Casini sceglie (per ora) Fini e Rutelli per evitare la fuga dei moderati delusi

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Casini sceglie (per ora) Fini e Rutelli per evitare la fuga dei moderati delusi

15 Dicembre 2010

La partita comincia ora. E’ la partita della governabilità, la più insidiosa perché si porta dietro l’incognita del voto anticipato che la Lega continua a sponsorizzare e il Cav. per ora ha rimesso nel cassetto, più concentrato sull’allargamento della base parlamentare. Messaggio per i delusi centristi, i malpancisti futuristi e gli scontenti cattolici del Pd soprattutto dopo il due di picche rifilato da Casini all’apertura del Pdl e il placet della Lega. La risposta del leader Udc è il battesimo del Polo della Nazione con Fini, Rutelli e Lombardo. Area di riferimento: opposizione.

I margini di manovra si sono ridotti e lo scetticismo del Cav. in qualche modo ha avuto conferma. A questo punto è ai singoli parlamentari moderati che guarda, convinto che con loro si possa intavolare una collaborazione che potrebbe trasformarsi anche in qualcosa di più organico alla maggioranza. Insomma l’obiettivo è la costruzione di un’area di responsabilità che sostenga il governo, il tutto in attesa di capire se sia ancora possibile un’intesa con Casini. E’ il senso del ragionamento del premier davanti allo stato maggiore del Pdl riunito ieri sera a Palazzo Grazioli. L’idea di una crisi pilotata che solo martedì Berlusconi non escludeva è già tramontata soprattutto per il ‘niet’ di Casini che è rimasto fermo sulle dimissioni preventive come condizione di partenza.

Una mossa che avrebbe indotto il Cav. a scartare quell’ipotesi e a dialogare direttamente coi singoli parlamentari, specie dopo la fiducia incassata alla Camera. Tanto che riferisce di numerosi deputati tra i futuristi (si parla di otto)  pronti a lasciare il partito di Bocchino, Granata e Briguglio e che potrebbero perfino dare vita a un gruppo autonomo al quale starebbe lavorando Moffa, l’ex colomba finiana che ha mollato il capo un minuto dopo e a causa dell’intervento di Bocchino alla Camera (ne ha chiesto pure le dimissioni a Fini).  Per Berlusconi il neonato “Polo della nazione” è ”inesistente”, un progetto che ”non ha possibilità di futuro” e che soprattutto non esiste nell’elettorato. Ragionamento che terrebbe conto anche dei sondaggi che in modo trasversale danno Pdl e Lega in ascesa, attestandoli complessivamente tra il 43 e il 45 per cento.  

Quanto all’alleanza tra Fini e Casini – è il convincimento del premier – andrà a discapito del presidente della Camera destinato a essere un co-protagonista e lentamente a sparire. La risposta dei terzo polisti non si fa attendere: prima Fini fa sapere che lui “ha perso ma Berlusconi non governerà”, poi affida a Casini il messaggio della neonata formazione: una forza di “opposizione responsabile, seri e pronta a confrontarsi su eventuali provvedimenti che vadano incontro agli interessi dei cittadini, a partire da quelli economico-sociali e dalle grandi riforme che servono al Paese”. Una forza che può contare su cento parlamentari (ottanta alla Camera) ed è questo il tasto che Casini tocca quasi a sfidare la maggioranza nelle prossime prove d’Aula o nelle commissioni.

Al netto degli annunci, la mossa terzo polista serve, almeno nell’immediato, a serrare le fila, a contenere il pressing del Cav. sui singoli deputati delusi. Per i finiani un percorso obbligato, per Casini non è ancora chiaro. Al di là dei tatticismi, il leader Udc sa bene che l’offerta di Berlusconi potrebbe essere un buona chance per scendere dall’Aventino sul quale è salito dal 2007, trovare un accordo su base programmatica, imprimere il profilo centrista su alcuni temi dell’agenda di governo e passare all’incasso nel 2013, magari puntando alla leadership del centrodestra. Anche perché, in questa prospettiva non avrebbe davanti a sé Fini, ormai fuori dalla rotta del Cav. Senza un potenziale competitor, Casini potrebbe giocarsi la carta giusta, forse l’ultima per contribuire a ricomporre la grande area dei moderati, progetto che per Berlusconi resta prioritario. E lo farebbe da protagonista, non da comparsa.

Del resto, l’indebolimento politico di Fini e della sua ‘creatura’ rappresenta un’incognita per il neonato terzo polo e un potenziale ostacolo alle ambizioni di Casini. Lo si è già visto qualche giorno fa quando tra i futuristi e i centristi erano scoccate scintille sulla leadership della nuova formazione. Tasto accuratamente evitato nella conferenza stampa dei terzo polisti e le parole di Buttiglione confermano una certa prudenza: “Intanto uniamoci poi parliamo”. Prudenza forse derivata anche dai dubbi manifestati dalla Chiesa sul patto di Casini con Fini.

A questo si aggiunge che la nuova alleanza per esprimere il suo potenziale ha bisogno di una legge elettorale diversa dall’attuale e se l’intesa col Cav. che comprende pure una parziale riforma del sistema elettorale (mantenendo fermo l’impianto bipolare) verrà archiviata definitivamente, il capo dei centristi sa che la strada resta tutta in salita, specialmente se si dovesse concretizzare l’ipotesi del voto anticipato. Per Fini invece, l’ancoraggio a Casini e Rutelli in questa fase diventa fondamentale per tentare di risalire la china dopo la debacle della mozione di sfiducia e per ricompattare le fila futuriste all’interno delle quali tira ancora aria di burrasca per la linea oltranzista di Bocchino&C che sembra prevalere, così come la dose massiccia di antiberlusconismo, e per la collocazione all’opposizione, cioè nella stessa area dove stanno Bersani e Di Pietro.

Che il clima resti incandescente tra il presidente della Camera e il premier lo confermano anche le scintille sulla mozione di sfiducia a Bondi rispetto alla quale alcuni falchi finiani lanciano segnali ‘sinistri’. Ieri il ministro ha scritto una lettera a Napolitano manifestando perplessità sull’effettivo ruolo di garanzia del presidente della Camera il quale a sua volta ha smentito voci di una riunione nel suo ufficio per valutare il da farsi.

Nei prossimi giorni sarà più chiaro se i futuristi manterranno la linea della guerriglia parlamentare e soprattutto se i centristi li seguiranno. Intanto è nato il terzopolo. Per ora, un salvagente lanciato da Casini a Fini.