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Caso Amiu a Genova, dimissioni del sindaco vicine

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Duro sfogo sulla sua pagina Facebook da parte del dsindaco Marco Doria dopo la bocciatura del consiglio comunale di Genova all'ingresso di Iren in Amiu, l'azienda rifiuti. Ecco il post "Il consiglio comunale ha bocciato una proposta seria dell'amministrazione su Amiu che, con la partecipazione di Iren, avrebbe permesso investimenti in impianti, una prospettiva di lavoro per l'azienda e quindi garanzie per i suoi dipendenti. Ricordo a tutti che Iren è una società italiana controllata da comuni italiani; è dunque una società pubblica. Sarebbe stato possibile con questa soluzione contenere i costi della tariffa a carico dei cittadini e dilazionare negli anni gli aumenti che sono necessari - e obbligatori per legge - per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino. Un voto irresponsabile del centrodestra, del Movimento 5 stelle e di altri consiglieri eletti nella maggioranza (che peraltro nel suo programma elettorale indicava la necessità di un socio industriale per Amiu) apre una crisi seria. Per Amiu e i suoi lavoratori innanzitutto.

L'azienda ha un contratto di servizio che scade nel 2020 e solo con un'aggregazione industriale come quella prevista sarebbe stato possibile prolungarlo dando maggiori garanzie ai suoi lavoratori. I cittadini genovesi dovranno sopportare nel 2017 un aumento della Tari che sarà molto pesante.
Chi ha votato contro la proposta non aveva e non ha uno straccio di indicazione praticabile su come affrontare una situazione aziendale compromessa per Amiu, che non ha impianti e che non ha denaro per realizzarli, che é ora solo un'azienda impegnata in un servizio di raccolta il cui contratto scade nel 2020. Più che mai a mio parere serve alla città una coalizione di persone responsabili. Oggi non c'è stata."

Ne ha un po' per tutti il sindaco ad un passo dalle dimissioni. E intanto il segretario provinciale del Pd, Alessandro Terrille, "La priorità è ora trovare una soluzione per Amiu prima di prendere altre decisioni. Io credo che se il sindaco va in consiglio comunale dichiarando che la fase politica è finita e che non si ricandida, sia possibile trovare i voti per far approvare un provvedimento che metta in sicurezza Amiu".

Nei diciannove voti contrari (14 quelli a favore) ci sono infatti anche due consigliere della “Lista Doria” che lo accusano di aver tradito il suo programma, due della sinistra di Fds e quattro consiglieri dell’ Udc e del Gruppo misto che, in altre situazioni in passato avevano fatto da stampella alla maggioranza di Doria, traballante da tre anni ormai. Pesanti anche le astensioni dei tre fuoriusciti del Pd di “Percorso comune” e del consigliere di “Possibile”.

L’altro dato politico è il voto compatto e fatale del M5S e del centrodestra. Un voto a lungo in bilico, perché i consiglieri sono tutti favorevoli all’ipotesi di ingresso dei privati, ma segnato dal consenso di Giovanni Toti. Il governatore già nel primo pomeriggio era stato profetico: "Cadete anche senza il nostro sgambetto", aveva scritto su Facebook.

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