo col governo monti.
    Per di più ormai nel pdl è evidente che l’effetto fumogeno di berlusconi non esiste più. Dopo aver disatteso tutte le promesse elettorali col socialista Tremonti, il PdL non è altro un contenitore dove si vedono soggetti vomitevoli quali il socialista Cicchitto e il fasciocomunista Alemanno.
    Il PdL e l’UDC non sono che una riedizione del PD di d’alema: socialisti e parassiti che si nutrono di tasse e spesa pubblica.
    I tempi degli show, dei trasformismi e quant’altro è finito.
    Piuttosto che votare per il partito in cui scodinzola un viscido politico corrotto e clientelare come Alemanno o piuttosto che votare per un udc di cattocomunisti, voto con convinzione Grillo. Non foss’altro per NON dare il mio “contributo” elettorale a chi mi ha da sempre ingannato. Tanto Grillo non sarà mai e poi mai peggio del partitone unico PD-UDC-PDL: il raccoglitore dei consumatori di tasse. E se vince il PD? Bah forse è anche meglio dei socialisti del PDL e dell’UDC. E lo dice uno a cui la sinistra fa vomitare.

  2. Una più del diavolo
    Casini le tenta proprio tutte pur di arrivare alle due cifre ma, finora, ha fatto cilecca. Forse perchè sta imbarcando tutti i vecchi tromboni democristiani, erroneamente ritenendo che possano portargli voti. Scambia, poverino, i vecchi ricordi con la realtà. Quegli uomini lì sono capaci di portarti voti solo se gli dai il potere, come hanno dimostrato nel passato. Senza, devono essere attenti a formulare perfino il loro voto personale.E, comunque, alla prima occasione utile ti abbandonano. Quanto agli uomini di Fini, non credo che potranno superare l’1/1,50% e Rutelli è allo zero virgola. C’è speranza in Pisanu? Mah, tutti insieme appassionatamente se riusciranno a raggiungere un 5/6% sarà un vero miracolo. D’altra parte, pensare di presentarsi agli elettori con un nome diverso ma con gli stessi uomini, in qualche caso addirittura gli stessi dalla nascita della Repubblica, è da presuntuosi perchè si è convinti di gabbare. Oggi è il momento di presentare nuovi soggetti che abbiano l’ansia del futuro e non la nostalgia del passato.In altre parole, giovani uomini e giovani donne, magari con un limite d’età di 50 anni. La politica, quella attuale, ha uno spread molto elevato ed è prossima al default. Però, però, aspettiamo di vedere la sorpresa di zio Silvio. Lui ne sa una più del diavolo.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here